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In vacanza con il Biondo. Prima tappa: Rapid Vienna !

sabato 19 agosto 2006

Per chi mastica di calcio sa che la squdra di calcio della capitale austriaca é proprio il Rapid Vienna, conosciuta ai più per la frequente presenza nei trofei continentali.
Ma oggi, che a Vienna ci siamo ( o almeno c'é Berto a rappresentare il Cana Team ), di rapido c'é solo la visita alla cittá. Visitato praticamente tutto in solo 10 ore: record ? Con il Biondo in testa c´é chi pensava di far meglio, vista la sua propensione alla camminata veloce.
Quando i nostri cari amici leggeranno queste poche righe, il viaggio dell´allegra comitiva sará giá ripreso, direzione Bratislava. E siamo sicuri, le notizie arriveranno anche da lí. E magari anche qualche foto.

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Caña on the road: giorni 11 e 12

venerdì 18 agosto 2006

Purtoppo siamo giunti alla conclusione del nostro viaggio: partenza dal Berlino giovedì 17, con breve sosta nella bellissima Bamberga e pernottamento nell'altrettanto stupenda Rothenburg ob der Tauber. Entrambe città medievali splendidamente conservate, se le incontrate nel vostro tragitto la tappa è d'obbligo.

Purtroppo tute le belle storie hanno una fine, e quale fine peggiore che vedersi accogliere dal Cervo al nostro ritorno a Casale Monferrato ( vedi foto ) ?!

Per un riassunto fotografico delle nostre avventure vi invito a visitare il blog di Mattia:
http://mattiapapili.spaces.live.com

Questo viaggio è terminato, ma non preoccupatevi, il Caña Team non si ferma mai: nei prossimi giorni pubblicheremo il resoconto, a cura di Berto, delle vacanze con il biondo Taddeo.

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Caña on the road: giorni 9 e 10

mercoledì 16 agosto 2006

I giorni successivi al pellegrinaggio si svolgono nella visita di Berlino e dei suoi simboli: Potsdamer Platz, la Porta di Brandeburgo, il Reichstag, il Pergamonmuseum, Checkpoint Charlie, la Fernsehrturm ( torre della TV ), la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, i centri commerciali della zona di Kurfürstendamm e gli splendidi palazzi e giardini reali di Potsdam.

Comunque niente è, e sarà mai, come il Berlin Pub Crawl.
In cosa consiste ?
Semplice, ci si trova alle 21 fuori dalla fermata della metro Oranienburger Strasse, si pagano 10 Euro, dopodichè verrai portato in tour in 4 pub ed una discoteca ( la Matrix Berlin ).
A farci da cicerone un simpatico ragazzone di 2 metri, con la canotta di Vlade Divac e un crestone verde a più punte di 50 cm sulla testa ( tipo questa ).
Con i 10 Euro paghi le entrate ma soprattutto tutti gli shots che ti bevi nel tragitto. Ovviamente in in ogni locale si beve ulterioremente ( questo però non è incluso nei 10 Euro ). Qui a fianco un'emblematica testimonianza.
In ogni pub ci si ferma "30 fucking minutes", nella discoteca si resta ad oltranza.
Naturalmente dopo il terzo pub il tasso alcolico era alle stelle: frasi sconnesse, ragazze dal dubbio fascino che diventano Miss Mondo, ragazzi che si lanciano contro delle reti divisorie ( non noi ! ).
La discoteca è risultata essere la più calda ed affolata del mondo: la tangenziale di Milano alle 8.30 del mattino è più percorribile.

L'occasiane è stata ghiotta per tutti membri del gruppo per espandere le proprie conoscenze col sesso opposto, inutile dire che il nostro Ciuchino ha fatto il diavolo a quattro pur di sbaragliare la concorrenza... ovviamente il risultato è sempre lo stesso.

PS: Il personaggio della foto è un perfetto sconosciuto

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Caña on the road: giorni 7 e 8

lunedì 14 agosto 2006

Dopo la sbornia di relax presso il Tropical Island Resort, come direbbero i grandi Caressa e Bergomi, chiudiamo le valigie e partiamo per Berlino:





Arriviamo a metà pomeriggio presso il nostro hotel, nel cui giardino campeggia una magnifica Trabant rossa.
Ci concediamo una breve visita del centro e dell'avveniristica Potsdamer Platz, in attesa del pellegrinaggio del mattino seguente presso l'Olympiastadion, teatro della conquista dei Mondiali di calcio 2006:


Appena possibile vi forniremo il filmato dell'epica impresa di Viancio che scavalca le transenne e corre a strappare un ciuffo d'erba dal campo.
Aggiornamento dell'ultima ora ! Abbiamo recuperato il filmato di Viancio che scavalca le transenne e corre ( beh... corre... ) a strappare un ciuffo d'erba dalla curva dove credeva avessero battuto i calci di rigore; peccato gli avessimo detto più e più volte che fosse la curva sbagliata...


