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"Sudafrica nel pallone": il Mondiale entra nel vivo

lunedì 28 giugno 2010


Terminata la fase a gironi, ai Mondiali di calcio si inizia a fare sul serio con partite da "dentro o fuori": il campo, ma non solo, continua a regalarci sorprese.

QUESTIONI DI FAMIGLIA - Il Mondiale sudafricano ha offerto situazioni particolari, alcune vere e proprie eccezioni. All'interno delle spedizioni delle Nazionali non è difficile imbattersi in parentele: per esempio nella squadra dell'Honduras hanno giocato insieme i tre fratelli Palacios e hanno così stabilito un record. Jerry, Johny e Wilson sono i primi tre fratelli nella storia del Mondiale ad essere convocati contemporaneamente: ciò si è concretizzato dopo l'infortunio di Julio Cesar Leon, attaccante del Torino, costretto a lasciare il Sudafrica per uno stiramento. Il ct Reinaldo Rueda ha così deciso di chiamare Jerry Palacios, attaccante che gioca in Cina nel Hangzhou Greentown e maggiore dei tre fratelli.
Oggettivamente singolare ciò che è accaduto in Germania - Ghana, partita nella quale si sono affrontati i fratelli Boateng: entrambi nati in Germania, Kevin gioca per il Ghana, la squadra del padre, mentre Jerome, di un anno più giovane, gioca per la Nazionale tedesca. Hanno lo stesso papà, ma diversa è la mamma.
Al Mondiale hanno partecipato anche i fratelli Kolo e Yayà Tourè della Costa d'Avorio, Diego e Edgar Barreto del Paraguay, Ibrahim e Andre Ayew Pelè (figli di Abedi Pelé) del Ghana.
Altri giocatori ancora hanno il papà allenatore (Michael Bradley il cui padre Bob è commissario tecnico degli Stati Uniti e lo slovacco Weiss che si chiama Vladimir come il padre ct) oppure deve obbedire alle indicazioni nello spogliatoio del suocero come Sérgio "Kun" Aguero fidanzato ufficiale di Giannina Maradona, dalla quale ha avuto un figlio.
Infine Alexandre Song è il nipote di Rigobert Song ed entrambi hanno giocato con il Camerun.

CON JABULANI SI FESTEGGIA - Prima ancora che il Mondiale prendesse il via i portieri erano terrorizzati dal nuovo pallone marchiato Adidas. Secondo il carioca Julio Cesar «Sembra uno di quei palloni che si comprano al supermercato», mentre per lo spagnolo Iker Casillas «assomiglia a quelli che si usano per giocare in spiaggia». Gigi Buffon era stato il più critico: «È assolutamente inadeguato e credo sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere».
Ci avevano visto lungo i portieri spaventati dalle strambe traiettorie del Jabulani, il cui nome significa "esultare".
E così la prima parte del mondiale ha regalato più papere che prodezze: ha cominciato l'inglese Robert Green, buttandosi da solo la palla in rete contro gli statunitensi, poi ha replicato l'algerino Chaouchi regalando agli sloveni il gol della vittoria. Altra vittima il ghanese Kingson che respingendo goffamente una punizione ha consentito il facile tap-in dell'australiano Holden.
Alla lista si è aggiunto anche il nigeriano Enyaema la cui papera è costata la sconfitta contro la Grecia. Dei comportamenti sleali del pallone hanno già fatto le spese il paraguayano Villar, il giapponese Kawashima, il francese Lloris, il danese Sorensen... e la lista si allunga!

AI RIGORI METTICI LA TESTA - Sono stati giocati i primi quattro incontri degli ottavi di finale e finora non c'è stato bisogno di decidere il risultato di una partita ai calci di rigore. Noi italiani che ai tiri dagli undici metri al termine dei 120 minuti regolamentari dobbiamo alcune vittorie (l'ultima ai Mondiali del 2006) e tante sconfitte (l'ultima, non la più importante, agli Europei del 2008 contro la Spagna) sappiamo bene quanto valga il momento in cui il confronto tra portiere e rigorista diventa decisivo: uno scontro spesso al centro di studi scientifici.
Il cervello dei rigoristi, se in tilt per l’ansia da prestazione, può giocare un brutto scherzo al calciatore, consentendogli di vedere praticamente solo il portiere e, quindi, facilitando l’errore.
Secondo uno studio americano, anche il cervello del portiere può influenzarne la scelta dei movimenti: si può prevedere la direzione del calcio di rigore facendo attenzione ad alcuni micro-movimenti che il calciatore effettua nel momento del tiro.
Per scoprirlo gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Institute hanno registrato migliaia di tiri avvalendosi di 40 sensori, gli stessi che si utilizzano per i film di animazione, collocati su 19 punti del corpo, dalla testa ai piedi. È stato, così, possibile identificare 15 micro-movimenti, tre dei quali, secondo gli studiosi, sono spie attendibili della direzione che prenderà il pallone. Non solo una questione di piedi e di mani: il calcio di rigore diventa anche questione di testa.

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Spillato dal Caña Team alle 08:00 -

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