"Sudafrica nel pallone": è l'ora della finale!
domenica 11 luglio 2010

KE NAKO! Mai come oggi il grido che ha aperto tutte le sigle delle trasmissioni tv del Mondiale è azzeccato. Perché la traduzione dallo swati di Ke Nako significa "È giunta l’ora". Questa sera a Johannesburg si gioca la finale della Coppa del Mondo 2010, la prima giocata in Africa. E, comunque vada a finire, sarà una prima volta: la prima volta che o Olanda o Spagna si aggiudicano la competizione mondiale, la prima volta che una Nazionale europea vince lontano dal Vecchio Continente. Fuori l'Italia di Lippi e fuori pure la terna arbitrale guidata da Rosetti, l'unico italiano che sarà in qualche modo protagonista nella serata di Johannesburg sarà Fabio Cannavaro invitato dalla FIFA per rimediare alla gaffe fatta durante la festa di avvio quando fu il francese Vieira a consegnare la Coppa al Sudafrica: dopo averlo sollevato 4 anni fa al cielo di Berlino, l'ormai ex capitano azzurro all'inizio della partita porterà in campo l'ambito trofeo, che per noi italiani non dovrebbe avere più segreti. Ma se qualcuno si fosse dimenticato...
Alta 36.8 cm, diametro di 13 cm, interamente di oro 18 carati e pesante 6.175 grammi: così si presenta la Coppa del Mondo che per la decima volta verrà consegnata al capitano della squadra vincitrice del Mondiale. Il trofeo disegnato dallo scultore italiano Silvio Cazzaniga ha preso il posto della Coppa Victory (rinominata nel 1946 Coppa Rimet in onore del presidente della FIFA Jules Rimet, che nel 1929 aveva dato inizio alla competizione mondiale) che venne assegnata alla Nazionale vincente nelle edizioni dal 1930 al 1970: in quell’anno infatti, il Brasile venne incoronato per la terza volta Campione del Mondo e, secondo il regolamento, gli fu consentito di entrare definitivamente in possesso del trofeo. Dovendo mettere in palio una nuova coppa vennero visionati ben 53 modelli differenti e la scelta cadde sulla creazione di Gazzaniga. Dal 2006, a causa delle ingenti spese sostenute per la riparazione del trofeo dovute ad ammaccature e graffi vari e per evitare furti, la FIFA decide che la coppa originale rimane in possesso della nazione vincente solo nelle due ore successive all’assegnazione del trofeo al termine delle quali viene consegnata una copia laminata in oro. Il trofeo originale è custodito nella sede della FIFA in Svizzera ed ha un valore di circa 100000 franchi svizzeri (meno di 75000 Euro). Sulla base, formata da due bande di malachite semipreziosa, sono incisi i nomi delle Nazioni che dal 1974 ad oggi si sono aggiudicate il Mondiale: contrariamente a quanto successo per la Coppa Rimet, nessuno potrà aggiudicarsela definitivamente. In ogni caso verrà utilizzata fino al 2038, anno in cui verranno impegnati tutti i 17 spazi a disposizione per l'incisione dei nomi dei vincitori.
Alta 36.8 cm, diametro di 13 cm, interamente di oro 18 carati e pesante 6.175 grammi: così si presenta la Coppa del Mondo che per la decima volta verrà consegnata al capitano della squadra vincitrice del Mondiale. Il trofeo disegnato dallo scultore italiano Silvio Cazzaniga ha preso il posto della Coppa Victory (rinominata nel 1946 Coppa Rimet in onore del presidente della FIFA Jules Rimet, che nel 1929 aveva dato inizio alla competizione mondiale) che venne assegnata alla Nazionale vincente nelle edizioni dal 1930 al 1970: in quell’anno infatti, il Brasile venne incoronato per la terza volta Campione del Mondo e, secondo il regolamento, gli fu consentito di entrare definitivamente in possesso del trofeo. Dovendo mettere in palio una nuova coppa vennero visionati ben 53 modelli differenti e la scelta cadde sulla creazione di Gazzaniga. Dal 2006, a causa delle ingenti spese sostenute per la riparazione del trofeo dovute ad ammaccature e graffi vari e per evitare furti, la FIFA decide che la coppa originale rimane in possesso della nazione vincente solo nelle due ore successive all’assegnazione del trofeo al termine delle quali viene consegnata una copia laminata in oro. Il trofeo originale è custodito nella sede della FIFA in Svizzera ed ha un valore di circa 100000 franchi svizzeri (meno di 75000 Euro). Sulla base, formata da due bande di malachite semipreziosa, sono incisi i nomi delle Nazioni che dal 1974 ad oggi si sono aggiudicate il Mondiale: contrariamente a quanto successo per la Coppa Rimet, nessuno potrà aggiudicarsela definitivamente. In ogni caso verrà utilizzata fino al 2038, anno in cui verranno impegnati tutti i 17 spazi a disposizione per l'incisione dei nomi dei vincitori.
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"Sudafrica nel pallone": il traguardo è ormai vicino
giovedì 8 luglio 2010
CAMMINA CAMMINA - Il tribale Waka Waka, inno ufficiale dei Mondiali, pare sia sempre più il tormentone dell'estate 2010. D'altra parte il ritmo è allegro, il pezzo è esaltante, le parole del ritornello restano in testa dopo averle sentite, sebbene si tratti di un lingua tribale. Ma a ben sentire, la versione di "This time for Africa" della colombiana Shakira con il gruppo sudafricano Freshlyground, assomiglia ad altre canzoni forse meno famose, e questo ha contribuito a far nascere polemiche sul brano accusandone gli autori di plagio. Infatti esiste già una una performance delle Las Chicas del Can che nel 1982 hanno eseguito un brano musicale "El negro no puede", il cui testo e ritmo sono per buona parte identici al brano di Shakira. Inoltre il ritornello di Waka Waka è preso in prestito da "Zangalewa", brano tradizionale camerunense del 1986, interpretato dal gruppo popolare Golden Sounds che ottenne un enorme successo in Africa, perché nei loro testi si ispiravano alla cultura dei più poveri e a quella pacifista.
Come si sa le note sono sette e girale come vuoi ma alla fine è inevitabile che prima o poi qualche canzone si somigli con altre del passato: questa volta però bisogna tornare parecchio indietro. Pare infatti che Waka Waka sia il ritornello di un canto popolare diffuso tra i militari camerunensi durante la Seconda Guerra Mondiale. E questo spiegherebbe anche perché nel testo Shakira si rivolga ad "un buon soldato", fatto che ha ovviamente scatenato ulteriori critiche.
QUESTO SÌ CHE È FOOT...BALL - L'India sta vivendo un'ondata di passione per i mondiali di calcio. Strano a dirsi, in un paese in cui lo sport nazionale è il cricket. In realtà, l'interesse per il calcio ha radici antiche e decisamente curiose. Si parla dei Mondiali del 1950. Quelli che si svolsero in Brasile e videro l'imprevedibile vittoria dell'Uruguay. Con un'ondata di dolore che spinse i brasiliani a cambiare addirittura il colore della maglie. Si era nel dopoguerra e le qualificazioni furono problematiche. Per rimpinguare la platea dei partecipanti si decise di invitare anche l'India. Appena indipendente dopo l'epopea gandhiana. Ma l'appuntamento con il calcio non si realizzò: gli indiani volevano giocare a piedi nudi. Il regolamento lo proibisce e la squadra fu esclusa. Il risultato? Un mondiale con sole 13 squadre. Da allora, il calcio indiano è diventato un fenomeno puramente locale. Talmente locale, che l’India è incapace perfino di qualificarsi nella Asian Cup e, nella classifica asiatica, viene perfino dietro le Maldive. In quella mondiale siede malinconica tra le Fiji e le Bermuda, al 132esimo posto. Nonostante ciò i tifosi indiani si sono appassionati ai Mondiali e qualcuno spera in una futura qualificazione, magari già nel 2014.
CASILLAS DEVE PARARE ANCHE LE POLEMICHE - Dopo la sconfitta della Spagna con la Svizzera era finita nell'occhio del ciclone perché considerata la causa delle distrazioni di Iker Casillas: stiamo parlando della sua bellissima fidanzata, Sara Carbonero (nella foto in alto), corrispondente di Telecinco, eletta come la giornalista sportiva più sexy del pianeta. Occhi verdi, labbra carnose, viso delizioso e corpo ammaliante, la sua colpa è quella di fare collegamenti da bordocampo, dietro la porta difesa dal fidanzato, distraendolo con le sue curve mozzafiato: secondo la stampa specializzata Casillas si sarebbe concentrato più sulla bellissima Sara che sul gioco e sarebbe stato perciò sorpreso dal fatale attacco elvetico. Critiche forse ingenerose, quelle contro Casillas, o forse solo un po' invidiose. Ora che le "furie rosse" hanno conquistato la finale anche con le parate decisive (soprattutto contro il Paraguay) del portiere spagnolo sembra che il giudizio sui due si sia modificato: vedremo se cambierà qualcosa dopo domenica sera...
Come si sa le note sono sette e girale come vuoi ma alla fine è inevitabile che prima o poi qualche canzone si somigli con altre del passato: questa volta però bisogna tornare parecchio indietro. Pare infatti che Waka Waka sia il ritornello di un canto popolare diffuso tra i militari camerunensi durante la Seconda Guerra Mondiale. E questo spiegherebbe anche perché nel testo Shakira si rivolga ad "un buon soldato", fatto che ha ovviamente scatenato ulteriori critiche.
QUESTO SÌ CHE È FOOT...BALL - L'India sta vivendo un'ondata di passione per i mondiali di calcio. Strano a dirsi, in un paese in cui lo sport nazionale è il cricket. In realtà, l'interesse per il calcio ha radici antiche e decisamente curiose. Si parla dei Mondiali del 1950. Quelli che si svolsero in Brasile e videro l'imprevedibile vittoria dell'Uruguay. Con un'ondata di dolore che spinse i brasiliani a cambiare addirittura il colore della maglie. Si era nel dopoguerra e le qualificazioni furono problematiche. Per rimpinguare la platea dei partecipanti si decise di invitare anche l'India. Appena indipendente dopo l'epopea gandhiana. Ma l'appuntamento con il calcio non si realizzò: gli indiani volevano giocare a piedi nudi. Il regolamento lo proibisce e la squadra fu esclusa. Il risultato? Un mondiale con sole 13 squadre. Da allora, il calcio indiano è diventato un fenomeno puramente locale. Talmente locale, che l’India è incapace perfino di qualificarsi nella Asian Cup e, nella classifica asiatica, viene perfino dietro le Maldive. In quella mondiale siede malinconica tra le Fiji e le Bermuda, al 132esimo posto. Nonostante ciò i tifosi indiani si sono appassionati ai Mondiali e qualcuno spera in una futura qualificazione, magari già nel 2014.
