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"Sudafrica nel pallone": aspettando i quarti di finale...

mercoledì 30 giugno 2010


Il Mondiale osserva due giorni di pausa dopo 19 giorni trascorsi tra gironi di qualificazione e ottavi di finale. Ne approfittiamo anche noi per rifiatare un po' proponendovi curiosità non strettamente calcistiche.

SCONFITTA PESANTE - La disfatta degli Azzurri ai Mondiali oltreché risvolti tecnici ha anche risvolti economici. La Camera di commercio di Monza-Brianza ha stimato in 140 milioni di euro il mancato indotto dovuto all'uscita anticipata dalla kermesse sudafricana da parte degli uomini di Lippi. Un guadagno che, se gli azzurri fossero arrivati in finale, sarebbe arrivato dalle tasche di chi avrebbe assistito alle partite dall'Italia sui maxischermi allestiti nelle diverse città (oltre 70 milioni di euro) e da chi avrebbe visto le partite in bar, pizzerie e pub (circa 67 milioni). Segno meno anche per le scommesse: ammonta ad 8 milioni di euro la cifra che gli italiani hanno perso puntando sulla vittoria italiana contro gli slovacchi.

FALLO DI MANO - Nei giorni scorsi è finito nel mirino degli investigatori della Fifa il calciatore algerino Rafik Safi: alla base dell'inchiesta aperta dall'organismo che governa il calcio internazionale non c'è un'azione di gioco fallosa ma quanto avvenuto in zona-mista subito dopo la partita che ha consentito agli Stati Uniti di qualificarsi per gli ottavi. In sostanza il calciatore è accusato di aver colpito a ceffoni una giornalista del suo paese: tutto sarebbe avvenuto nella mixed-zone dove è esplosa la rissa tra Safi e la giornalista algerina Asma Alimi. Safi avrebbe mollato un paio di ceffoni alla donna la quale avrebbe risposto prima graffiando il labbro del giocatore e poi provando a mollargli anche un pugno. La Alimi ha sostenuto di «non aver fatto nulla». E la sua versione dei fatti è stata confermata da un fotografo guatemalteco, Francisco Aguilar: «La Alimi stava solo guardando e lui l'ha picchiata». La rabbia di Safi era così debordante che per placarlo e allontanarlo sono intervenuti gli uomini della sicurezza. Pur cinturato e bloccato, prima di abbandonare la zona mista, Safi avrebbe spaccato contro il muro una bottiglia. Non si conoscono ancora i motivi che hanno scatenato il diverbio ma se Safi verrà ritenuto colpevole, scatterà nei suoi confronti una pesantissima squalifica.

PAUL IL POLPO INDOVINO - Ora l'Argentina di Maradona trema: come dimostra l'immagine, Paul ha sentenziato che sarà la Nazionale tedesca ad approdare in semifinale. Lungo tutti i Mondiali il polpo non ha mai sbagliato, azzeccando tutti i risultati delle partite giocate dalla Germania. Nell’acquario, dove vive il mollusco, vengono piazzati due ostriche all’interno di due contenitori trasparenti, uno con il simbolo della Germania e l’altro col simbolo della squadra avversaria. A seconda del contenitore che il polipo scoperchia, viene decisa la squadra vincitrice. A differenza delle precedenti, questa volta la scelta di Paul è stata difficoltosa: dopo un'ora di esitazione fra le due ostriche, il polpo si è avvicinato cautamente a quella tedesca e, solo quando gli organizzatori sono arrivati per rimuovere i contenitori, l'ha afferrata per mangiarsela.
L'indecisione di Paul potrebbe essere segno di una sfida tra Germania e Argentina equilibrata e combattuta; la speranza per la squadra di Maradona è quella che Paul commetta finalmente l'errore (in occasione di Euro 2008 azzeccò l'esito dell'80% delle partite della Germania).

