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I 10 eventi più importanti degli "Anni 0" - quinta puntata

giovedì 28 gennaio 2010


2004 - Un anno difficile da affrontare, quando ancora non c’era la crisi…

Il 14 febbraio muore a Rimini Marco Pantani ciclista di fama internazionale, che decede a causa di un overdose di cocaina. Soprannominato "il pirata" ottenne i suoi migliori risultati nelle corse a tappe: è a tutt'oggi l'ultimo italiano ad avere vinto il Tour de France, nel 1998 (33 anni dopo Felice Gimondi) e l'ultimo ciclista in assoluto dopo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain ad aver vinto il Giro e il Tour nello stesso anno.

Alla domanda del giornalista Gianni Mura «Marco, perché vai così forte in salita?», Pantani risponde: «Per abbreviare la mia agonia».

Il 26 agosto in Iraq viene ucciso il giornalista free-lance italiano Enzo Baldoni, rapito a Najaf il 21 agosto 2004 dall'Esercito islamico dell'Iraq, una sedicente organizzazione fondamentalista musulmana che qualcuno ha ritenuto genericamente legata ad Al-Qaeda. Dopo un ultimatum all'Italia per il suo ritiro di tutte le truppe entro 48 ore, venne ucciso: la data esatta ed il luogo per ora non sono certi. A più di cinque anni dal suo assassinio, i resti del cadavere di Baldoni non sono ancora stati riportati in Italia, né recuperati.

L'intera area dell'Oceano Indiano, in particolare le coste asiatiche sono sconvolte, il 26 dicembre, da un violentissimo tsunami che procura miliardi di danni e più di 200.000 morti. È considerata una delle più grandi catastrofi naturali della storia. Subito dopo lo tsunami, si apre in tutto il mondo una campagna di solidarietà verso i paesi maggiormente colpiti (India; Sri Lanka; Indonesia; Thailandia e altri). La possibili causa della catastrofe è da ricondurre alla rielezione in novembre di George Bush a presidente degli Usa, che ha sconfitto il candidato democratico John F. Kerry.

(fonte it.wikipedia.org)

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I 10 eventi più importanti degli "Anni 0" - quarta puntata

lunedì 25 gennaio 2010

Bandiera della pace
2003 - La bandiera della pace per dire no alla guerra in Iraq

Il 20 marzo gli Stati Uniti invadono l'Iraq, in seguito alle accuse rivolte al governo di Saddam Hussein di possedere armi di distruzione di massa. Il presidente Bush, aveva tentato nei mesi precedenti di ottenere l'avallo dell'ONU, ma aveva incontrato l'opposizione di Francia e Russia, nonché della maggior parte delle opinioni pubbliche di tutto il mondo, che secondo il New York Times era l'unica "superpotenza" in grado di contrastare gli Stati Uniti . Anche papa Giovanni Paolo II, si unisce al coro di protesta. La guerra, inizio lo stesso a marzo, (ribattezzata Seconda Guerra del Golfo) si conclude abbastanza velocemente; tuttavia le armi non saranno mai ritrovate mentre il paese precipita in una violenta guerra civile con scontri fra sciiti e sunniti, le due maggiori etnie irachene. Gli scontri e gli attentati, hanno provocato fra il 2003 e il 2006 1.200.000 morti iracheni e più di 3.000 soldati americani uccisi.

A testimoniare l’animo pacifico della fase embrionale del Caña Team, alcuni degli esponenti di spicco che ne faranno in seguito parte portano sulle strade spagnole che conducono a Santiago di Compostela la “Bandiera della Pace”, simbolo dell’opinione pubblica mondiale contraria alla guerra in Iraq e a tutte le guerre.

(fonte it.wikipedia.org – canateam.net)

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I 10 eventi più importanti degli "Anni 0" - terza puntata

giovedì 21 gennaio 2010


2002 - L’Euro e la rivoluzione dei “porta euro”

Il 1 gennaio viene introdotto in 12 paesi dell'Unione Europea (Italia; Francia; Austria; Germania; Spagna; Portogallo; Irlanda; Paesi Bassi; Belgio; Finlandia; Grecia; Lussemburgo) l'Euro, la moneta unica, che in Italia dal 1 marzo sostituisce completamente la lira. Questa grande rivoluzione sociale viene capita immediatamente dal Tombolotto che entra garrulo e felice nel 2002 con un borsellino “porta euro” comprato nella primavera precedente a Lione per finire i franchi che aveva scambiato poche ore prima.