CASILLAS DEVE PARARE ANCHE LE POLEMICHE - Dopo la sconfitta della Spagna con la Svizzera era finita nell'occhio del ciclone perché considerata la causa delle distrazioni di Iker Casillas: stiamo parlando della sua bellissima fidanzata, Sara Carbonero (nella foto in alto), corrispondente di Telecinco, eletta come la giornalista sportiva più sexy del pianeta. Occhi verdi, labbra carnose, viso delizioso e corpo ammaliante, la sua colpa è quella di fare collegamenti da bordocampo, dietro la porta difesa dal fidanzato, distraendolo con le sue curve mozzafiato: secondo la stampa specializzata Casillas si sarebbe concentrato più sulla bellissima Sara che sul gioco e sarebbe stato perciò sorpreso dal fatale attacco elvetico. Critiche forse ingenerose, quelle contro Casillas, o forse solo un po' invidiose. Ora che le "furie rosse" hanno conquistato la finale anche con le parate decisive (soprattutto contro il Paraguay) del portiere spagnolo sembra che il giudizio sui due si sia modificato: vedremo se cambierà qualcosa dopo domenica sera...
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"Sudafrica nel pallone": aspettando le semifinali
lunedì 5 luglio 2010


Ne sono rimaste solo 4: Uruguay, Olanda, Germania e Spagna. Comunque vada la vittoria sarà a suo modo storica: se dovesse prevalere l'Uruguay, la "Celeste" tornerebbe sul tetto del mondo dopo 60 anni; se invece vincesse una delle tre Nazionali europee ancora in corsa, sarebbe la prima volta di una europea vittoriosa fuori dal Vecchio Continente. Non resta che tuffarci in questa settimana decisiva e vedere cosa quali novità ci regalerà il Sudafrica.
CAFFÈ CARICOLA - Vi ricordate di Nicola Caricola? Classe 1963, difensore centrale negli anni Ottanta e Novanta: da pilastro del Bari a riserva di lusso alla Juve, poi protagonista del Genoa che sconfisse il Liverpool ad Anfield e infine negli Stati Uniti insieme a Roberto Donadoni con cui giocò nel New York Metrostars dove concluse la carriera. Oggi vive a Città del Capo. Ha creato una società, la Nicaf, esclusivista della Lavazza per il Sudafrica. Trenta dipendenti e tre soci speciali: Gianluca Vialli, Massimo Mauro e Franco Baldini (collaboratore di Fabio Capello prima al Real Madrid e poi nella Nazionale inglese). La Nicaf serve i caffé negli stadi di Sudafrica 2010. Aree vip e hospitality, bar e macchinette. Previste 2 milioni di tazze e tazzine per il Mondiale. Deve lasciare davvero un gusto buono questo affare...
UN GOL VERDE - È stato calcolato che la quantità di emissione nocive prodotti nell’arco di tempo di tutto il torneo iridato si aggirerà, alla sua conclusione, intorno alle 900 mila tonnellate di anidride carbonica. A questa grande quantità si deve poi aggiungere un altro milione di CO2, prodotto dagli spostamenti che i tifosi stanno effettuando per raggiungere giornalmente i luoghi della manifestazione. Un impatto durissimo, incrementato anche dal fatto che la collocazione del Sudafrica, assai lontana rispetto alle grandi città internazionali, ha aumentato la necessità dei voli a lungo raggio e il consumo energetico per il soggiorno di tutti i partecipanti.
Tuttavia, proprio per risolvere questo problema, il governo sudafricano, in collaborazione con la FIFA e l’UNEP (il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) ha formulato e attivato un interessantissimo programma ecologico, che già nei mondiali giocati nel 2006 in Germania era stato sperimentato con successo: definito simpaticamente “Green Gol” dovrebbe rendere in questi giorni di sport e solidarietà nazionale un notevole servizio per la tutela terrestre e ridurre al minimo i danni causati dall’inquinamento. Sono molte le innovazioni previste: la fornitura di acqua piovana per tutti gli stadi, un aumento dell’impiego e del personale dei mezzi pubblici per favorirne l’utilizzo in alternativa a quelli privati. Sono operativi numerosi taxi ecologici a gpl e l’illuminazione notturna è possibile grazie all’alimentazione tramite energia eolica. Sulle tribune degli stadi i cibi forniti agli spettatori sono tutti confezionati in contenitori riciclabili e biodegradabili, allo scopo di limitare la produzione di rifiuti.
E per sensibilizzare tutti i supporter alla protezione della natura, verrà consegnato ad ognuno di loro un importante Green Pass con tutte le informazioni più utili su come stare nel verde anche senza trovarsi sul campo da gioco. E questa è già una bella vittoria !
CALCIO D'ALTRI TEMPI - Purtroppo nello scontro diretto di venerdì scorso Brasile e Olanda non hanno potuto ripetere ciò che avevano già proposto in altre partite del Mondiale e che avrebbe fatto sembrare il quarto di finale una partita di alcuni decenni fa. Infatti, sia la Nazionale brasiliana che quella olandese hanno giocato almeno un incontro in Sudafrica schierando nella formazione titolare tutti giocatori con le maglie dall'1 all'11. Il 15 giugno, nel suo esordio mondiale, la Selecao ha affrontato la Corea del Nord schierando Julio Cesar, Maicon, Lucio, Juan, Felipe Melo, Michel Bastos, Elano, Gilberto Silva, Luis Fabiano, Kaka, Robinho. Scelta analoga 5 giorni dopo per Brasile-Costa d’Avorio.
La stessa cosa ha fatto l’Olanda nell’incontro valido per gli ottavi di finale contro la Slovacchia: in campo Stekelenburg, Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Van Bronckhorst, Van Bommel, Kuyt, De Jong, Van Persie, Sneijder, Robben.
Gli infortuni di Elano tra i verdeoro e di Mathijsen negli orange hanno costretto i ct Dunga e Van Marwijk ad inserire al loro posto Dani Alves e Ooijer, entrambi col numero 13 sulle spalle.
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"Sudafrica nel pallone": dubbi, lacrime, speranze
sabato 3 luglio 2010

TROPPI INVIATI E POCHE PARTITE - Se si trattasse di sicurezza si potrebbe parlare di un massiccio spiegamento di forze. In effetti la RAI ha inviato in Sudafrica per seguire il Mondiale più di 100 collaboratori, il doppio di quelli schierati da Sky. E ovviamente le polemiche non si sono sprecate. Il Comitato di redazione di RaiSport ha voluto puntualizzare che «le "missioni" delle due reti nazionali tedesche Ard e Zdf sono costiutite da quasi 1000 unità. La Bbc ne schiera 150, la tv francese TF1 200, contro i 60 di Rai Sport tra impiegati, giornalisti, telecineoperatori e circa 70 unità operative della produzione tv».
Non vogliamo entrare nella polemica sui numeri, però in merito a quella sul rapporto qualità/prezzo vorremmo dire alcune cose: la Rai trasmetterà in totale 25 delle 64 partite giocate in Sudafrica, con copertura integrale delle sole semifinali e finali, perchè ha ceduto i diritti di metà Mondiale a Sky in un accordo che comprende anche l'edizione del 2014 e le Olimpiadi del 2012.
Liberatasi della diretta delle partite non ci è chiaro il perchè la Rai abbia dovuto occupare diverse ore di programmazione con ben quattro rubriche quotidiane infarcite di ospiti e situazioni francamente evitabili: a Mondiali Rai Sprint si cerca un fidanzato per Linda Santaguida, a Notti Mondiali l’ex arbitro Daniele Tombolini si è inventato un fantastico gioco sul vero mestiere degli arbitri e Giampiero Galeazzi suona la vuvuzela in compagnia di Maurizio Costanzo...
Da tempo ormai nel nostro Paese va di moda il calcio parlato; ci accontenteremmo di quello... anche se quello giocato è francamente molto più appassionante.
BELLE STATUINE - Non stiamo parlando della difesa della Nazionale italiana, anche se era da 40 anni (21 giugno 1970 a Città del Messico, Brasile-Italia 4-1) che l'Italia non subiva tre reti in una partita dei Mondiali come è invece successo nel 2-3 con la Slovacchia. Natale è ancora lontano ma si sa che i napoletani son sempre pronti a sfottere: così l’artigiano Genny Di Virgilio ha realizzato la statuetta di Marcello Lippi che piangendo impugna la valigia simbolo della disfatta in Sudafrica. Ecco il Lippi della sconfitta, la più umiliante nella storia della Nazionale.
Nei giorni scorsi il maestro pastoraio di San Gregorio Armeno ha dedicato una statuina anche a Diego Armando Maradona, ct della nazionale argentina.
RALLENTA L'INTIFADA - Leggendaria fu la vittoria di Gino Bartali al Giro di Francia il 15 luglio 1948 che, secondo molti, avrebbe addirittura risparmiato all'Italia una sanguinosa guerra civile dopo l'attentato a Palmiro Togliatti. Ma a riprova che i grandi eventi sportivi riescono a distrarre gli animi dalla politica, ecco arrivare dalla Cisgiordania una conferma: durante i Mondiali sudafricani, gli attacchi a colpi di pietre dei palestinesi contro i soldati israeliani, la cosiddetta «Intifada», si sono ridotti del 50 per cento.
Nell'area occupata dal 1967 dall'esercito israeliano vivono circa 2.163.000 persone, in maggioranza palestinesi. La convivenza è ovviamente difficoltosa visti i continui incidenti che scoppiano pressoché quotidianamente tra palestinesi e truppe d'occupazione. Il copione prevede rapide incursioni di gruppi di giovanissimi armati di sole pietre, una strategia conosciuta appunto come "Intifada" che in arabo significa "rivolta", "sollevazione".
Da quando sono iniziati i Mondiali sudafricani le partite hanno subito catalizzato l'attenzione generale. Gli arabi infatti, anziché scendere in strada a tirar pietre contro i militari con la stella di Davide, hanno preferito rimanere in casa a seguire le vicende del calcio. Secondo il quotidiano Maariv le autorità militari israeliane hanno constatato con sorpresa e soddisfazione come nelle ultime settimane la casistica delle violenze abbia rilevato solo una ventina di sassaiole, il numero più basso da un decennio a questa parte.
Non vogliamo entrare nella polemica sui numeri, però in merito a quella sul rapporto qualità/prezzo vorremmo dire alcune cose: la Rai trasmetterà in totale 25 delle 64 partite giocate in Sudafrica, con copertura integrale delle sole semifinali e finali, perchè ha ceduto i diritti di metà Mondiale a Sky in un accordo che comprende anche l'edizione del 2014 e le Olimpiadi del 2012.