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"Sudafrica nel pallone": il Mondiale entra nel vivo

lunedì 28 giugno 2010


Terminata la fase a gironi, ai Mondiali di calcio si inizia a fare sul serio con partite da "dentro o fuori": il campo, ma non solo, continua a regalarci sorprese.

QUESTIONI DI FAMIGLIA - Il Mondiale sudafricano ha offerto situazioni particolari, alcune vere e proprie eccezioni. All'interno delle spedizioni delle Nazionali non è difficile imbattersi in parentele: per esempio nella squadra dell'Honduras hanno giocato insieme i tre fratelli Palacios e hanno così stabilito un record. Jerry, Johny e Wilson sono i primi tre fratelli nella storia del Mondiale ad essere convocati contemporaneamente: ciò si è concretizzato dopo l'infortunio di Julio Cesar Leon, attaccante del Torino, costretto a lasciare il Sudafrica per uno stiramento. Il ct Reinaldo Rueda ha così deciso di chiamare Jerry Palacios, attaccante che gioca in Cina nel Hangzhou Greentown e maggiore dei tre fratelli.
Oggettivamente singolare ciò che è accaduto in Germania - Ghana, partita nella quale si sono affrontati i fratelli Boateng: entrambi nati in Germania, Kevin gioca per il Ghana, la squadra del padre, mentre Jerome, di un anno più giovane, gioca per la Nazionale tedesca. Hanno lo stesso papà, ma diversa è la mamma.
Al Mondiale hanno partecipato anche i fratelli Kolo e Yayà Tourè della Costa d'Avorio, Diego e Edgar Barreto del Paraguay, Ibrahim e Andre Ayew Pelè (figli di Abedi Pelé) del Ghana.
Altri giocatori ancora hanno il papà allenatore (Michael Bradley il cui padre Bob è commissario tecnico degli Stati Uniti e lo slovacco Weiss che si chiama Vladimir come il padre ct) oppure deve obbedire alle indicazioni nello spogliatoio del suocero come Sérgio "Kun" Aguero fidanzato ufficiale di Giannina Maradona, dalla quale ha avuto un figlio.
Infine Alexandre Song è il nipote di Rigobert Song ed entrambi hanno giocato con il Camerun.

CON JABULANI SI FESTEGGIA - Prima ancora che il Mondiale prendesse il via i portieri erano terrorizzati dal nuovo pallone marchiato Adidas. Secondo il carioca Julio Cesar «Sembra uno di quei palloni che si comprano al supermercato», mentre per lo spagnolo Iker Casillas «assomiglia a quelli che si usano per giocare in spiaggia». Gigi Buffon era stato il più critico: «È assolutamente inadeguato e credo sia vergognoso far disputare una competizione così importante, alla quale prendono parte tanti campioni, con un pallone del genere».
Ci avevano visto lungo i portieri spaventati dalle strambe traiettorie del Jabulani, il cui nome significa "esultare".
E così la prima parte del mondiale ha regalato più papere che prodezze: ha cominciato l'inglese Robert Green, buttandosi da solo la palla in rete contro gli statunitensi, poi ha replicato l'algerino Chaouchi regalando agli sloveni il gol della vittoria. Altra vittima il ghanese Kingson che respingendo goffamente una punizione ha consentito il facile tap-in dell'australiano Holden.
Alla lista si è aggiunto anche il nigeriano Enyaema la cui papera è costata la sconfitta contro la Grecia. Dei comportamenti sleali del pallone hanno già fatto le spese il paraguayano Villar, il giapponese Kawashima, il francese Lloris, il danese Sorensen... e la lista si allunga!

