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La Damiana vien di notte... Notte prima degli esami...

lunedì 25 giugno 2007

Accadono fatti che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser... ma anche che il Caña chieda alla Damiana di scrivere un articolo sul suo esame di maturità e si veda recapitare un foglietto scritto a mano. In veste di futuro medico ( speriamo non nostro ) ne ha già adottato la tipica ed inconprensibile grafia; forse non è a conoscenza del fatto che i medici moderni si sono evoluti ed ora utilizzano anche il computer !

Poco male... noi non ci facciamo intimorire da nulla: se già chiederle di scrivere per il nostro blog ci sembrava esagerato, perdere del tempo a "tradurlo" in italiano era troppo !!! Anche perchè già lo facciamo con i componimenti del Tombolotto.

Vi proponiamo quindi la scansione dell'opera d'arte ( come disegno, non come testo, anche perchè noi non siamo stati capaci di capirne nemmeno una virgola ) che la "Minessi in gonnella" ci ha consegnato, certi che ci penserà due volte prima di rifarlo un'altra volta ( magari dopo l'esame orale ).

Naturalmente invitiamo tutti i piccoli e grandi amici del Caña Team ad inviarci la loro interpretazione del "reperto".

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Notte prima degli esami

martedì 19 giugno 2007

Esame di maturitàGli esami, come si sa, non finiscono mai... Ma, a dirla tutta, per mezzo milione di studenti l'esame, la cara e vecchia maturità, deve ancora incominciare; domani mattina, ore 8.30, si inizia con il tema di italiano.

Questi sono i momenti del «Chissà cosa esce ?», dei ripassi veloci, di qualche appunto da nascondere, dei gruppi di studio, dei rituali scaramantici e delle personalissime strategie per affrontare le diverse prove.

A stare a sentire il Ministero, quello di quest'anno dovrebbe essere un esame di maturità "serio": è stato ripristinato lo scrutinio di ammissione all’esame e qualche studente non l'ha passato; le commissione non sono più formate solo da commissari interni ma si è ritornati alla formula con tre professori interni e tre esterni, coordinati da un presidente; inoltre, verranno premiate le eccellenze: oltre al 100, punteggio massimo, si potrà avere anche la lode.

Il Caña Team seguirà tutto lo svolgersi dell'esame di maturità grazie ad un'inviata speciale: nei prossimi giorni non perdetevi dunque la rubrica "Un'immatura alla maturità".

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Il prossimo sarà lui...

lunedì 18 giugno 2007

A margine dell'ordinazione presbiterale del nostro "fratello" don Georges ( - foto a sinistra - preveniente dalla Diocesi di Kpalimè in Togo ), molto spesso "ospite d’onore" dei Pranzi Sociali, avvenuta sabato scorso, 16 giugno, nel Duomo di Casale Monferrato, una terribile – ma purtroppo realistica – notizia prendeva corpo tra i "fedeli laici" convenuti in Cattedrale per l’occasione.
"Il prossimo sarà lui..." indicando un sorridente "turibolaio magico", che con aria bonaria guida da ormai molti anni le processione di ingresso ( e di uscita ) delle più importanti Celebrazioni Eucaristiche della nostra Diocesi.
E mentre don Georges ringraziava i presenti ( tra cui la mamma ), tra i convenuti all'ordinazione si iniziava a preparare il conto alla rovescia all'ordinazione del Tombolotto, che dovrebbe essere di due anni ( anche se lui promette solo un anno e mezzo ).
Non più tardi di una settimana fa, con i suoi modi riservati ci ha confessato quello che gli passa per la testa in questo momento: "Certo è che io all'idea ( quale ? ) tremo già perché da adesso in poi diventa tipo roulette russa – queste le sue parole – ogni posto che si libera potrebbe essere mio". I "posti che si liberano" sono le Parrocchie, e noi sappiamo bene che lui aspira ad un ruolo importante nello "scacchiere" della Diocesi ( non nascondiamo il fatto che abbia più volte rivendicato il ruolo di responsabile della pastorale giovanile: "tanto se lo fa quello lì...", ci dice spesso... ).
L'unica sua preoccupazione è non finire in Val Cerrina: "Se nell'ipotesi remota ( e sto tenendo la mano sinistra tipo giocatore in barriera ) che andassi a Gabiano mi farete la festa d’addio ?", queste le sue parole, a cui non – adesso – non sappiamo dare alcuna risposta.

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Silenzio, si mafia

martedì 12 giugno 2007

Grazie al MettUp di Asti, apprendiamo il seguente articolo di Marco Travaglio, pubblicato su L'Unità del 17 maggio.