Liberatasi della diretta delle partite non ci è chiaro il perchè la Rai abbia dovuto occupare diverse ore di programmazione con ben quattro rubriche quotidiane infarcite di ospiti e situazioni francamente evitabili: a Mondiali Rai Sprint si cerca un fidanzato per Linda Santaguida, a Notti Mondiali l’ex arbitro Daniele Tombolini si è inventato un fantastico gioco sul vero mestiere degli arbitri e Giampiero Galeazzi suona la vuvuzela in compagnia di Maurizio Costanzo...
Da tempo ormai nel nostro Paese va di moda il calcio parlato; ci accontenteremmo di quello... anche se quello giocato è francamente molto più appassionante.
BELLE STATUINE - Non stiamo parlando della difesa della Nazionale italiana, anche se era da 40 anni (21 giugno 1970 a Città del Messico, Brasile-Italia 4-1) che l'Italia non subiva tre reti in una partita dei Mondiali come è invece successo nel 2-3 con la Slovacchia. Natale è ancora lontano ma si sa che i napoletani son sempre pronti a sfottere: così l’artigiano Genny Di Virgilio ha realizzato la statuetta di Marcello Lippi che piangendo impugna la valigia simbolo della disfatta in Sudafrica. Ecco il Lippi della sconfitta, la più umiliante nella storia della Nazionale.
Nei giorni scorsi il maestro pastoraio di San Gregorio Armeno ha dedicato una statuina anche a Diego Armando Maradona, ct della nazionale argentina.
RALLENTA L'INTIFADA - Leggendaria fu la vittoria di Gino Bartali al Giro di Francia il 15 luglio 1948 che, secondo molti, avrebbe addirittura risparmiato all'Italia una sanguinosa guerra civile dopo l'attentato a Palmiro Togliatti. Ma a riprova che i grandi eventi sportivi riescono a distrarre gli animi dalla politica, ecco arrivare dalla Cisgiordania una conferma: durante i Mondiali sudafricani, gli attacchi a colpi di pietre dei palestinesi contro i soldati israeliani, la cosiddetta «Intifada», si sono ridotti del 50 per cento.
Nell'area occupata dal 1967 dall'esercito israeliano vivono circa 2.163.000 persone, in maggioranza palestinesi. La convivenza è ovviamente difficoltosa visti i continui incidenti che scoppiano pressoché quotidianamente tra palestinesi e truppe d'occupazione. Il copione prevede rapide incursioni di gruppi di giovanissimi armati di sole pietre, una strategia conosciuta appunto come "Intifada" che in arabo significa "rivolta", "sollevazione".
Da quando sono iniziati i Mondiali sudafricani le partite hanno subito catalizzato l'attenzione generale. Gli arabi infatti, anziché scendere in strada a tirar pietre contro i militari con la stella di Davide, hanno preferito rimanere in casa a seguire le vicende del calcio. Secondo il quotidiano Maariv le autorità militari israeliane hanno constatato con sorpresa e soddisfazione come nelle ultime settimane la casistica delle violenze abbia rilevato solo una ventina di sassaiole, il numero più basso da un decennio a questa parte.
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"Sudafrica nel pallone": aspettando i quarti di finale...
mercoledì 30 giugno 2010

Il Mondiale osserva due giorni di pausa dopo 19 giorni trascorsi tra gironi di qualificazione e ottavi di finale. Ne approfittiamo anche noi per rifiatare un po' proponendovi curiosità non strettamente calcistiche.
SCONFITTA PESANTE - La disfatta degli Azzurri ai Mondiali oltreché risvolti tecnici ha anche risvolti economici. La Camera di commercio di Monza-Brianza ha stimato in 140 milioni di euro il mancato indotto dovuto all'uscita anticipata dalla kermesse sudafricana da parte degli uomini di Lippi. Un guadagno che, se gli azzurri fossero arrivati in finale, sarebbe arrivato dalle tasche di chi avrebbe assistito alle partite dall'Italia sui maxischermi allestiti nelle diverse città (oltre 70 milioni di euro) e da chi avrebbe visto le partite in bar, pizzerie e pub (circa 67 milioni). Segno meno anche per le scommesse: ammonta ad 8 milioni di euro la cifra che gli italiani hanno perso puntando sulla vittoria italiana contro gli slovacchi.
FALLO DI MANO - Nei giorni scorsi è finito nel mirino degli investigatori della Fifa il calciatore algerino Rafik Safi: alla base dell'inchiesta aperta dall'organismo che governa il calcio internazionale non c'è un'azione di gioco fallosa ma quanto avvenuto in zona-mista subito dopo la partita che ha consentito agli Stati Uniti di qualificarsi per gli ottavi. In sostanza il calciatore è accusato di aver colpito a ceffoni una giornalista del suo paese: tutto sarebbe avvenuto nella mixed-zone dove è esplosa la rissa tra Safi e la giornalista algerina Asma Alimi. Safi avrebbe mollato un paio di ceffoni alla donna la quale avrebbe risposto prima graffiando il labbro del giocatore e poi provando a mollargli anche un pugno. La Alimi ha sostenuto di «non aver fatto nulla». E la sua versione dei fatti è stata confermata da un fotografo guatemalteco, Francisco Aguilar: «La Alimi stava solo guardando e lui l'ha picchiata». La rabbia di Safi era così debordante che per placarlo e allontanarlo sono intervenuti gli uomini della sicurezza. Pur cinturato e bloccato, prima di abbandonare la zona mista, Safi avrebbe spaccato contro il muro una bottiglia. Non si conoscono ancora i motivi che hanno scatenato il diverbio ma se Safi verrà ritenuto colpevole, scatterà nei suoi confronti una pesantissima squalifica.
PAUL IL POLPO INDOVINO - Ora l'Argentina di Maradona trema: come dimostra l'immagine, Paul ha sentenziato che sarà la Nazionale tedesca ad approdare in semifinale. Lungo tutti i Mondiali il polpo non ha mai sbagliato, azzeccando tutti i risultati delle partite giocate dalla Germania. Nell’acquario, dove vive il mollusco, vengono piazzati due ostriche all’interno di due contenitori trasparenti, uno con il simbolo della Germania e l’altro col simbolo della squadra avversaria. A seconda del contenitore che il polipo scoperchia, viene decisa la squadra vincitrice. A differenza delle precedenti, questa volta la scelta di Paul è stata difficoltosa: dopo un'ora di esitazione fra le due ostriche, il polpo si è avvicinato cautamente a quella tedesca e, solo quando gli organizzatori sono arrivati per rimuovere i contenitori, l'ha afferrata per mangiarsela.
L'indecisione di Paul potrebbe essere segno di una sfida tra Germania e Argentina equilibrata e combattuta; la speranza per la squadra di Maradona è quella che Paul commetta finalmente l'errore (in occasione di Euro 2008 azzeccò l'esito dell'80% delle partite della Germania).
SCONFITTA PESANTE - La disfatta degli Azzurri ai Mondiali oltreché risvolti tecnici ha anche risvolti economici. La Camera di commercio di Monza-Brianza ha stimato in 140 milioni di euro il mancato indotto dovuto all'uscita anticipata dalla kermesse sudafricana da parte degli uomini di Lippi. Un guadagno che, se gli azzurri fossero arrivati in finale, sarebbe arrivato dalle tasche di chi avrebbe assistito alle partite dall'Italia sui maxischermi allestiti nelle diverse città (oltre 70 milioni di euro) e da chi avrebbe visto le partite in bar, pizzerie e pub (circa 67 milioni). Segno meno anche per le scommesse: ammonta ad 8 milioni di euro la cifra che gli italiani hanno perso puntando sulla vittoria italiana contro gli slovacchi.
FALLO DI MANO - Nei giorni scorsi è finito nel mirino degli investigatori della Fifa il calciatore algerino Rafik Safi: alla base dell'inchiesta aperta dall'organismo che governa il calcio internazionale non c'è un'azione di gioco fallosa ma quanto avvenuto in zona-mista subito dopo la partita che ha consentito agli Stati Uniti di qualificarsi per gli ottavi. In sostanza il calciatore è accusato di aver colpito a ceffoni una giornalista del suo paese: tutto sarebbe avvenuto nella mixed-zone dove è esplosa la rissa tra Safi e la giornalista algerina Asma Alimi. Safi avrebbe mollato un paio di ceffoni alla donna la quale avrebbe risposto prima graffiando il labbro del giocatore e poi provando a mollargli anche un pugno. La Alimi ha sostenuto di «non aver fatto nulla». E la sua versione dei fatti è stata confermata da un fotografo guatemalteco, Francisco Aguilar: «La Alimi stava solo guardando e lui l'ha picchiata». La rabbia di Safi era così debordante che per placarlo e allontanarlo sono intervenuti gli uomini della sicurezza. Pur cinturato e bloccato, prima di abbandonare la zona mista, Safi avrebbe spaccato contro il muro una bottiglia. Non si conoscono ancora i motivi che hanno scatenato il diverbio ma se Safi verrà ritenuto colpevole, scatterà nei suoi confronti una pesantissima squalifica.
PAUL IL POLPO INDOVINO - Ora l'Argentina di Maradona trema: come dimostra l'immagine, Paul ha sentenziato che sarà la Nazionale tedesca ad approdare in semifinale. Lungo tutti i Mondiali il polpo non ha mai sbagliato, azzeccando tutti i risultati delle partite giocate dalla Germania. Nell’acquario, dove vive il mollusco, vengono piazzati due ostriche all’interno di due contenitori trasparenti, uno con il simbolo della Germania e l’altro col simbolo della squadra avversaria. A seconda del contenitore che il polipo scoperchia, viene decisa la squadra vincitrice. A differenza delle precedenti, questa volta la scelta di Paul è stata difficoltosa: dopo un'ora di esitazione fra le due ostriche, il polpo si è avvicinato cautamente a quella tedesca e, solo quando gli organizzatori sono arrivati per rimuovere i contenitori, l'ha afferrata per mangiarsela.
L'indecisione di Paul potrebbe essere segno di una sfida tra Germania e Argentina equilibrata e combattuta; la speranza per la squadra di Maradona è quella che Paul commetta finalmente l'errore (in occasione di Euro 2008 azzeccò l'esito dell'80% delle partite della Germania).
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"Sudafrica nel pallone": il Mondiale entra nel vivo
lunedì 28 giugno 2010

Terminata la fase a gironi, ai Mondiali di calcio si inizia a fare sul serio con partite da "dentro o fuori": il campo, ma non solo, continua a regalarci sorprese.
QUESTIONI DI FAMIGLIA - Il Mondiale sudafricano ha offerto situazioni particolari, alcune vere e proprie eccezioni. All'interno delle spedizioni delle Nazionali non è difficile imbattersi in parentele: per esempio nella squadra dell'Honduras hanno giocato insieme i tre fratelli Palacios e hanno così stabilito un record. Jerry, Johny e Wilson sono i primi tre fratelli nella storia del Mondiale ad essere convocati contemporaneamente: ciò si è concretizzato dopo l'infortunio di Julio Cesar Leon, attaccante del Torino, costretto a lasciare il Sudafrica per uno stiramento. Il ct Reinaldo Rueda ha così deciso di chiamare Jerry Palacios, attaccante che gioca in Cina nel Hangzhou Greentown e maggiore dei tre fratelli.