AI RIGORI METTICI LA TESTA - Sono stati giocati i primi quattro incontri degli ottavi di finale e finora non c'è stato bisogno di decidere il risultato di una partita ai calci di rigore. Noi italiani che ai tiri dagli undici metri al termine dei 120 minuti regolamentari dobbiamo alcune vittorie (l'ultima ai Mondiali del 2006) e tante sconfitte (l'ultima, non la più importante, agli Europei del 2008 contro la Spagna) sappiamo bene quanto valga il momento in cui il confronto tra portiere e rigorista diventa decisivo: uno scontro spesso al centro di studi scientifici.
Il cervello dei rigoristi, se in tilt per l’ansia da prestazione, può giocare un brutto scherzo al calciatore, consentendogli di vedere praticamente solo il portiere e, quindi, facilitando l’errore.
Secondo uno studio americano, anche il cervello del portiere può influenzarne la scelta dei movimenti: si può prevedere la direzione del calcio di rigore facendo attenzione ad alcuni micro-movimenti che il calciatore effettua nel momento del tiro.
Per scoprirlo gli scienziati del Rensselaer Polytechnic Institute hanno registrato migliaia di tiri avvalendosi di 40 sensori, gli stessi che si utilizzano per i film di animazione, collocati su 19 punti del corpo, dalla testa ai piedi. È stato, così, possibile identificare 15 micro-movimenti, tre dei quali, secondo gli studiosi, sono spie attendibili della direzione che prenderà il pallone. Non solo una questione di piedi e di mani: il calcio di rigore diventa anche questione di testa.

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"Sudafrica nel pallone": esclusi ed eliminati... quanti campioni a casa!

venerdì 25 giugno 2010


Mancano ancora 4 partite per terminare la fase a gruppi ma i Mondiali 2010 hanno già fatto vittime illustri: oltre all'Italia (Campione del Mondo uscente) sono uscite di scena Francia (Vice-campione del Mondo uscente) e Sudafrica (primo paese organizzatore nella storia della Coppa del Mondo a non superare il primo turno). Il Mondiale continua e noi continuiamo ad accompagnarvi con curiosità e informazioni.

CASACCHE DI PLASTICA - Per le divise delle Nazionali la novità proposta per questo Mondiale da una nota azienda produttrice di abbigliamento sportivo americana è il materiale ecocompatibile. Si tratta, infatti, di maglie in poliestere riciclato, ottenuto da bottiglie di plastica altrimenti destinate alla discarica. Ciascuna maglia è stata prodotta grazie all’utilizzo di otto bottiglie fuse insieme per produrre filati che, a loro volta, sono stati convertiti in tessuto. Mettendo insieme tutte le maglie indossate dai calciatori e quelle vendute ai tifosi in occasione del Campionato del Mondo si stima che verranno messe in commercio oltre 1,5 milioni di magliette che contribuiranno a risparmiare materie prime e ridurre il consumo di energia fino al 30% rispetto alla produzione con poliestere vergine oltre che ad evitare lo smaltimento nelle discariche di circa 13 milioni di bottiglie.

LA SQUADRA DEGLI ESCLUSI - Causa infortuni, scelte tecniche o più semplicemente la mancata qualificazione, sono tanti i giocatori che non hanno avuto l'opportunità di provare a vincere la Coppa del Mondio in Sudafrica. E non mancano quelli illustri: tanti da poter formare una squadra intera che sulla carta non sfigurerebbe contro chi invece il Mondiale lo sta vivendo da protagonista. Noi sceglieremmo questi giocatori: Cech (portiere della Repubblica Ceca), Bridge (difensore dell'Inghilterra), Mexes (difensore della Francia), Ferdinand (difensore dell'Inghilterra), J. Zanetti (tuttofare dell'Argentina), Ballack (centrocampista della Germania), Cambiasso (centrocampista dell'Argentina), Nasri (centrocampista della Francia), Pato (attaccante del Brasile), Ibrahimović (attaccante della Svezia) e Walcott (attaccante dell'Inghilterra). A dispozione: Frey (Francia), Julio Sergio(Brasile), Alex (Brasile), Marcelo (Brasile), Van Buyten (Belgio), Cissokho (Francia), Beckham (Inghilterra), Essien (Ghana), Guti (Spagna), Van Nistelrooy (Olanda), Benzema (Francia), Cassano (Italia).
Ecco i 23 calciatori, ovviamente distribuiti ruolo per ruolo. Che ne dite? Forse un po' troppo spregiudicata, ma sicuramente capace di divertire. E volendo si potrebbe mettere in piedi un'altra squadra coinvolgendo Cordoba (Colombia), Riise (Norvegia), Chivu (Romania), Vargas (Chile), Sissoko (Mali), Jovetic (Montenegro), Seedorf (Olanda), Mikel (Nigeria), Diego (Brasile), Lavezzi (Argentina), Raul (Spagna), Shevchenko (Ucraina), Arshavin (Russia), Dzeko (Bosnia), Mutu (Romania), Berbatov (Bulgaria), Ronaldinho (Brasile).
Quasi quasi una bella sfida alla playstation Esclusi - Infortunati non ce la toglie nessuno...