Folgorato da questa esperienza, nell’autunno dello stesso anno il Tombolotto entra in Seminario, non prima di un tragico annuncio agli amici, con il quale in lacrime informa che a causa del sua scelta di vita “forse non ci vedremo più”.

(fonte it.wikipedia.org – canateam.net)

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I 10 eventi più importanti degli "Anni 0" - seconda puntata

lunedì 18 gennaio 2010


2001 - Dallo "Zio" all'America sotto attacco

L'11 settembre terroristi islamici, appartenenti all'organizzazione internazionale Al Qaida deviano aerei civili contro le Torri Gemelle del World Trade Center di New York provocandone il crollo. Un altro aereo viene indirizzato contro il Pentagono mentre un quarto che doveva colpire la Casa Bianca, grazie ad una rivolta dei passeggeri non raggiunge il suo obiettivo ma precipita in un prato della Pennsylvania. Si conteranno più di 3.000 morti. L'America e tutto l'Occidente sono sotto shock. La paura del terrorismo si diffonde in tutto il mondo e in molti paesi si realizzano imponenti misure di sicurezza.

Durante la primavera Ciuchino “battezza” sul campetto di calcio dell’Oratorio dell’Addolorata lo “Zio”, che diventerà il riferimento calcistico del Caña Team, al pari del professor Franco Scoglio e di Maurizio Mosca.

(fonte it.wikipedia.org – canateam.net)

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I 10 eventi più importanti degli "Anni 0"

giovedì 14 gennaio 2010

Stimolati da un grande personaggio della cultura mondiale, che ci ricorda che i primi 10 anni del millennio non sono ancora finiti, ripercorriamo i 10 eventi più importanti degli “anni 0” secondo il Caña Team.
Partiamo con l’anno 2000 invitandovi a commentare l’evento scelto da noi o ad aggiungerne altri. Al termine della pubblicazione degli eventi divisi per anno del “decennio breve”, così definito per la velocità delle innovazioni in tutti i settori, vi invitiamo a votare la vostra Top 10.


2000 - Tor Vergata e i suoi figli....


Per tutto l'anno si susseguono le imponenti manifestazioni del Grande Giubileo (che coincide con l'anniversario dei duemila anni dalla nascita di Gesù) proclamato da papa Giovanni Paolo II e che richiama a Roma milioni di pellegrini da tutto il mondo. Di notevole rilevanza l'imponente veglia del 19-20 agosto al campus di Tor Vergata dove vengono stimate circa 2.200.000 presenze di giovani da tutto il mondo. Folgorati da questa esperienza alcuni componenti dell’ancora non nato Caña Team con spirito missionario si dedicano alle popolazioni (femminili) di Serbia e Polonia.

(fonte it.wikipedia.org – canateam.net)

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50 anni senza il "Campionissimo"

sabato 2 gennaio 2010

“Un uomo solo è al comando; la sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi”. Con queste parole che hanno dell'epico, Mario Ferretti, voce del Giro d'Italia in un tempo in cui nel Paese non c'era ancora la tv, aprì la radiocronaca della Cuneo-Pinerolo, terz'ultima tappa della corsa rosa dell'edizione del 1949: Fausto Coppi giunse primo dopo i 254 km della gara e indossò la maglia rosa che tenne fino alla conclusione del Giro a Monza. Manco a dirlo, il secondo classificato della 32^ edizione del Giro fu Gino Bartali (a poco meno di 24 minuti).

Cinquant'anni fa, il 2 gennaio 1960, il "Campionissimo" se ne andava, intraprendendo l'ultima fuga della sua vita, stroncato dalla malaria che lo colpì in una battuta di caccia nella boscaglia attorno ad Ouagadougou dopo una corsa nell’Alto Volta, organizzata per festeggiare l’indipendenza del paese. E il 5 maggio saranno trascorsi 10 anni dalla morte di Gino Bartali.