Oggettivamente singolare ciò che è accaduto in Germania - Ghana, partita nella quale si sono affrontati i fratelli Boateng: entrambi nati in Germania, Kevin gioca per il Ghana, la squadra del padre, mentre Jerome, di un anno più giovane, gioca per la Nazionale tedesca. Hanno lo stesso papà, ma diversa è la mamma.
Al Mondiale hanno partecipato anche i fratelli Kolo e Yayà Tourè della Costa d'Avorio, Diego e Edgar Barreto del Paraguay, Ibrahim e Andre Ayew Pelè (figli di Abedi Pelé) del Ghana.
Altri giocatori ancora hanno il papà allenatore (Michael Bradley il cui padre Bob è commissario tecnico degli Stati Uniti e lo slovacco Weiss che si chiama Vladimir come il padre ct) oppure deve obbedire alle indicazioni nello spogliatoio del suocero come Sérgio "Kun" Aguero fidanzato ufficiale di Giannina Maradona, dalla quale ha avuto un figlio.
Infine Alexandre Song è il nipote di Rigobert Song ed entrambi hanno giocato con il Camerun.
CON JABULANI SI FESTEGGIA - Prima ancora che il Mondiale prendesse il via i portieri erano terrorizzati dal nuovo pallone marchiato Adidas. Secondo il carioca Julio Cesar «Sembra uno di quei palloni che si comprano al supermercato», mentre per lo spagnolo Iker Casillas «assomiglia a quelli che si usano per giocare in spiaggia». Gigi Buffon era stato il più critico: «È assolutamente inadeguato e credo sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere».
Ci avevano visto lungo i portieri spaventati dalle strambe traiettorie del Jabulani, il cui nome significa "esultare".
E così la prima parte del mondiale ha regalato più papere che prodezze: ha cominciato l'inglese Robert Green, buttandosi da solo la palla in rete contro gli statunitensi, poi ha replicato l'algerino Chaouchi regalando agli sloveni il gol della vittoria. Altra vittima il ghanese Kingson che respingendo goffamente una punizione ha consentito il facile tap-in dell'australiano Holden.
Alla lista si è aggiunto anche il nigeriano Enyaema la cui papera è costata la sconfitta contro la Grecia. Dei comportamenti sleali del pallone hanno già fatto le spese il paraguayano Villar, il giapponese Kawashima, il francese Lloris, il danese Sorensen... e la lista si allunga!
AI RIGORI METTICI LA TESTA - Sono stati giocati i primi quattro incontri degli ottavi di finale e finora non c'è stato bisogno di decidere il risultato di una partita ai calci di rigore. Noi italiani che ai tiri dagli undici metri al termine dei 120 minuti regolamentari dobbiamo alcune vittorie (l'ultima ai Mondiali del 2006) e tante sconfitte (l'ultima, non la più importante, agli Europei del 2008 contro la Spagna) sappiamo bene quanto valga il momento in cui il confronto tra portiere e rigorista diventa decisivo: uno scontro spesso al centro di studi scientifici.
Il cervello dei rigoristi, se in tilt per l’ansia da prestazione, può giocare un brutto scherzo al calciatore, consentendogli di vedere praticamente solo il portiere e, quindi, facilitando l’errore.
Secondo uno studio americano, anche il cervello del portiere può influenzarne la scelta dei movimenti: si può prevedere la direzione del calcio di rigore facendo attenzione ad alcuni micro-movimenti che il calciatore effettua nel momento del tiro.
Per scoprirlo gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Institute hanno registrato migliaia di tiri avvalendosi di 40 sensori, gli stessi che si utilizzano per i film di animazione, collocati su 19 punti del corpo, dalla testa ai piedi. È stato, così, possibile identificare 15 micro-movimenti, tre dei quali, secondo gli studiosi, sono spie attendibili della direzione che prenderà il pallone. Non solo una questione di piedi e di mani: il calcio di rigore diventa anche questione di testa.
QUESTIONI DI FAMIGLIA - Il Mondiale sudafricano ha offerto situazioni particolari, alcune vere e proprie eccezioni. All'interno delle spedizioni delle Nazionali non è difficile imbattersi in parentele: per esempio nella squadra dell'Honduras hanno giocato insieme i tre fratelli Palacios e hanno così stabilito un record. Jerry, Johny e Wilson sono i primi tre fratelli nella storia del Mondiale ad essere convocati contemporaneamente: ciò si è concretizzato dopo l'infortunio di Julio Cesar Leon, attaccante del Torino, costretto a lasciare il Sudafrica per uno stiramento. Il ct Reinaldo Rueda ha così deciso di chiamare Jerry Palacios, attaccante che gioca in Cina nel Hangzhou Greentown e maggiore dei tre fratelli.
Oggettivamente singolare ciò che è accaduto in Germania - Ghana, partita nella quale si sono affrontati i fratelli Boateng: entrambi nati in Germania, Kevin gioca per il Ghana, la squadra del padre, mentre Jerome, di un anno più giovane, gioca per la Nazionale tedesca. Hanno lo stesso papà, ma diversa è la mamma.
Al Mondiale hanno partecipato anche i fratelli Kolo e Yayà Tourè della Costa d'Avorio, Diego e Edgar Barreto del Paraguay, Ibrahim e Andre Ayew Pelè (figli di Abedi Pelé) del Ghana.
Altri giocatori ancora hanno il papà allenatore (Michael Bradley il cui padre Bob è commissario tecnico degli Stati Uniti e lo slovacco Weiss che si chiama Vladimir come il padre ct) oppure deve obbedire alle indicazioni nello spogliatoio del suocero come Sérgio "Kun" Aguero fidanzato ufficiale di Giannina Maradona, dalla quale ha avuto un figlio.
Infine Alexandre Song è il nipote di Rigobert Song ed entrambi hanno giocato con il Camerun.
CON JABULANI SI FESTEGGIA - Prima ancora che il Mondiale prendesse il via i portieri erano terrorizzati dal nuovo pallone marchiato Adidas. Secondo il carioca Julio Cesar «Sembra uno di quei palloni che si comprano al supermercato», mentre per lo spagnolo Iker Casillas «assomiglia a quelli che si usano per giocare in spiaggia». Gigi Buffon era stato il più critico: «È assolutamente inadeguato e credo sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere».
Ci avevano visto lungo i portieri spaventati dalle strambe traiettorie del Jabulani, il cui nome significa "esultare".
E così la prima parte del mondiale ha regalato più papere che prodezze: ha cominciato l'inglese Robert Green, buttandosi da solo la palla in rete contro gli statunitensi, poi ha replicato l'algerino Chaouchi regalando agli sloveni il gol della vittoria. Altra vittima il ghanese Kingson che respingendo goffamente una punizione ha consentito il facile tap-in dell'australiano Holden.
Alla lista si è aggiunto anche il nigeriano Enyaema la cui papera è costata la sconfitta contro la Grecia. Dei comportamenti sleali del pallone hanno già fatto le spese il paraguayano Villar, il giapponese Kawashima, il francese Lloris, il danese Sorensen... e la lista si allunga!
AI RIGORI METTICI LA TESTA - Sono stati giocati i primi quattro incontri degli ottavi di finale e finora non c'è stato bisogno di decidere il risultato di una partita ai calci di rigore. Noi italiani che ai tiri dagli undici metri al termine dei 120 minuti regolamentari dobbiamo alcune vittorie (l'ultima ai Mondiali del 2006) e tante sconfitte (l'ultima, non la più importante, agli Europei del 2008 contro la Spagna) sappiamo bene quanto valga il momento in cui il confronto tra portiere e rigorista diventa decisivo: uno scontro spesso al centro di studi scientifici.
Il cervello dei rigoristi, se in tilt per l’ansia da prestazione, può giocare un brutto scherzo al calciatore, consentendogli di vedere praticamente solo il portiere e, quindi, facilitando l’errore.
Secondo uno studio americano, anche il cervello del portiere può influenzarne la scelta dei movimenti: si può prevedere la direzione del calcio di rigore facendo attenzione ad alcuni micro-movimenti che il calciatore effettua nel momento del tiro.
Per scoprirlo gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Institute hanno registrato migliaia di tiri avvalendosi di 40 sensori, gli stessi che si utilizzano per i film di animazione, collocati su 19 punti del corpo, dalla testa ai piedi. È stato, così, possibile identificare 15 micro-movimenti, tre dei quali, secondo gli studiosi, sono spie attendibili della direzione che prenderà il pallone. Non solo una questione di piedi e di mani: il calcio di rigore diventa anche questione di testa.
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"Sudafrica nel pallone": esclusi ed eliminati... quanti campioni a casa!
venerdì 25 giugno 2010

Mancano ancora 4 partite per terminare la fase a gruppi ma i Mondiali 2010 hanno già fatto vittime illustri: oltre all'Italia (Campione del Mondo uscente) sono uscite di scena Francia (Vice-campione del Mondo uscente) e Sudafrica (primo paese organizzatore nella storia della Coppa del Mondo a non superare il primo turno). Il Mondiale continua e noi continuiamo ad accompagnarvi con curiosità e informazioni.
CASACCHE DI PLASTICA - Per le divise delle Nazionali la novità proposta per questo Mondiale da una nota azienda produttrice di abbigliamento sportivo americana è il materiale ecocompatibile. Si tratta, infatti, di maglie in poliestere riciclato, ottenuto da bottiglie di plastica altrimenti destinate alla discarica. Ciascuna maglia è stata prodotta grazie all’utilizzo di otto bottiglie fuse insieme per produrre filati che, a loro volta, sono stati convertiti in tessuto. Mettendo insieme tutte le maglie indossate dai calciatori e quelle vendute ai tifosi in occasione del Campionato del Mondo si stima che verranno messe in commercio oltre 1,5 milioni di magliette che contribuiranno a risparmiare materie prime e ridurre il consumo di energia fino al 30% rispetto alla produzione con poliestere vergine oltre che ad evitare lo smaltimento nelle discariche di circa 13 milioni di bottiglie.
LA SQUADRA DEGLI ESCLUSI - Causa infortuni, scelte tecniche o più semplicemente la mancata qualificazione, sono tanti i giocatori che non hanno avuto l'opportunità di provare a vincere la Coppa del Mondio in Sudafrica. E non mancano quelli illustri: tanti da poter formare una squadra intera che sulla carta non sfigurerebbe contro chi invece il Mondiale lo sta vivendo da protagonista. Noi sceglieremmo questi giocatori: Cech (portiere della Repubblica Ceca), Bridge (difensore dell'Inghilterra), Mexes (difensore della Francia), Ferdinand (difensore dell'Inghilterra), J. Zanetti (tuttofare dell'Argentina), Ballack (centrocampista della Germania), Cambiasso (centrocampista dell'Argentina), Nasri (centrocampista della Francia), Pato (attaccante del Brasile), Ibrahimović (attaccante della Svezia) e Walcott (attaccante dell'Inghilterra). A dispozione: Frey (Francia), Julio Sergio(Brasile), Alex (Brasile), Marcelo (Brasile), Van Buyten (Belgio), Cissokho (Francia), Beckham (Inghilterra), Essien (Ghana), Guti (Spagna), Van Nistelrooy (Olanda), Benzema (Francia), Cassano (Italia).