NOI TI PREGHIAMO - La Chiesa anglicana ha pubblicato tre preghiere dedicate espressamente ai Mondiali di calcio del Sudafrica. Due sono per il bene generale di tutti i partecipanti al Mondiale, mentre la terza è pensata per chi “semplicemente” non si interessa del torneo.
Le orazioni sono adatte tanto per un uso privato, che per pregare nelle chiese.
“Non si tratta solo di calcio, ma anche delle nazioni del mondo che festeggiano insieme con la gente del Sudafrica”, ha detto il vescovo di Croydon, Nick Baines, che ha collaborato alla formulazione delle orazioni.
La FIFA, invece ha vietato esultanze con messaggi politici o religiosi. Sotto lo sguardo attento della Federazione Internazionale è finita soprattutto la Nazionale brasiliana: nello spogliatoio verdeoro infatti, i credenti hanno acquisito un peso maggiore rispetto ai Mondiali precedenti e sono diversi quelli che nelle competizioni con le squadre di club vestono una maglietta con scritte religiose sotto quella della società.
Sono consentite invece forme di preghiera ad inizio o al termine della partita (nella foto i giocatori del Mexico) purchè non facciano esplicito riferimento ad una specifica divinità: questo per garantire il rispetto della sensibilità di ogni persona allo stadio e davanti alla tv.

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"Sudafrica nel pallone": quest'Italia è una pizza!

mercoledì 23 giugno 2010


Il Mondiale 2010 sta già emettendo le prime sentenze, condannnado anche Nazionali rinomate che certo avrebbero sperato in una permanenza più lunga in Sudafrica. Augurandoci che l'Italia non debba subire la stessa sorte vi proponiamo altre notizie curiose legate alla Coppa del Mondo.

LE PIZZE DEL MONDIALE - A Diano Marina impazzano le pizze dedicate ai mondiali di Calcio: dopo la "Gol De Rossi" (radicchio, mozzarella di bufala, asparagi e scaglie di parmigiano) domenica è arrivata la "Iaquinta-Stagioni": pomodoro, mozzarella, funghi freschi, melanzane e prosciutto cotto per celebrare il gol su rigore di Vincenzo Iaquinta contro la Nuova Zelanda. L'album delle Pizze Mondiali verrà pubblicato con le ricette sul sito dell'Associazione Nazionale www.anpir.it e tutti i Pizzaioli d'Italia, o Italiani nel Mondo, potranno preparare le stesse pizze nella loro pizzeria.