"Un paio di giorni fa la Corte d'appello di Milano ha confermato la condanna di Marcello Dell'Utri e del boss mafioso Vincenzo Virga a 2 anni di reclusione per tentata estorsione aggravata ai danni dell'imprenditore Vincenzo Garraffa. Nessun telegiornale ha dato la notizia. Così come nessun quotidiano, a parte un paio di trafiletti sul Corriere della Sera e su l'Unità. Il che è comprensibile: visti i suoi rapporti con la mafia, Dell'Utri fa paura. E i giornalisti italiani, come pure i loro editori, tengono famiglia. Si sarebbero scatenati con fior di articoli, commenti e interviste se fosse stato assolto, come quando la stessa Corte ha dichiarato innocente Berlusconi per la tangente che, con i suoi soldi, il suo avvocato pagò a un giudice.
Ecco: per sapere che Dell'Utri è sotto processo per estorsione, bisogna sperare che lo assolvano. Se lo condannano, nessuno ne parla e nessuno lo sa. Ma forse è meglio così: stiamo parlando del braccio destro di Berlusconi, ideatore di Forza Italia, senatore della Repubblica, membro del Consiglio d'Europa, già condannato in via definitiva a 2 anni per false fatture e a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Per molto meno si sciolgono i consigli comunali, qui bisognerebbe sciogliere il Parlamento.
La tentata estorsione riguarda un fatto del 1992, quando Publitalia intermediò una sponsorizzazione della Heineken sulle magliette della Pallacanestro Trapani per 1,5 miliardi di lire. Ricevuto il denaro, il presidente del club Vincenzo Garraffa ( medico e senatore del PRI ) si vide chiedere indietro da Publitalia 750 milioni, cioè metà dell'incasso, ovviamente in nero. Rispose di non avere fondi neri e chiese la fattura. Niet. A quel punto - l'ha denunciato lui stesso ai giudici - Dell'Utri lo minacciò: «Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi che possono convincerla a cambiare opinione». Di lì a poco, invitato al "Maurizio Costanzo Show" con tutta la squadra, ricevette la disdetta senz'alcuna spiegazione. Poi, un bel mattino, al pronto soccorso dove lavorava, andò a trovarlo Vincenzo Virga, capomafia di Trapani: gli disse di essere lì per quel «debito» con gli «amici» milanesi. Garraffa resistette e denunciò tutto alla Procura di Palermo, che trasmise il fascicolo a Milano. Di lì il processo e la doppia condanna che, se confermata in Cassazione, si aggiungerebbe a quella definitiva per false fatture, porterebbe il totale a 4 anni e Dell'Utri in carcere ( l'indulto, almeno per i reati con aggravante mafiosa, non dovrebbe scattare ).
Una notizia gravissima e importantissima. Invece, silenzio.
Onde evitare che qualche giornale, magari per sbaglio, ne parlasse, l'ANSA l'ha nascosta sotto un titolo depistante: «Sponsorizzazioni: confermata in appello condanna Dell'Utri». Come se il pover'uomo fosse stato condannato perché sponsorizzava. Il testo, poi, è ancor meglio del titolo: «Dell'Utri era accusato, insieme a Vincenzo Virga, di tentata estorsione, in relazione alle modalità di sponsorizzazione della Pallacanestro Trapani.». Roba da bocciatura immediata all'asilo del giornalismo: non si dice che Vincenzo Virga è un capomafia arrestato dopo lunga latitanza per vari omicidi; e si fa credere che il processo riguardi «le modalità di sponsorizzazione», mentre si riferisce a un caso di vero e proprio racket mafioso, con un manager che, da Milano, manda il boss di Trapani a riscuotere un credito non dovuto, per giunta in nero, a un imprenditore siciliano. Del resto, se si sapesse in giro che un senatore della Repubblica è condannato per racket, sarebbe più difficile interpellarlo su qualunque cosa accada nella politica, nella cultura, nell'arte e nello spettacolo, come fa il fior fiore della stampa italiota dipingendolo come un vecchio saggio e un sopraffino bibliofilo ( infatti ha preso per buona persino la patacca dei diari del Duce ).
Martedì, giorno dell'ennesima condanna, il Corriere pubblicava un'intervista a Dell'Utri sulla sconfitta di Leoluca Orlando, definito dal senatore pregiudicato «un cadavere che cammina». Lo chiamavano così anche i mafiosi, tra gli anni 80 e i 90, quando lo volevano accoppare per le sue battaglie antimafia. L'ultima volta ci provarono i narcos, tre anni fa, in Sudamerica. Purtroppo fallirono il bersaglio, e il cadavere di Orlando ancora cammina. Altri, invece, hanno smesso di camminare nel 1992-'93. Si chiamvano Falcone e Borsellino e avevano il grave torto di non frequentare Vittorio Mangano, Vincenzo Virga e Marcello Dell'Utri. Gentaglia."

Diffondiamo la notizia e dimostriamo che, in quest'Italia di scimmiette mute sorde e cieche, ci siamo anche noi.

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Al Senato il gelato è bipartisan

venerdì 8 giugno 2007

“Ci rivolgiamo a voi con una richiesta di miglioramento della qualità della vita in Senato. La buvette non è provvista di gelati. Noi pensiamo che sarebbe utile che lo fosse e siamo certi di interpretare in questo il desiderio di molti. È possibile provvedere ? Si tratterebbe di adeguare i servizi del Senato alle esigenze della normale vita quotidiana delle persone. In attesa di riscontro, porgiamo cordiali saluti”.

Nessun autore comico o di satira sarebbe mai riuscito a scrivere una lettera del genere per prendere in giro la politica ( ed i politici ). Il guaio è che la lettera che avete appena letto è vera ed è stata scritta da quel mostro di simpatia che è il "filosofo" Rocco Bottiglione ( coadiuvato dalla senatrice Albertina Soliani, prodiana emiliana ), a nome di un nutrito gruppo di parlamentari ed inviata ai questori di Palazzo Madama.
I senatori Gianni Nieddu ( Ulivo ), Romano Cominciali ( Forza Italia ) e la senatrice Helga Thaler ( autonomista sud-tirolese ) dovranno decidere, secondo coscienza, se respingere o accettare l'istanza. D'altra parte il clima, spesso rovente ultimamente, del Senato può aiutare ad inserire questo "gesto di civiltà" che i senatori chiedono a gran voce. E per il "filoso da doppio litro" Buttiglione la possibilità di "sciogliersi la lingua" con un gelato.

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