Ecco i 23 calciatori, ovviamente distribuiti ruolo per ruolo. Che ne dite? Forse un po' troppo spregiudicata, ma sicuramente capace di divertire. E volendo si potrebbe mettere in piedi un'altra squadra coinvolgendo Cordoba (Colombia), Riise (Norvegia), Chivu (Romania), Vargas (Chile), Sissoko (Mali), Jovetic (Montenegro), Seedorf (Olanda), Mikel (Nigeria), Diego (Brasile), Lavezzi (Argentina), Raul (Spagna), Shevchenko (Ucraina), Arshavin (Russia), Dzeko (Bosnia), Mutu (Romania), Berbatov (Bulgaria), Ronaldinho (Brasile).
Quasi quasi una bella sfida alla playstation Esclusi - Infortunati non ce la toglie nessuno...
NOI TI PREGHIAMO - La Chiesa anglicana ha pubblicato tre preghiere dedicate espressamente ai Mondiali di calcio del Sudafrica. Due sono per il bene generale di tutti i partecipanti al Mondiale, mentre la terza è pensata per chi “semplicemente” non si interessa del torneo.
Le orazioni sono adatte tanto per un uso privato, che per pregare nelle chiese.
“Non si tratta solo di calcio, ma anche delle nazioni del mondo che festeggiano insieme con la gente del Sudafrica”, ha detto il vescovo di Croydon, Nick Baines, che ha collaborato alla formulazione delle orazioni.
La FIFA, invece ha vietato esultanze con messaggi politici o religiosi. Sotto lo sguardo attento della Federazione Internazionale è finita soprattutto la Nazionale brasiliana: nello spogliatoio verdeoro infatti, i credenti hanno acquisito un peso maggiore rispetto ai Mondiali precedenti e sono diversi quelli che nelle competizioni con le squadre di club vestono una maglietta con scritte religiose sotto quella della società.
Sono consentite invece forme di preghiera ad inizio o al termine della partita (nella foto i giocatori del Mexico) purchè non facciano esplicito riferimento ad una specifica divinità: questo per garantire il rispetto della sensibilità di ogni persona allo stadio e davanti alla tv.
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"Sudafrica nel pallone": quest'Italia è una pizza!
mercoledì 23 giugno 2010

Il Mondiale 2010 sta già emettendo le prime sentenze, condannnado anche Nazionali rinomate che certo avrebbero sperato in una permanenza più lunga in Sudafrica. Augurandoci che l'Italia non debba subire la stessa sorte vi proponiamo altre notizie curiose legate alla Coppa del Mondo.
LE PIZZE DEL MONDIALE - A Diano Marina impazzano le pizze dedicate ai mondiali di Calcio: dopo la "Gol De Rossi" (radicchio, mozzarella di bufala, asparagi e scaglie di parmigiano) domenica è arrivata la "Iaquinta-Stagioni": pomodoro, mozzarella, funghi freschi, melanzane e prosciutto cotto per celebrare il gol su rigore di Vincenzo Iaquinta contro la Nuova Zelanda. L'album delle Pizze Mondiali verrà pubblicato con le ricette sul sito dell'Associazione Nazionale www.anpir.it e tutti i Pizzaioli d'Italia, o Italiani nel Mondo, potranno preparare le stesse pizze nella loro pizzeria.
CALO DI ENERGIA - La partita d'esordio degli azzurri ai Mondiali di calcio sudafricani ha "spento" l'Italia. Il fenomeno si era già registrato in occasione delle partite dell'Italia ai Mondiali di Germania del 2006: il 12 giugno di quattro anni fa, il termometro dei consumi elettrici faceva registrare alle 21.00 uno scostamento di circa 630 MW tra il consumo effettivo e la previsione. Ancora più significativo quanto avvenuto martedì 4 luglio 2006 in occasione della semifinale Italia-Germania: tra le 21 e le 23, orario in cui si è svolto il match, il calo dei consumi era stato sempre superiore ai 2.000 MW (il valore equivale al consumo medio di Roma), con un punta di circa 2.600 MW in meno rispetto alla previsione, registrata alle 22. Questa volta, in concomitanza del match della Nazionale con il Paraguay si è verificato un calo della domanda di elettricità rispetto ai consumi attesi, via via più marcato man mano che il match entrava nel vivo. Lo scostamento massimo tra il consumo effettivo e il dato previsionale, secondo Terna, è stato registrato alle ore 22, con un calo della domanda di elettricità pari a circa 750 MW, un valore equivalente al consumo medio di una città come Torino. Il capoluogo piemontese è stato protagonista di un blackout del segnale RAI sul digitale terrestre durante la seconda partita dell'Italia: il ripetitore di Torino Eremo, sulle colline a sudest di Torino, ha smesso di ricevere energia intorno alle 16.40, con il punteggio sull’1-1. Le ragioni di questa interruzione non sono ancora chiare: lavori su una linea elettrica o un fulmine sembrano quelle più plausibili.
Grandi polemiche e proteste per i molti tifosi che non hanno potuto seguire il secondo tempo della partita; ci associamo alle scuse che il giornalista Rai Marco Mazzocchi a rivolto ai telespettaori: «Non preoccupatevi. Non vi siete persi un granchè!»
CARTELLINO ROSSO ALLA PUBBLICITÀ OCCULTA - Trentasei sexy tifose olandesi sono state espulse dallo stadio dagli ufficiali della Fifa durante Olanda-Danimarca perchè indossavano vestiti che pubblicizzavano esplicitamente una birra concorrente alla Budweiser, sponsor ufficiale dei mondiali. Non è la prima volta che la birra olandese Bavaria è al centro di un caso di ambush marketing: già durante i Mondiali del 2006 distribuirono numerosi Leeuwenhosen, leoncini con la maglia arancione e il logo del birrificio, facendo pubblicità occulta. Questa volta la Fifa è stata molto severa e così durante il secondo tempo, una quarantina di steward hanno circondanto le ragazze e le hanno costrette a lasciare lo stadio.
LE PIZZE DEL MONDIALE - A Diano Marina impazzano le pizze dedicate ai mondiali di Calcio: dopo la "Gol De Rossi" (radicchio, mozzarella di bufala, asparagi e scaglie di parmigiano) domenica è arrivata la "Iaquinta-Stagioni": pomodoro, mozzarella, funghi freschi, melanzane e prosciutto cotto per celebrare il gol su rigore di Vincenzo Iaquinta contro la Nuova Zelanda. L'album delle Pizze Mondiali verrà pubblicato con le ricette sul sito dell'Associazione Nazionale www.anpir.it e tutti i Pizzaioli d'Italia, o Italiani nel Mondo, potranno preparare le stesse pizze nella loro pizzeria.
CALO DI ENERGIA - La partita d'esordio degli azzurri ai Mondiali di calcio sudafricani ha "spento" l'Italia. Il fenomeno si era già registrato in occasione delle partite dell'Italia ai Mondiali di Germania del 2006: il 12 giugno di quattro anni fa, il termometro dei consumi elettrici faceva registrare alle 21.00 uno scostamento di circa 630 MW tra il consumo effettivo e la previsione. Ancora più significativo quanto avvenuto martedì 4 luglio 2006 in occasione della semifinale Italia-Germania: tra le 21 e le 23, orario in cui si è svolto il match, il calo dei consumi era stato sempre superiore ai 2.000 MW (il valore equivale al consumo medio di Roma), con un punta di circa 2.600 MW in meno rispetto alla previsione, registrata alle 22. Questa volta, in concomitanza del match della Nazionale con il Paraguay si è verificato un calo della domanda di elettricità rispetto ai consumi attesi, via via più marcato man mano che il match entrava nel vivo. Lo scostamento massimo tra il consumo effettivo e il dato previsionale, secondo Terna, è stato registrato alle ore 22, con un calo della domanda di elettricità pari a circa 750 MW, un valore equivalente al consumo medio di una città come Torino. Il capoluogo piemontese è stato protagonista di un blackout del segnale RAI sul digitale terrestre durante la seconda partita dell'Italia: il ripetitore di Torino Eremo, sulle colline a sudest di Torino, ha smesso di ricevere energia intorno alle 16.40, con il punteggio sull’1-1. Le ragioni di questa interruzione non sono ancora chiare: lavori su una linea elettrica o un fulmine sembrano quelle più plausibili.
Grandi polemiche e proteste per i molti tifosi che non hanno potuto seguire il secondo tempo della partita; ci associamo alle scuse che il giornalista Rai Marco Mazzocchi a rivolto ai telespettaori: «Non preoccupatevi. Non vi siete persi un granchè!»
CARTELLINO ROSSO ALLA PUBBLICITÀ OCCULTA - Trentasei sexy tifose olandesi sono state espulse dallo stadio dagli ufficiali della Fifa durante Olanda-Danimarca perchè indossavano vestiti che pubblicizzavano esplicitamente una birra concorrente alla Budweiser, sponsor ufficiale dei mondiali. Non è la prima volta che la birra olandese Bavaria è al centro di un caso di ambush marketing: già durante i Mondiali del 2006 distribuirono numerosi Leeuwenhosen, leoncini con la maglia arancione e il logo del birrificio, facendo pubblicità occulta. Questa volta la Fifa è stata molto severa e così durante il secondo tempo, una quarantina di steward hanno circondanto le ragazze e le hanno costrette a lasciare lo stadio.
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"Sudafrica nel pallone": il Mondiale ci ha rotto... i timpani
domenica 20 giugno 2010

A poche ore dalla seconda partita dell'Italia in Sudafrica, ecco altre notizie e curiosità sui Mondiali.
LA FRANCIA SEMPRE AL CENTRO DELLE POLEMICHE - È quasi certo che il Mondiale della Nazionale Francese si concluderà anzitempo, al termine del primo turno. Della disfatta della squadra allenata da Domenech, in patria, probabilmente ne avevano sentore fin dall'inizio della spedizione sudafricana: alcune catene commerciali hanno abbinato alle sconfitte dei francesi promozioni per l’acquisto di televisori. Per pubblicizzare il rimborso totale del costo dei televisori se la Francia diventerà Campione del Mondo la società Saturn ha ideato una battuta su Domenech: “Se la Francia vince, Saturn vi rimborsa la tv. Raymond te ne comprerai una?”. Non molto diversa la proposta di Carrefour, sponsor della Nazionale: rimborso del 50% sui televisori nel caso di Francia in finale, il 25% in caso di semifinale. Poiché nessuno lancia campagne promozionali per perdere soldi, è lecito sospettare che i francesi abbiano davvero riposto poca fiducia in Ribery e compagni.