CALO DI ENERGIA - La partita d'esordio degli azzurri ai Mondiali di calcio sudafricani ha "spento" l'Italia. Il fenomeno si era già registrato in occasione delle partite dell'Italia ai Mondiali di Germania del 2006: il 12 giugno di quattro anni fa, il termometro dei consumi elettrici faceva registrare alle 21.00 uno scostamento di circa 630 MW tra il consumo effettivo e la previsione. Ancora più significativo quanto avvenuto martedì 4 luglio 2006 in occasione della semifinale Italia-Germania: tra le 21 e le 23, orario in cui si è svolto il match, il calo dei consumi era stato sempre superiore ai 2.000 MW (il valore equivale al consumo medio di Roma), con un punta di circa 2.600 MW in meno rispetto alla previsione, registrata alle 22. Questa volta, in concomitanza del match della Nazionale con il Paraguay si è verificato un calo della domanda di elettricità rispetto ai consumi attesi, via via più marcato man mano che il match entrava nel vivo. Lo scostamento massimo tra il consumo effettivo e il dato previsionale, secondo Terna, è stato registrato alle ore 22, con un calo della domanda di elettricità pari a circa 750 MW, un valore equivalente al consumo medio di una città come Torino. Il capoluogo piemontese è stato protagonista di un blackout del segnale RAI sul digitale terrestre durante la seconda partita dell'Italia: il ripetitore di Torino Eremo, sulle colline a sudest di Torino, ha smesso di ricevere energia intorno alle 16.40, con il punteggio sull’1-1. Le ragioni di questa interruzione non sono ancora chiare: lavori su una linea elettrica o un fulmine sembrano quelle più plausibili.
Grandi polemiche e proteste per i molti tifosi che non hanno potuto seguire il secondo tempo della partita; ci associamo alle scuse che il giornalista Rai Marco Mazzocchi a rivolto ai telespettaori: «Non preoccupatevi. Non vi siete persi un granchè!»

CARTELLINO ROSSO ALLA PUBBLICITÀ OCCULTA - Trentasei sexy tifose olandesi sono state espulse dallo stadio dagli ufficiali della Fifa durante Olanda-Danimarca perchè indossavano vestiti che pubblicizzavano esplicitamente una birra concorrente alla Budweiser, sponsor ufficiale dei mondiali. Non è la prima volta che la birra olandese Bavaria è al centro di un caso di ambush marketing: già durante i Mondiali del 2006 distribuirono numerosi Leeuwenhosen, leoncini con la maglia arancione e il logo del birrificio, facendo pubblicità occulta. Questa volta la Fifa è stata molto severa e così durante il secondo tempo, una quarantina di steward hanno circondanto le ragazze e le hanno costrette a lasciare lo stadio.

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"Sudafrica nel pallone": il Mondiale ci ha rotto... i timpani

domenica 20 giugno 2010


A poche ore dalla seconda partita dell'Italia in Sudafrica, ecco altre notizie e curiosità sui Mondiali.

LA FRANCIA SEMPRE AL CENTRO DELLE POLEMICHE - È quasi certo che il Mondiale della Nazionale Francese si concluderà anzitempo, al termine del primo turno. Della disfatta della squadra allenata da Domenech, in patria, probabilmente ne avevano sentore fin dall'inizio della spedizione sudafricana: alcune catene commerciali hanno abbinato alle sconfitte dei francesi promozioni per l’acquisto di televisori. Per pubblicizzare il rimborso totale del costo dei televisori se la Francia diventerà Campione del Mondo la società Saturn ha ideato una battuta su Domenech: “Se la Francia vince, Saturn vi rimborsa la tv. Raymond te ne comprerai una?”. Non molto diversa la proposta di Carrefour, sponsor della Nazionale: rimborso del 50% sui televisori nel caso di Francia in finale, il 25% in caso di semifinale. Poiché nessuno lancia campagne promozionali per perdere soldi, è lecito sospettare che i francesi abbiano davvero riposto poca fiducia in Ribery e compagni.
Iniziative analoghe erano state promosse anche nel nostro Paese durante il Mondiale del 2006 ma in quell'occasione portarono bene e così la vittoria degli Azzurri in finale regalò a molti italiani una grande gioia e un televisore nuovo.

RICHIESTE DA CAMPIONI - Vi abbiamo già segnalato le pretese della Nazionale Argentina e del suo ct per il ritiro in Sudafrica. Non da meno sono i brasiliani, che esigono una piscina riscaldata esattamente a 32 gradi, i messicani, che si sono fatti accompagnare dal loro prete, e i ragazzi di Lippi, che non rinunciano alla pasta italiana, ai propri attrezzi da palestra e alla connessione via cavo per vedere la tv nostrana.
La modesta Slovenia si accontenta di due tavoli da ping-pong e una macchinetta elettrica per giocare a freccette.