In un articolo publicato da Repubblica, così Gianni Mura ricorda Coppi e la sua rivalità con Bartali: «Il rischio, quando si parla di Coppi, è che tutto è leggenda ed è facile, parlandone da morto, dire che ad entrare nella leggenda era predestinato. L'infanzia contadina, la bici come fuga e lavoro, le vittorie precoci (il primo Giro da gregario, presunto, di Bartali, nel 1940, attaccando proprio sull'Abetone, la montagna del rivale). E poi gli anni di prigionia in Africa, il ritorno alle corse, la Sanremo del '46 in capo a 147 km di fuga, iniziata sul Turchino, il Giro del '49 con la mitica Cuneo-Pinerolo: 192 km di fuga scalando cinque colli (Maddalena, Vars, Izoard, Monginevro e Sestriere), Bartali secondo a 11'52" e, alla fine, a 23'47". Fu la prima accoppiata Giro-Tour, nel '49. Esaltante perché a St. Malo, causa una caduta e un crollo di fiducia, Coppi era dietro di 36'35" rispetto a Marinelli, un italiano di Francia. Seduto sul bordo del marciapiede, in attesa che Binda arrivasse con la bici di riserva, Coppi continuava a dire "basta, voglio andare a casa" e solo le insistenze dei gregari (e di Bartali) lo indussero a ripartire. A Parigi vinse con 10'55" su Bartali, fedele alleato e 25'13" su Marinelli, al quale recuperò un'ora abbondante.
Coppi, senza Bartali, non sarebbe diventato Coppi. L'Italia dello sport ha sempre avuto fame di dualismi, e un dualismo migliore non si poteva immaginare. Il vecchio e il giovane (anche se la differenza era di 5 anni), il bianco e il rosso (Coppi in realtà votava come Bartali, insieme avevano firmato un manifesto pro-Dc prima delle elezioni del '48), il chiacchierone e il taciturno, l'uomo di ferro e l'uomo di cristallo (13 fratture nella carriera di Coppi). Il fedele fino alla morte alla moglie Adriana, l'adultero che lascia la moglie Bruna e la figlia Marina per Giulia Occhini, moglie del suo medico, nota come Dama bianca. Lei in carcere ad Alessandria, poi in soggiorno obbligato ad Ancona. Le nozze in Messico, il "figlio della colpa" nato in Argentina. È questa svolta nella vita sentimentale che contribuisce all'immagine (errata, ripeto) di un Coppi di sinistra. La si sarebbe potuta ribaltare, in base ad alcune caratteristiche. Coppi era timido, parlava poco, quando vinceva per distacco non alzava mai le braccia, sorrideva raramente ed era un sorriso triste, quasi a scusarsi di aver staccato tutti. Era più esigente coi gregari, ma non dispotico. Mi ha raccontato Alfredo Martini che alla partenza di un Tour stava male, era in coda al gruppo, e fu Coppi in persona a lasciarsi sfilare per passargli una borraccia d'acqua. "Ricambierai quando starai bene", disse, e tornò verso la testa del gruppo. Bartali, il riparatore di ingiustizie, aveva voce e modi da capopopolo, ma si sapeva che era terziario carmelitano e devoto di santa Teresa. Suo padre Torello, sterratore, era socialista convinto. Coppi tifava Torino, Bartali Juventus, ma solo perché i colori della maglia erano quelli del suo paese, Ponte a Ema, prima che l'inglobasse Firenze. Sia a Bartali sia a Coppi era morto un fratello ciclista in conseguenza di una caduta. Nel '39 Giulio Bartali, nel '51 Serse Coppi, miglior amico di Bartali quando tirava tardi alla vigilia delle corse, bevendo vino rosso e fumando Nazionali senza filtro (Gauloises quand'era in Francia). Coppi, mai fumato e i soli strappi (ostriche e champagne) lontano dalle corse. (...)
La predestinazione di Coppi al mito, ancora, sta nella sua morte precoce dovuta a malasanità, si direbbe oggi. Una malaria scambiata per influenza, all'ospedale di Tortona. Pare che Coppi volesse tornare dalla moglie Bruna. Bartali e Magni ne erano convinti. Brera era convinto che Coppi si fosse lasciato morire, avendo chiesto troppo al suo fisico delicato. Bartali aveva ingaggiato Coppi come balia del promettente Romeo Venturelli, alla San Pellegrino. C'è un filmato in cui i due campioni si sfottono, al Musichiere, sull'aria di "Come pioveva", con Bartali che allude alle tante pastiglie prese da Coppi e Coppi sta al gioco. Impensabile oggi, ma nel '59 si poteva scherzare anche sul doping. E si poteva morire di malaria il 2 gennaio 1960, morte assurda che garantisce immortalità».

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