Dopo l'epica impresa, proseguendo il giro dello stadio, incontriamo uno sparuto gruppo di attempati francesi i quali ci chiedono a quale nazionalità apperteniamo. Giustamente Claudio risponde "Champions du monde", allorchè ribattono dicendo "Ah, comme nous !" ( Ah, come noi ! )... Come voi ?!?! Ma quando mai ! Noi siamo i Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo ! Campioni del Mondo !

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Speciale Estate: In missione con Andrea

sabato 12 agosto 2006






Eccoci le prime immagini di Andrea dalla "trasferta argentina". Nella prima è ormai conclamata la sua dipendenza dal mate ( tipo the ). Seguono un cartello al di fuori di campo da rugby ( molto apprezzato da Andrea in quanto artbitro in pensione ) ed un boccale di Padre German ( che non ama il rugby... ), il vice parroco di don Graziano a Centenario.
Infine un simpatico cartello su un bus di Neuquen ed il posto di lavoro di Andrea ( part-time, 9-13.30 ).

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Caña on the road: giorno 6

Fallito l'arrembaggio finale presso la discoteca Karlovy Lázně di Praga, si ritenta con un attacco frontale, diretto e prolungato al Tropical Island Resort, preceduto da una breve sosta nella splendida Dresda.
Questa magnifica struttura tra Dresda e Berlino è stata ricavata da un vecchio hangar per Zeppelin, ovviamente stiamo parlando dei mega dirigibili della prima metà del '900 e non dei Led Zeppelin ( storico gruppo musicale ).
Si tratta di un mega parco acquatico in stile tropicale, con due piscine riscaldate, più le immancabili idromassaggio ( 3 ore di fila dentro ! ); aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è il "mare migliore" che la zona possa offrire.
Nonostante il luogo possa fornire mille e più attrazioni, nulla sarà come la perla regalataci da Viancio, ovvero la distruzione della sua amata fotocamera digitale: la scena è indescrivibile, non riassumibile... possiamo solo dirvi che è rovinato in acqua vestito e con in mano la fotocamera...

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Caña on the road: giorno 5

venerdì 11 agosto 2006

In queste ore è cominciato l'attacco finale a Praga.
E ricordiamoci anche l'accorato pronostico di Ciuchino: «Io da Praga non vengo via senza aver allacciato rapporti con esponenti del sesso opposto !» ( le sue parole erano mooolto più dirette, ma per venire incontro al grande numero di bambini che ci segue, abbiamo ritenuto di riportare una versione più casta ).
Già ! Il buon Ciuchino a Praga ci sta bene tanto da poter pensare ad un futuro in quella terra. Solo il fatto di non poter più vedere ogni 15 giorni il buon Panzanaro, il Roberto Carlos dei nerostellati, sgroppare per il Natal
Palli, fa vacillare la sua idea. Nella foto in alto lo vedete pronto per la serata.
Mentre dall'Italia comunicavamo ai vacanzieri il risultato del primo incontro del "Trofeo Birra Moretti", ci facevano sapere che il riposino post doccia iniziato alle 18 era terminato da poco... Si vede che al ristorante "U Golena" di Praga ( foto a destra, tra l'altro promosso nella guida Viançen ), che potete ammirare a fianco, si sono rimpinzati molto bene.

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Caña on the road: giorno 4

giovedì 10 agosto 2006

Praga è una meta fortemente voluta e inserita nel pacchetto "vacanze estate 2006" da Ciuchino. Peccato che, almeno per quanto ci dice Viancio, per Claudio si sia scatenato un appassionante match con Mattia a figuracce con le ragazze italiane: per ora siamo tre a due per il fratello del Cervo, che in questo momento starà godendo come un matto sapendolo in difficoltà.

A riportare tutti sulla retta via ci pensa, come al solito, Rezzo: nel pomeriggio ci manda i saluti dalla Cattedrale di San Vito.

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Caña on the road: giorno 3

mercoledì 9 agosto 2006

Alle 11 di questa mattina erano tutti e quattro pronti per scendere in campo. Anche se crediamo molto improbabile che il Bayern sostituisca Ballack con il non più giovane " anche se ancora con un'ottima visione di gioco " Vianciolone.