SOTTOFONDO ASSORDANTE - Seguendo in tv o in radio le partite del Mondiale sembra di rivivere le finali di Coppa Intercontinentale giocate negli anni '80 e '90 a Tokyo. Per tutta la durata dell'incontro i tifosi dagli spalti continuano a sostenere le squadre in campo, ma non solo con cori, grida o boati. A Tokyo era il suono delle trombette ad aria compressa, in Sudafrica è quello delle vuvuzelas, trombette a fiato della lunghezza approssimativa di un metro che sono diventate una sorta di simbolo del calcio sudafricano.
L'origine del suo nome è controversa: potrebbe infatti derivare da un termine zulu che significa "fare rumore", ma anche dal suono "vuvu" emesso dallo strumento che ricorda il ronzio di un intero sciame d'api.
L'uso della vuvuzela è stato a volte impedito all'interno degli stadi. Dato che però questo strumento è un elemento caratteristico della cultura e delle tradizioni sudafricane, la FIFA ha deciso di permettere l'ingresso della vuvuzela all'interno degli stadi dal 2008, consentendone l'utilizzo anche durante le partite del Mondiale dopo alcune lamentele sorte durante lo svolgimento della FIFA Confederations Cup 2009.
Mentre in questi giorni, in Sudafrica, si registrano vendite boom di tappi per le orecchie, considerati il miglior antidoto contro le ormai famose vuvuzelas (pare che nelle farmacie di diverse città siano ormai quasi introvabili), i tecnici di molte emittenti di tutto il mondo, bersagliate da centinaia di proteste da parte dei telespettatori, si sono messi al lavoro per ridurre al minimo il volume delle vuvuzelas nelle dirette delle partite.

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"Sudafrica nel pallone": Vuvuzela (Gebroeders Ko)

venerdì 18 giugno 2010

La Vuvuzela è già entrata nella storia, questa canzone (e il video) lo dimostrano!


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"Sudafrica nel pallone": il viaggio continua

martedì 15 giugno 2010


Continua il nostro cammino lungo i Campionati Mondiali di Calcio: anche oggi altre novità, curiosità, approfondimenti.

"IL GIOCO DI ZAKUMI È IL FAIR PLAY" - Dal 1966 ogni Coppa del Mondo organizzata dalla FIFA ha la sua mascotte: la prima fu "World Cup Willie", un leone che indossa una maglietta raffigurante la bandiera del Regno Unito.
Alcune mascotte del passato sono, per varie ragioni, indimenticabili: Naranjito (l'arancio spagnolo, edizione 1982), Pique (un peperoncino con baffi e sombrero, Messico 1986), Ciao (figura stilizzata di calciatore con il corpo composto da cubi colorati in verde, bianco e rosso e un pallone come testa che ci ha accompagnato in Italia '90). Altre sono francamente discutibili: i nippocoreani Ato, Kaz e Nik (creazioni futuristiche create al computer di colore arancione, viola e blu rispettivamente, Corea del Sud - Giappone 2002) e la coppia Goleo VI e Pille (un leone che indossa la maglia della Nazionale tedesca e un pallone parlante di nome Pille, Germania 2006).
La mascotte scelta per i Mondiali in Sudafrica è stata svelata il 22 settembre 2008: si chiama Zakumi ed è un leopardo giallo dai capelli verdi (i colori corrispondono a quelli utilizzati per le divise sportive del Sudafrica). Il nome è composto dai suoni "Za", acronimo per "Sudafrica" in afrikaans, e "Kumi", che significa "dieci" in vari dialetti locali. L'ideatore di Zakumi è Andries Odendaal di Città del Capo.