Iniziative analoghe erano state promosse anche nel nostro Paese durante il Mondiale del 2006 ma in quell'occasione portarono bene e così la vittoria degli Azzurri in finale regalò a molti italiani una grande gioia e un televisore nuovo.
RICHIESTE DA CAMPIONI - Vi abbiamo già segnalato le pretese della Nazionale Argentina e del suo ct per il ritiro in Sudafrica. Non da meno sono i brasiliani, che esigono una piscina riscaldata esattamente a 32 gradi, i messicani, che si sono fatti accompagnare dal loro prete, e i ragazzi di Lippi, che non rinunciano alla pasta italiana, ai propri attrezzi da palestra e alla connessione via cavo per vedere la tv nostrana.
La modesta Slovenia si accontenta di due tavoli da ping-pong e una macchinetta elettrica per giocare a freccette.
SOTTOFONDO ASSORDANTE - Seguendo in tv o in radio le partite del Mondiale sembra di rivivere le finali di Coppa Intercontinentale giocate negli anni '80 e '90 a Tokyo. Per tutta la durata dell'incontro i tifosi dagli spalti continuano a sostenere le squadre in campo, ma non solo con cori, grida o boati. A Tokyo era il suono delle trombette ad aria compressa, in Sudafrica è quello delle vuvuzelas, trombette a fiato della lunghezza approssimativa di un metro che sono diventate una sorta di simbolo del calcio sudafricano.
L'origine del suo nome è controversa: potrebbe infatti derivare da un termine zulu che significa "fare rumore", ma anche dal suono "vuvu" emesso dallo strumento che ricorda il ronzio di un intero sciame d'api.
L'uso della vuvuzela è stato a volte impedito all'interno degli stadi. Dato che però questo strumento è un elemento caratteristico della cultura e delle tradizioni sudafricane, la FIFA ha deciso di permettere l'ingresso della vuvuzela all'interno degli stadi dal 2008, consentendone l'utilizzo anche durante le partite del Mondiale dopo alcune lamentele sorte durante lo svolgimento della FIFA Confederations Cup 2009.
Mentre in questi giorni, in Sudafrica, si registrano vendite boom di tappi per le orecchie, considerati il miglior antidoto contro le ormai famose vuvuzelas (pare che nelle farmacie di diverse città siano ormai quasi introvabili), i tecnici di molte emittenti di tutto il mondo, bersagliate da centinaia di proteste da parte dei telespettatori, si sono messi al lavoro per ridurre al minimo il volume delle vuvuzelas nelle dirette delle partite.
LA FRANCIA SEMPRE AL CENTRO DELLE POLEMICHE - È quasi certo che il Mondiale della Nazionale Francese si concluderà anzitempo, al termine del primo turno. Della disfatta della squadra allenata da Domenech, in patria, probabilmente ne avevano sentore fin dall'inizio della spedizione sudafricana: alcune catene commerciali hanno abbinato alle sconfitte dei francesi promozioni per l’acquisto di televisori. Per pubblicizzare il rimborso totale del costo dei televisori se la Francia diventerà Campione del Mondo la società Saturn ha ideato una battuta su Domenech: “Se la Francia vince, Saturn vi rimborsa la tv. Raymond te ne comprerai una?”. Non molto diversa la proposta di Carrefour, sponsor della Nazionale: rimborso del 50% sui televisori nel caso di Francia in finale, il 25% in caso di semifinale. Poiché nessuno lancia campagne promozionali per perdere soldi, è lecito sospettare che i francesi abbiano davvero riposto poca fiducia in Ribery e compagni.
Iniziative analoghe erano state promosse anche nel nostro Paese durante il Mondiale del 2006 ma in quell'occasione portarono bene e così la vittoria degli Azzurri in finale regalò a molti italiani una grande gioia e un televisore nuovo.
RICHIESTE DA CAMPIONI - Vi abbiamo già segnalato le pretese della Nazionale Argentina e del suo ct per il ritiro in Sudafrica. Non da meno sono i brasiliani, che esigono una piscina riscaldata esattamente a 32 gradi, i messicani, che si sono fatti accompagnare dal loro prete, e i ragazzi di Lippi, che non rinunciano alla pasta italiana, ai propri attrezzi da palestra e alla connessione via cavo per vedere la tv nostrana.
La modesta Slovenia si accontenta di due tavoli da ping-pong e una macchinetta elettrica per giocare a freccette.
SOTTOFONDO ASSORDANTE - Seguendo in tv o in radio le partite del Mondiale sembra di rivivere le finali di Coppa Intercontinentale giocate negli anni '80 e '90 a Tokyo. Per tutta la durata dell'incontro i tifosi dagli spalti continuano a sostenere le squadre in campo, ma non solo con cori, grida o boati. A Tokyo era il suono delle trombette ad aria compressa, in Sudafrica è quello delle vuvuzelas, trombette a fiato della lunghezza approssimativa di un metro che sono diventate una sorta di simbolo del calcio sudafricano.
L'origine del suo nome è controversa: potrebbe infatti derivare da un termine zulu che significa "fare rumore", ma anche dal suono "vuvu" emesso dallo strumento che ricorda il ronzio di un intero sciame d'api.
L'uso della vuvuzela è stato a volte impedito all'interno degli stadi. Dato che però questo strumento è un elemento caratteristico della cultura e delle tradizioni sudafricane, la FIFA ha deciso di permettere l'ingresso della vuvuzela all'interno degli stadi dal 2008, consentendone l'utilizzo anche durante le partite del Mondiale dopo alcune lamentele sorte durante lo svolgimento della FIFA Confederations Cup 2009.
Mentre in questi giorni, in Sudafrica, si registrano vendite boom di tappi per le orecchie, considerati il miglior antidoto contro le ormai famose vuvuzelas (pare che nelle farmacie di diverse città siano ormai quasi introvabili), i tecnici di molte emittenti di tutto il mondo, bersagliate da centinaia di proteste da parte dei telespettatori, si sono messi al lavoro per ridurre al minimo il volume delle vuvuzelas nelle dirette delle partite.
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"Sudafrica nel pallone": Vuvuzela (Gebroeders Ko)
venerdì 18 giugno 2010
La Vuvuzela è già entrata nella storia, questa canzone (e il video) lo dimostrano!
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"Sudafrica nel pallone": il viaggio continua
martedì 15 giugno 2010

Continua il nostro cammino lungo i Campionati Mondiali di Calcio: anche oggi altre novità, curiosità, approfondimenti.
"IL GIOCO DI ZAKUMI È IL FAIR PLAY" - Dal 1966 ogni Coppa del Mondo organizzata dalla FIFA ha la sua mascotte: la prima fu "World Cup Willie", un leone che indossa una maglietta raffigurante la bandiera del Regno Unito.
Alcune mascotte del passato sono, per varie ragioni, indimenticabili: Naranjito (l'arancio spagnolo, edizione 1982), Pique (un peperoncino con baffi e sombrero, Messico 1986), Ciao (figura stilizzata di calciatore con il corpo composto da cubi colorati in verde, bianco e rosso e un pallone come testa che ci ha accompagnato in Italia '90). Altre sono francamente discutibili: i nippocoreani Ato, Kaz e Nik (creazioni futuristiche create al computer di colore arancione, viola e blu rispettivamente, Corea del Sud - Giappone 2002) e la coppia Goleo VI e Pille (un leone che indossa la maglia della Nazionale tedesca e un pallone parlante di nome Pille, Germania 2006).
"IL GIOCO DI ZAKUMI È IL FAIR PLAY" - Dal 1966 ogni Coppa del Mondo organizzata dalla FIFA ha la sua mascotte: la prima fu "World Cup Willie", un leone che indossa una maglietta raffigurante la bandiera del Regno Unito.
Alcune mascotte del passato sono, per varie ragioni, indimenticabili: Naranjito (l'arancio spagnolo, edizione 1982), Pique (un peperoncino con baffi e sombrero, Messico 1986), Ciao (figura stilizzata di calciatore con il corpo composto da cubi colorati in verde, bianco e rosso e un pallone come testa che ci ha accompagnato in Italia '90). Altre sono francamente discutibili: i nippocoreani Ato, Kaz e Nik (creazioni futuristiche create al computer di colore arancione, viola e blu rispettivamente, Corea del Sud - Giappone 2002) e la coppia Goleo VI e Pille (un leone che indossa la maglia della Nazionale tedesca e un pallone parlante di nome Pille, Germania 2006).
La mascotte scelta per i Mondiali in Sudafrica è stata svelata il 22 settembre 2008: si chiama Zakumi ed è un leopardo giallo dai capelli verdi (i colori corrispondono a quelli utilizzati per le divise sportive del Sudafrica). Il nome è composto dai suoni "Za", acronimo per "Sudafrica" in afrikaans, e "Kumi", che significa "dieci" in vari dialetti locali. L'ideatore di Zakumi è Andries Odendaal di Città del Capo.
BEATA GIOVENTÙ - Con 28,739 anni la Nazionale Italiana si piazza al quinto posto nella speciale classifica dedicata all'età media delle Nazionali partecipanti al Mondiale. I più vecchi sono gli inglesi (29,217 anni) seguiti dal Brasile (29,174) e dall'Australia (29,087). Prima degli Azzurri si piazza anche il Paraguay (28,870). I più giovani in campo sono i ghanesi (24,87) e i tedeschi (25,348 anni).
In Sudafrica nessun giocatore riuscirà a battere il record di Pelè che dal 1958 (quando aveva 17 anni) è il più giovane marcatore in una fase finale. Inoltre è anche l'unico calciatore capace di vincere tre titoli Mondiali.
PARADINHA VIETATA - Finora nelle 11 partite giocate è stato concesso un solo rigore e Gyan (autore del rigore con cui il Ghana ha sconfitto la Serbia) è stato impeccabile. Infatti ai rigoristi non sarà più permesso di fintare il tiro, o rallentare la corsa, quando saranno in procinto di calciare il pallone dagli undici metri. Una regola in materia c'era già, ma veniva spesso disattesa dagli arbitri e allora l'International Football Association Board (IFAB) ha deciso di rendere la regola ancora più ferrea e di fare tutto il possibile affinchè venga applicata alla lettera.
L'eventuale comportamento antisportivo dagli 11 metri sarà punito con l'ammonizione.
BEATA GIOVENTÙ - Con 28,739 anni la Nazionale Italiana si piazza al quinto posto nella speciale classifica dedicata all'età media delle Nazionali partecipanti al Mondiale. I più vecchi sono gli inglesi (29,217 anni) seguiti dal Brasile (29,174) e dall'Australia (29,087). Prima degli Azzurri si piazza anche il Paraguay (28,870). I più giovani in campo sono i ghanesi (24,87) e i tedeschi (25,348 anni).