Chissà cosa avrebbe detto il buon Antonino, che l'anno scorso aveva accolto ad Altenkessel con la maglia del Bayern Rezzo e Paciugo, vedendo i quattro sgambettare sul terreno dell'Allianz Arena ?
Chissà se a Magath farebbe più comodo Rezzo per rafforzarsi in vista della Champions o Mattia in panchina come medico sociale ? Certo che un posto in tribuna, vicino alle mogli dei giocatori, per Ciuchino si troverebbe sempre !
A proposito di Ciuchino, sembrerebbe che anche Rezzo inizi a dargli ragione di essere, in queste ore, "scatenato". Infatti i due navigatori satellitari, presenti sulla macchina di Mattia, sono stati impostati per far arrivare i nostri quattro eroi a Praga. « Bellissimo centro » ci comunica Rezzo, mentre sta cenando « con un'ottima selezione di cromosomi ». Per Ciuchino è manna dal cielo !

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Caña on the road: giorno 2

martedì 8 agosto 2006

Che la giornata a Monaco non fosse iniziata nel migliore dei modi, lo abbiamo appreso dal messaggio di Viancio delle 9 di questa mattina: « Siamo pronti per colazione noi... tranne uno... » E la testimonianza fotografica che vedete a destra, non lascia spazio all'immaginazione.
Perchè tanta fretta ? Non bisogna neanche chiederselo due volte per apprendere che sono tutti pronti per la "50 km di Rezzo". Che cosa sia, ce lo spiega nel solito linguaggio incomprensibile il nostro amico Tombolotto: «Ci farà camminare come dei dannati ieri sera avevamo 5 Km per il centro e lui sosteneva dieci minuti e siamo là ». Capito, no ?
Al sempre più sconsolato Rezzo non resta che commentare che i suoi compagni d'avventura « sono delle fighette, han paura di camminare ! »
E mentre Viancio mangiava come un porco ( la sua umile cena è stata a base di bistecca di maiale impanata con insalata di patate, maxi-pretzel, 2 salsicce con crauti e pane ), quasi da rendere incredulo il cameriere, si consumavamo le prime considerazioni a caldo su
ll'operato di Claudio, che le cronache danno alle prese con il suo primo due di picche in terra tedesca: la prima di Rezzo, che sostiene che Ciuchino abbia « solo due cose in testa, e la seconda è cagare »; mentre Mattia lo ha voluto punzecchiare con queste parole « Claudio, quando dormi, dormi! Ma quando sei sveglio parli persino con i tuoi str__zi ».

Visto che un commento al post di ieri ha duramente criticato la foto pubblicata, vogliamo rimediare con questa a destra. Il commento di Rezzo non lascia dubbi: « Un bambino felice ».

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Caña on the road: giorno 1

lunedì 7 agosto 2006

Alle 11.04 di oggi il primo SMS di Rezzo diceva: «Per ora tutto ok, Viancio in forma nonostante la sua immane quantità di oggetti inutili.»

Quando Mattia questa mattina ha messo in moto la sua macchina, dopo aver caricato l'ingombrante valigia di Viancio, Rezzo stava programmato i due navigatori satellitari e Ciuchino aveva già puntato due o tre tipe... I 4 moschettieri sono partiti dopo mesi di preparazione fisica e spirituale, da oggi le loro avventure imperverseranno su questo blog.
Un viaggio con molte facce: quella "cultural-naturalistica" come il viaggio di Pablo e Marisa, quella "linguistica" come il viaggio di Damiana ed, infine, quella "missionaria" ( soprattutto per Ciuchino ) come il viaggio del buon Andrea.

I preventivi di spesa chiesti ripetutamente da Viancio non si sono mai visti. La proposta di Rezzo di evitare di portare bagagli inutili è rimasta inascoltata. L'idea di Ciuchino di caricare le tre ragazze appena conosciute, tramontata per mancanza di posti. La pazienza di Mattia già saltata perchè al casello di Casale Sud, Viancio dormiva già...
Nel tardo pomeriggio il nostro inviato sul campo Viancio, che potete ammirare in foto nella prova-vestito di pochi giorni fa, ci faceva pervenire questo messaggio inequivocabile: «Risultati in schedina: Rezzo-Ciuchino 1-1 a figure di merda. A voi Casale». Sembrerebbe che Rezzo abbia urlato ad una ragazza appena passata il signorile «sti cazzi!!!», ignorando che fosse italiana, mentre Ciuchino ha fatto sapere al parcheggiatore che non capiva niente ( in realtà l'espressione ci è stata riportata più condita ), salvo accorgersi che anche lui qualche parola di italiano ( soprattutto quella detta da Ciuchino ) la capiva...

Un viaggio iniziato con il botto, ma i nostri quattro sono dei diesel e le emozioni saranno tutte in crescendo... l'appuntamento è al prossimo aggiornamento dalla Germania !