BEATA GIOVENTÙ - Con 28,739 anni la Nazionale Italiana si piazza al quinto posto nella speciale classifica dedicata all'età media delle Nazionali partecipanti al Mondiale. I più vecchi sono gli inglesi (29,217 anni) seguiti dal Brasile (29,174) e dall'Australia (29,087). Prima degli Azzurri si piazza anche il Paraguay (28,870). I più giovani in campo sono i ghanesi (24,87) e i tedeschi (25,348 anni).
In Sudafrica nessun giocatore riuscirà a battere il record di Pelè che dal 1958 (quando aveva 17 anni) è il più giovane marcatore in una fase finale. Inoltre è anche l'unico calciatore capace di vincere tre titoli Mondiali.

PARADINHA VIETATA - Finora nelle 11 partite giocate è stato concesso un solo rigore e Gyan (autore del rigore con cui il Ghana ha sconfitto la Serbia) è stato impeccabile. Infatti ai rigoristi non sarà più permesso di fintare il tiro, o rallentare la corsa, quando saranno in procinto di calciare il pallone dagli undici metri. Una regola in materia c'era già, ma veniva spesso disattesa dagli arbitri e allora l'International Football Association Board (IFAB) ha deciso di rendere la regola ancora più ferrea e di fare tutto il possibile affinchè venga applicata alla lettera.
L'eventuale comportamento antisportivo dagli 11 metri sarà punito con l'ammonizione.

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"Sudafrica nel pallone": la rubrica che vi accompagna lungo i Mondiali

giovedì 10 giugno 2010


Mancano poche ore all'apertura dei Mondiali di calcio 2010, che per la prima volta si svolgono nel continente africano. Il Caña Team inaugura "Sudafrica nel pallone" per tenervi compagnia lungo tutto il torneo mondiale con curiosità, pronostici, avvenimenti. Eccone un'anticipazione.

L'INCONTENTABILE MARADONA - L'arrivo della Nazionale Argentina all'High Performance Center di Pretoria pare sia stato preceduto da una lista di richieste decisamente stravaganti. Nella toilette del ct Diego Armando Maradona sono stati montati ben due water speciali, dotati di tavoletta riscaldata, flusso d'aria calda e getto d'acqua a tre velocità, che hanno richiesto il rifacimento di tutto ciò che stava intorno. Inoltre la Federazione Argentina ha chiesto anche che le stanze fossero tutte dipinte di bianco, che venissero installate almeno sei Playstation e che i menu comprendano non meno di 14 tipi di insalate e tre dolci per ogni pasto; il gelato dev'essere disponibile a ogni ora del giorno e della notte e una grigliata sudafricana dev'essere offerta non meno di due volte ogni sette giorni.

IN CAMPO 5 MILIARDI DI EURO - Secondo Futebol Finance il valore delle 32 squadre partecipanti al mondiale si aggirerebbe sui 5 miliardi di euro, cifra astronomica, in cui la Spagna è leader, essendo stata valutata 565 milioni.
Ovviamente le prime in questa classifica sono le nazioni più rinomate: dietro ai campioni d’Europa in carica ci sono il Brasile, valutato 515 milioni, seguito dalla Francia con 450 a pari merito con l’Inghilterra. A concludere la top 5 c’è l’Italia con 400 milioni.
A dir la verità la statistica non tiene conto degli ultimi infortuni eccellenti che hanno "decimato" le rose in competizione. In ogni caso il valore in campo rimane stratosferico.

OGNI GOL ALLA FRANCIA VALE UNA PIZZA - Curiosa iniziativa della catena di ristorazione irlandese Pizza Hut che regalerà una pizza per ogni gol subito dalla Nazionale transalpina. La gustosa iniziativa è stata pensata per vendicarsi del fallo di mano con cui Henry ha consentito alla Francia di avere la meglio nello spareggio-qualificazione contro l’Irlanda allenata da Trapattoni.
Il tam-tam viaggia su Facebook (basta aderire al gruppo “Get a free pizza for every goal scored against France in the World Cup 2010”): ad ogni cliente sarà associato un codice, che darà diritto ad un buono pizza. In palio 350 consegne per i clienti più veloci.

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