In Sudafrica nessun giocatore riuscirà a battere il record di Pelè che dal 1958 (quando aveva 17 anni) è il più giovane marcatore in una fase finale. Inoltre è anche l'unico calciatore capace di vincere tre titoli Mondiali.
PARADINHA VIETATA - Finora nelle 11 partite giocate è stato concesso un solo rigore e Gyan (autore del rigore con cui il Ghana ha sconfitto la Serbia) è stato impeccabile. Infatti ai rigoristi non sarà più permesso di fintare il tiro, o rallentare la corsa, quando saranno in procinto di calciare il pallone dagli undici metri. Una regola in materia c'era già, ma veniva spesso disattesa dagli arbitri e allora l'International Football Association Board (IFAB) ha deciso di rendere la regola ancora più ferrea e di fare tutto il possibile affinchè venga applicata alla lettera.
L'eventuale comportamento antisportivo dagli 11 metri sarà punito con l'ammonizione.
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"Sudafrica nel pallone": la rubrica che vi accompagna lungo i Mondiali
giovedì 10 giugno 2010

Mancano poche ore all'apertura dei Mondiali di calcio 2010, che per la prima volta si svolgono nel continente africano. Il Caña Team inaugura "Sudafrica nel pallone" per tenervi compagnia lungo tutto il torneo mondiale con curiosità, pronostici, avvenimenti. Eccone un'anticipazione.
L'INCONTENTABILE MARADONA - L'arrivo della Nazionale Argentina all'High Performance Center di Pretoria pare sia stato preceduto da una lista di richieste decisamente stravaganti. Nella toilette del ct Diego Armando Maradona sono stati montati ben due water speciali, dotati di tavoletta riscaldata, flusso d'aria calda e getto d'acqua a tre velocità, che hanno richiesto il rifacimento di tutto ciò che stava intorno. Inoltre la Federazione Argentina ha chiesto anche che le stanze fossero tutte dipinte di bianco, che venissero installate almeno sei Playstation e che i menu comprendano non meno di 14 tipi di insalate e tre dolci per ogni pasto; il gelato dev'essere disponibile a ogni ora del giorno e della notte e una grigliata sudafricana dev'essere offerta non meno di due volte ogni sette giorni.
IN CAMPO 5 MILIARDI DI EURO - Secondo Futebol Finance il valore delle 32 squadre partecipanti al mondiale si aggirerebbe sui 5 miliardi di euro, cifra astronomica, in cui la Spagna è leader, essendo stata valutata 565 milioni.
Ovviamente le prime in questa classifica sono le nazioni più rinomate: dietro ai campioni d’Europa in carica ci sono il Brasile, valutato 515 milioni, seguito dalla Francia con 450 a pari merito con l’Inghilterra. A concludere la top 5 c’è l’Italia con 400 milioni.
A dir la verità la statistica non tiene conto degli ultimi infortuni eccellenti che hanno "decimato" le rose in competizione. In ogni caso il valore in campo rimane stratosferico.
OGNI GOL ALLA FRANCIA VALE UNA PIZZA - Curiosa iniziativa della catena di ristorazione irlandese Pizza Hut che regalerà una pizza per ogni gol subito dalla Nazionale transalpina. La gustosa iniziativa è stata pensata per vendicarsi del fallo di mano con cui Henry ha consentito alla Francia di avere la meglio nello spareggio-qualificazione contro l’Irlanda allenata da Trapattoni.
Il tam-tam viaggia su Facebook (basta aderire al gruppo “Get a free pizza for every goal scored against France in the World Cup 2010”): ad ogni cliente sarà associato un codice, che darà diritto ad un buono pizza. In palio 350 consegne per i clienti più veloci.
L'INCONTENTABILE MARADONA - L'arrivo della Nazionale Argentina all'High Performance Center di Pretoria pare sia stato preceduto da una lista di richieste decisamente stravaganti. Nella toilette del ct Diego Armando Maradona sono stati montati ben due water speciali, dotati di tavoletta riscaldata, flusso d'aria calda e getto d'acqua a tre velocità, che hanno richiesto il rifacimento di tutto ciò che stava intorno. Inoltre la Federazione Argentina ha chiesto anche che le stanze fossero tutte dipinte di bianco, che venissero installate almeno sei Playstation e che i menu comprendano non meno di 14 tipi di insalate e tre dolci per ogni pasto; il gelato dev'essere disponibile a ogni ora del giorno e della notte e una grigliata sudafricana dev'essere offerta non meno di due volte ogni sette giorni.
IN CAMPO 5 MILIARDI DI EURO - Secondo Futebol Finance il valore delle 32 squadre partecipanti al mondiale si aggirerebbe sui 5 miliardi di euro, cifra astronomica, in cui la Spagna è leader, essendo stata valutata 565 milioni.
Ovviamente le prime in questa classifica sono le nazioni più rinomate: dietro ai campioni d’Europa in carica ci sono il Brasile, valutato 515 milioni, seguito dalla Francia con 450 a pari merito con l’Inghilterra. A concludere la top 5 c’è l’Italia con 400 milioni.
A dir la verità la statistica non tiene conto degli ultimi infortuni eccellenti che hanno "decimato" le rose in competizione. In ogni caso il valore in campo rimane stratosferico.
OGNI GOL ALLA FRANCIA VALE UNA PIZZA - Curiosa iniziativa della catena di ristorazione irlandese Pizza Hut che regalerà una pizza per ogni gol subito dalla Nazionale transalpina. La gustosa iniziativa è stata pensata per vendicarsi del fallo di mano con cui Henry ha consentito alla Francia di avere la meglio nello spareggio-qualificazione contro l’Irlanda allenata da Trapattoni.
Il tam-tam viaggia su Facebook (basta aderire al gruppo “Get a free pizza for every goal scored against France in the World Cup 2010”): ad ogni cliente sarà associato un codice, che darà diritto ad un buono pizza. In palio 350 consegne per i clienti più veloci.
Etichette: Mondiali
Scommessa africana
venerdì 18 aprile 2008
Nell'editoriale del mese di Aprile della rivista Nigrizia ( mensile dei padri comboniani dedicato al continente africano e agli africani nel mondo ), la redazione del giornale ha aperto una scommessa sui Mondiali 2010 che si svolgeranno in Sud Africa. La loro considerazione non si riferisce ai vincitori e ai vinti delle singole partite, ma inizia "dalla Cina e anche dallo sport".I comboniani affermano che "i movimenti del Tibet, che vogliono l’indipendenza del loro paese, hanno approfittato delle Olimpiadi per sollevare, ancora una volta, il problema e sbatterlo in faccia all’opinione pubblica internazionale. Hanno, cioè, alzato il livello dello scontro con le autorità cinesi, utilizzando l’evento sportivo come leva globalizzata e mediatizzata per far valere le loro ragioni e chiedendo il boicottaggio dei Giochi olimpici. In questo modo, hanno ribadito al mondo che il Dragone ha qualche serio problema di democrazia e di rispetto dei diritti umani."
Ne traggono fondamentalmente due insegnamenti: conviene "lavorarci dentro" facendo emergere il marcio di una situazione che mettersi di traverso e sono convinti che sia necessario organizzarsi per tempo "per utilizzare le luci dello sport per illuminare temi e problemi che ordinariamente rimangono nell’ombra".
Nigrizia, come detto molto attento alle questioni africane, passa facilmente dalle Olimpiadi 2008 all'edizione sudafricana della Coppa del Mondo di Calcio del 2010, proponendo di costruire insieme a chi si occupa a vario titolo di Africa, "un percorso che ci faccia arrivare ai Mondiali sudafricani con, nella bisaccia, tutta una serie di eventi paralleli e alternativi alla manifestazione sportiva. Eventi che coinvolgano anche le società civili africane, in primis quella sudafricana".
Molti sono i temi che stanno a cuore a chi crede nell'Africa: "lo stato dei cantieri della democrazia e diritti fondamentali, il rebus dello sviluppo, le migrazioni ( anche interafricane ), le relazioni pericolose con Cina e Usa, quelle ondivaghe con l'Europa, lo spazio mediterraneo…". Usare il Mondiale per fare finalmente informazione sul continente africano sarebbe un primo esempio di democrazia.
L'editoriale si chiude con la prima scommessa: "Chi ci sta, si faccia avanti". Se questa scommessa vi attira, l’indirizzo mail del giornale comboniano è il seguente: redazione@nigrizia.it
Etichette: Mondiali, Riflessioni, Sport
Campioni del Mondo... Un anno dopo
lunedì 9 luglio 2007
"Scrivo due impressioni su uno degli eventi sportivi più belli della mia vita dopo il secondo posto alla Stra-Popolo della Damiana: la vittoria ai Mondiali di calcio della nostra nazionale.
Per quelli della mia generazione è stata la seconda volta in cui abbiamo vissuto in diretta queste emozioni. Nel 1982 seguii a malapena la finale: in quel momento ero in montagna ed a 8 anni si vivono meno intesamente certi momenti.
Come ad ogni Mondiale, sono partito in maniera blanda, guardando la partita d'esordio attentamente e poi seguendo le altre in modo più distaccato: Italia-Repubblica Ceca l'ho ascoltata per metà in pulman e per metà dietro a tre animatori. Da buon italiano, dai Quarti di finale è cominciato lo scaramantico rituale di cambiare luogo ad ogni partita; così Italia-Australia l'ho vista con gli animatori al Sacro Cuore ( tra virgolette, perchè ogni tanto bisognava raffreddare gli animi dei simpatici rampolli dell'alta società casalese ), Italia-Ucraina a "casa mia" con il record indooor di presenze in un metro quadro ( 18 persone ), Italia-Germania nel Seminario di Genova dove due sedie di plastica mi passarono a tre centimetri dall'orecchio al goal dell'uno a zero.
Il giorno della finale ha avuto alcuni momenti indimenticabili. Il primo è il caldo sofferto nella buonanima del salone dell'oratorio di Balzola ( sabotato qualche tempo dopo dal seminarista mancino ), la cena consumata tra il primo e secondo tempo, la presenza di tanti amici ma sopratutto amiche, ed infine i festeggiamenti in piazza. Tra le tante scene oniriche, ricordo Claudio fuori dal finestrino della mia auto da Balzola a Casale, il Ricciolo praticamente in slip che con un doppio litro di vino s'improvvisava locandiere in Piazza Martiri della Libertà ( alias piazza Dante... o vicerversa ).