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Speciale Estate: In missione con Andrea

venerdì 4 agosto 2006

Nuova e-mail di Andrea dall'Argentina; oggi si ricordano i trent'anni dell'assassinio di Mons. Angelelli, "il Romero dell'Argentina".
Eccoci una traduzione della biografia iniziale, presente nel libro in foto:
"Il 4 agosto ricorrono i 30 anni dall'assassinio di Mons. Enrique Angelelli, vescovo di La Rioja e figura indiscussa dei settori più progressisti della Chiesa. Il Papa Paolo VI lo aveva nominato l'11 luglio del '68. Nel suo stemma episcopale scrivette il tema al quale conformò tutta la sua pastorale: «GIUSTIZIA E PACE». Una sua frase famosa era: «Per servire, bisogna tenere un occhio attento al Vangelo e l'altro al popolo».
Angelelli si convertì nel simbolo della lotta contro un regime violento, nel simbolo di un'idealista incapace di favorire l'odio. Fu assessore della GiOC ( Gioventù Operaia Cristiana ) e della GiUC ( Giovantù Universitaria Cattolica ). Gli operai e gli universitari lo ricevevano cantando in coro: «Monse- Monse- Monseñor !», provocando il suo sorriso ampio e franco, felice di trovarsi in mezzo a loro che tanto amava. Dette impulso all'evangelizzazione del mondo del lavoro, cercando negli insegnamenti di Gesù nel Vangelo le risposte concrete ed effettive ai problemi dei lavoratori e le sue relazioni coi padroni.
«Sono solo tra i miei fratelli vescovi argentini».
L'assassinio di due sacerdoti suoi collaboratori gli faceva ripetere: «Dopo tocca a me»... Era in viaggio con un altro sacerdote da Chaminal a La Rioja, quando un altro veicolo guidato da tre militari, li affiancò e li chiuse bruscamente. Il FIAT 125 su cui viaggiavano si ribaltò. Il suo corpo fu ritrovato a 25 metri dal veicolo.

Enrique Angel Angelelli era nato nel barrio San Martin, a Cordoba, provincia identificata per il suo paeseggio montagnoso, ubicata nel centro dell'Argentina. In una cava di calce nella zona di Cordoba, in presenza dei padroni, Angelelli preferì celebrare la messa dei lavoratori. Davanti ad un conflitto lavorativo in una fabbica di pile, i sacerdoti appoggiarono le richieste dei lavoratori. Gli impresari speravano che Angelelli, vescovo ausiliare, frenasse i parroci. Li ascoltò pazientemente in silenzio. Quando terminarono gli disse: «Guardate, se questa ingiustizia continua, un giorno saremo giunti nel medesimo muro: voi i padroni e noi i sacerdoti. Voi, per non aver praticato la giustizia sociale. Noi, per non averla saputa difendere». Angelelli era cosciente che il problema cruciale della Rioja era la scarsezza delle fonti di lavoro e che gli abitanti emigravano in cerca di occupazione. Sapeva anche che esistevano grandi estensioni di terra improduttiva e abbandonata dai suoi proprietari.
Angelelli scoprì che nella Rioja i salari erano bassi e i lavoratori non erano iscritti alla sicurezza sociale. Allora la Chiesa spinse per un'ispezione della segreteria del lavoro e della sicurezza sociale per determinare le condizioni nelle quali si stava lavorando.
Come risposta il 27 agosto del '72 furono arrestati due dei suoi sacerdoti, sotto l'accusa di detenzione di armi ed esplosivo della guerriglia. Angelelli cominciò la messa e, al momento dell'Offertorio, la interruppe e si diresse con i sacerdoti e il popolo a protestare davanti ai giudici del Tribunale Superiore di Giustizia della provincia. Osservando la falsità delle accuse, i sacerdoti furono liberati. Angelelli soffriva:
«La liberazione di un popolo e della sua Chiesa è come una cipolla», diceva. «Le tolgono una scorza e ne tiene un'altra sotto».
Soffriva con la sua gente, però non si perse d'animo. Un giornale lo accusava di essere "comunista e marxista", "sovversivo" e "guerrigliero". Vari amici consigliarono a Angelelli che si allontanasse per un po' o di andare all'estero. Però egli respinse completamente questa possibilità : «È me che cercano, se me ne vado, vanno a uccidere le pecore».
Come Gesù la notte che lo catturarono, Angelelli aveva piena coscienza che la sua ora si avvicinava.
Affrontò la morte con la serenità e la certezza di aver operato come doveva: «Se mi uccidono è perchè, per il Signore, la mia opera è terminata»."

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Speciale Vacanze: Edizione Straordinaria

mercoledì 2 agosto 2006

Secondo avvistamento di Don Michael, questa volta è stato "beccato" dal nostro segugio Tombolotto a Roma.
Non sappiamo cosa si siano detti, probabilmente dato il forbito inglese di Viancio, nemmeno Don Michael lo sa !

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