La parte migliore della serata furono i bagni nella fontana più inquinata d'Europa ( sempre in tale piazza ), dove il "Seminario's Diving Team", capitanato da un inarrestabile Ricciolo, raggiungeva in quella serata il record mondiale di persone lanciate in una fontana: 28 !!!!!! Io vinsi il premio per i tuffi più artistici: tuffo in supplex rovesciato in coppia con Alessia C., tuffo alla rincorsa detto anche del rugbista su un non precisato amico di Giula R., tuffo del maiale ( mia specialità ) con ragazza in braccio ed amica attaccata a lei nel tentativo di salvarla ( detto del maiale per il fatto che le ragazze avevano scelto la sera giusta per vestirsi di bianco... ). Spero di poter un giorno rivivere queste emozioni, magari in una fontana più pulita, e spero ancora di rivivere altre belle serate così con i miei amici del cuore !!!!!
Cin Cin, Viva l'Italia, Viva Cannavaro e Viva Caressa !"
Per quelli della mia generazione è stata la seconda volta in cui abbiamo vissuto in diretta queste emozioni. Nel 1982 seguii a malapena la finale: in quel momento ero in montagna ed a 8 anni si vivono meno intesamente certi momenti.
Come ad ogni Mondiale, sono partito in maniera blanda, guardando la partita d'esordio attentamente e poi seguendo le altre in modo più distaccato: Italia-Repubblica Ceca l'ho ascoltata per metà in pulman e per metà dietro a tre animatori. Da buon italiano, dai Quarti di finale è cominciato lo scaramantico rituale di cambiare luogo ad ogni partita; così Italia-Australia l'ho vista con gli animatori al Sacro Cuore ( tra virgolette, perchè ogni tanto bisognava raffreddare gli animi dei simpatici rampolli dell'alta società casalese ), Italia-Ucraina a "casa mia" con il record indooor di presenze in un metro quadro ( 18 persone ), Italia-Germania nel Seminario di Genova dove due sedie di plastica mi passarono a tre centimetri dall'orecchio al goal dell'uno a zero.
Il giorno della finale ha avuto alcuni momenti indimenticabili. Il primo è il caldo sofferto nella buonanima del salone dell'oratorio di Balzola ( sabotato qualche tempo dopo dal seminarista mancino ), la cena consumata tra il primo e secondo tempo, la presenza di tanti amici ma sopratutto amiche, ed infine i festeggiamenti in piazza. Tra le tante scene oniriche, ricordo Claudio fuori dal finestrino della mia auto da Balzola a Casale, il Ricciolo praticamente in slip che con un doppio litro di vino s'improvvisava locandiere in Piazza Martiri della Libertà ( alias piazza Dante... o vicerversa ).
La parte migliore della serata furono i bagni nella fontana più inquinata d'Europa ( sempre in tale piazza ), dove il "Seminario's Diving Team", capitanato da un inarrestabile Ricciolo, raggiungeva in quella serata il record mondiale di persone lanciate in una fontana: 28 !!!!!! Io vinsi il premio per i tuffi più artistici: tuffo in supplex rovesciato in coppia con Alessia C., tuffo alla rincorsa detto anche del rugbista su un non precisato amico di Giula R., tuffo del maiale ( mia specialità ) con ragazza in braccio ed amica attaccata a lei nel tentativo di salvarla ( detto del maiale per il fatto che le ragazze avevano scelto la sera giusta per vestirsi di bianco... ). Spero di poter un giorno rivivere queste emozioni, magari in una fontana più pulita, e spero ancora di rivivere altre belle serate così con i miei amici del cuore !!!!!
Cin Cin, Viva l'Italia, Viva Cannavaro e Viva Caressa !"
Caña on the road: giorni 7 e 8
lunedì 14 agosto 2006
Dopo la sbornia di relax presso il Tropical Island Resort, come direbbero i grandi Caressa e Bergomi, chiudiamo le valigie e partiamo per Berlino:

Appena possibile vi forniremo il filmato dell'epica impresa di Viancio che scavalca le transenne e corre a strappare un ciuffo d'erba dal campo.
Arriviamo a metà pomeriggio presso il nostro hotel, nel cui giardino campeggia una magnifica Trabant rossa.
Ci concediamo una breve visita del centro e dell'avveniristica Potsdamer Platz, in attesa del pellegrinaggio del mattino seguente presso l'Olympiastadion, teatro della conquista dei Mondiali di calcio 2006:

Aggiornamento dell'ultima ora ! Abbiamo recuperato il filmato di Viancio che scavalca le transenne e corre ( beh... corre... ) a strappare un ciuffo d'erba dalla curva dove credeva avessero battuto i calci di rigore; peccato gli avessimo detto più e più volte che fosse la curva sbagliata...
Dopo l'epica impresa, proseguendo il giro dello stadio, incontriamo uno sparuto gruppo di attempati francesi i quali ci chiedono a quale nazionalità apperteniamo. Giustamente Claudio risponde "Champions du monde", allorchè ribattono dicendo "Ah, comme nous !" ( Ah, come noi ! )... Come voi ?!?! Ma quando mai ! Noi siamo i Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo !
Tu chiamale se vuoi emozioni... mondiali
domenica 9 luglio 2006

Al termine della vittoriosa partita Italia ed Ucraina, tra lo stupore generale dei presenti, Claudio "Ciuchino" disse: «Quest'anno il Mondiale lo vinciamo noi !». E tutti a fare gli scongiuri.
Sconvolta dall'ennesimo scandalo calcistico, l'Italia è finita nel pallone curiosa delle intercettazioni, divisa nelle condanne processuali, letteralmente travolta da un entusiasmo contagioso.
Con tante speranze e poche certezze la Nazionale di Lippi si è affacciata alla competizione mondiale con l'intento di non sfigurare e soprattutto la voglia di ridare un'immagine al nostro calcio. Ogni partita ha avuto i suoi eroi, è questa è stata forse la vera forza degli azzurri. Non uno solo, ma il gruppo.
Per chi, come noi, nell'82 era troppo piccolo per festeggiare è finalmente arrivata l'occasione; nel '94 furono i rigori sbagliati da Baresi, Massaro e Baggio a condannarci contro il Brasile di un giovanissimo Ronaldo; nel 2000 furono il gol di Wiltord allo scadere e il golden gol di Trezeguet a far rimare strozzato in gola il grido d'esultanza per un Europeo ormai vinto.
Questa volta no. Grazie al pareggio di Materazzi, grazie agli operai Cannavaro, Gattuso e Zambrotta, ma anche al lavoro di tutta la squadra, la quarta stellina è arrivata.
A Marco Civoli è riuscito alla prima occasione quello che mai Bruno Pizzul è riuscito fare; gridare al microfono: «Campioni, campioni, campioni, campioni !».
Come ventiquattro anni fa il pallone si è rialzato dalla polvere e un paese intero ha potuto esultare mostrando orgoglioso il tricolore. Abbracci, urla, lacrime, caroselli, bagni nelle fontane, fuochi d'artificio; ognuno festeggia a suo modo.
Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni...
Azzurro o Blu ?
Tranquilli ! Non è un sondaggio per sapere quale colore preferite per il restyling del nostro blog, anche perchè non è all'ordine del giorno.Questo è semplicemente l'interrogativo che sta tormentando gli appassionati di calcio ( e forse non solo quelli ) di tutto il mondo.
Questa sera si gioca la finale del Campionato del Mondo di calcio all'Olympiastadion di Berlino; in campo e sugli spalti Italia contro Francia, azzurri contro bleus, pizza e spaghetti contro croissant e baguette...
Le cronache di questi giorni raccontano di come i tifosi italiani si stiano preparando a questo appuntamento: maxischermi, magliette e bandiere, cori da stadio...
Il Caña Team ha scelto il basso profilo accogliendo la linea sostenuta da Rezzo che ha predicato calma fin dall'inizio di Italia-Germania e che si è rifiutato di festeggiare dopo la vittoria che ci ha portato in finale.
Il programma per stasera è quanto mai scarno: soltanto pizza e visione della partita, perchè null'altro deve essere organizzato. Senza bandiere, senza trombette, senza neanche ( purtroppo ) una birra fresca da gustare mentre si è davanti al maxischermo...
Azzurro o Blu ? Chi sa di che colore sarà questa sera il cielo sopra Berlino ?
E adesso caccia ai canguri
venerdì 23 giugno 2006
Dire che ieri pomeriggio ci siamo emozionati a vedere l'Italia, sarebbe una bugia. Aver vinto 2 a 0 con gol di Materazzi ed Inzaghi poteva significare far morire il calcio subito, come un gol decisivo del Cervo il lunedì sera. Ma a farlo morire ci sta già pensando Blatter. La cosa più bella vista ieri ad Amburgo è stata la Seredova...Lippi ha passato alcuni istanti di terrore quando Gattuso dopo il secondo gol si è precipitato da lui con l'intenzione ( reale o presunta ? ) di strangolarlo.
Le bordate di Nedved non devono avergli dato le stesse preoccupazioni.
L'unico fatto positivo della giornata è aver evitato di giocare ( sempre che lunedì dovessimo battere l'Australia ) i quarti di finale il 1 luglio, una data off-limits per tutti noi ( forse per uno più degli altri ).
Già , l'Australia... è già partito il derby con il nostro amico Simo ( Rock'n'Roll ! ), che ci ha fatto sapere che per lui i "socceroos" sono già entrati nella storia. Chissà chi, alle 19 di lunedì prossimo, entrerà nei quarti di finale ? Lo sapremo solo vivendo, tifando Italia e sperando che il Pupone, signor "laifisnau", inizi a giocare a calcio.
Ci siamo addormentati con il sogno della semifinale con l'Argentina ( il calendario dovrebbe agevolare ) e ci siamo svegliati con l'incubo del titolo in prima pagina della "Gazzetta": "Materazzi sei tutti noi". Per lui è già caccia ai canguri.
IO CHE SONO IMPARATO "speciale Mondiali 2006"
martedì 20 giugno 2006
Chi l'ha visto giocare, dice di non aver mai visto giocare uno così.Chi l'ha sentito parlare, dice di non aver mai sentito parlare uno così.
Chi ha letto un suo scritto, dice di non aver mai letto qualcosa di simile.
Potevamo forse noi lasciarci scappare uno così ?
Evidentemente no, ma siamo sicuri che lui avrebbe trovato qualcuno disposto a pubblicare un suo libro, all'infuori di noi ? Ai posteri ( o ai poster... ) l'ardua sentenza.
A noi il gusto di leggere un libro di cui potremmo anche non capire niente.
IO CHE SONO IMPARATO: "Speciale Mondiali 2006"
domenica 11 giugno 2006
All'inizio dell'avventura dei campionati mondiali di calcio dove, oltre all'Italia, partecipa la seconda nostra squadra, la nazionale del Togo, vi presentiamo un libro di rara bellezza.Un racconto, divertente e appassionato del paese africano più simpatico. Un viaggio tra la storia, la cultura e il folclore. Tutto quello che volevate sapere sul Togo e non avete mai osato chiedere.








