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Monumenti illuminati contro la pena di morte

mercoledì 30 novembre 2005

Il 30 novembre del 1786 il Granducato di Toscana fu il primo stato europeo ad abolire dal proprio ordinamento la pena di morte. Per questo motivo, da quattro anni il 30 novembre è la gior­nata internazionale Città per la vita - Città contro la pena di morte. In questo giorno i monumenti simbolo di centinaia di città in tutto il mon­do ( dal Colosseo di Roma al palazzo della Moneda di Santiago del Cile ) sono illumina­ti per chiedere la sospensione delle esecu­zioni capitali. Roma, Bruxelles, Madrid, Ottawa, Città del Messico, Berlino, Barcello­na, Firenze, Venezia, Buenos Aires, Austin, Dallas, Antwerpen, Vienna, Napoli, Parigi, Copenaghen, Stoccolma, Los Angeles, Bogota, Santiago, Tokyo e circa quattrocen­to altre città piccole e grandi hanno aderito all'iniziativa.
Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, nel 2004 sono state registrate 3.797 esecuzioni in 25 paesi e almeno 7.395 persone sono state condannate a morte in 64 paesi. Oltre il 90 per cento delle esecuzioni è compiuto in un numero ristretto di paesi: Cina, Iran, Iraq, Vietnam e Stati Uniti ( che stanno raggiungendo quota mille esecuzioni, nel solo Texas ne sono state eseguite 354 - dal 1976, quando è stata ripristi­nata la pena capitale ). Ma i dati relativi alla Cina sono molto incerti: secondo alcune fonti le esecu­zioni sono quasi diecimila all'anno. Le buone notizie arrivano dall'Africa dove la pena capitale è applicata sempre più raramente: nel 2004 è sta­ta eseguita solo in tre paesi, Egitto, Sudan e Somalia ­dove sono state registrate nove esecuzioni contro le 56 accer­tate nel 2003 e le 63 del 2002. Nel giro di un anno, due gover­ni africani ( Senegal e Liberia ) hanno abolito la pena di mor­te. In Kenya, il presidente Mwai Kibaki ha commutato in ergastolo 195 condanne a morte.
In Marocco, Mohammed VI, re del Maroc­co, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'indipendenza del paese, ha concesso la grazia a die­cimila prigionieri. Tra questi ci sono anche 25 condannati a morte la cui pena è stata commutata in ergastolo. Da quando è salito al trono Mohammed VI non ha mai firmato una condanna capitale.
In questi giorni saranno a Roma i mini­stri della giustizia di dieci paesi africani per una conferenza internazionale su Africa, diritti umani e pena di morte. Il progetto, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, è sostenuto dalle principali associazioni inter­nazionali per i diritti umani raccolte all'inter­no della World coalition against the death penalty.
Sul sito http://www.santegidio.org/ si possono trovare le notizie sulla giornata e l'appello contro la pena di morte da firmare online.

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Beffato Ronaldinho !

martedì 29 novembre 2005

Clamoroso errore di "France Football", la rivista francese che assegna il Pallone d'Oro. Dopo un riconteggio dei voti dei giurati arrivati in redazione, è stato scoperto una falla nel sistema di conteggio che rivoluziona la classifica finale. Ad aver la meglio è stato quindi il brasiliano naturalizzato tedesco Antoninho che relega il giocatore del Barcellona e del Brasile Ronaldinho al secondo posto. Già gira in internet un filmato in cui Antoninho mangia per ben 4 volte di seguito la carbonara di Rezzo, senza l'assillo di dover colpire la traversa con la palla...
Dal Caña Team le più grandi felicitazioni ad un "grande" del calcio mondiale.

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Con Gattuso nasce il telefono che 'ringhia'

lunedì 28 novembre 2005

Ci sono i giocatori idolo, quelli inarrivabili, recintati nel privè di discoteche, scortati da amici ben torniti, chiusi in auto di lusso inespugnabili. E poi c'è Rino Gattuso, persona semplice e schietta, anche troppo gli rimprovera spesso il responsabile della comunicazione del Milan, che passa il tempo libero coccolando moglie e figlia di due anni o passeggiando tranquillamente col suo labrador. Così, non sorprende che sia stato proprio Rino il primo a decidere di abbattere le barriere tra l'intoccabile mondo del calcio ed i suoi tifosi. Gattuso, infatti, ha aderito con entusiasmo alla proposta dell'imprenditore Fabrizio Lombardo, che l'ha scelto come precursore di un progetto molto interessante ed innovativo. L'idea è semplice nelle sue fondamenta: aprire una linea diretta tra il giocatore del Milan ed i suoi fans. Le modalità per portarla a compimento sono, forse, ancora più agevoli: i tifosi chiamano un numero verde e il loro nominativo viene inserito in un data base. Il sistema avvisa con un sms gli utenti quando Gattuso è disponibile per la chiacchierata quotidiana. A questo punto, chiunque fosse interessato, può comporre un numero per parlare direttamente con Rino. Naturalmente, non sono assicurate frequenza e durata delle telefonate, perchè comunque il tutto dipenderà dalla disponibilità di tempo offerta da Gattuso, ma anche dalle curiosità del pubblico e dalla originalità delle risposte che, conoscendo Rino, ne siamo convinti, saranno tante e scateneranno certamente l'ilarità degli interlocutori. In tutti i casi, chi comporrà il numero, attenderà il suo turno ascoltando le conversazioni dei "colleghi", cominciando così a soddisfare la sua sete di conoscenza su vita professionale e non del suo idolo. Come detto, il "telefono che ringhia" rappresenta solo il progetto pilota, visto che l'intenzione è quella di allargare l'iniziativa ad altri protagonisti. I tifosi, così, potrebbero finalmente coronare il sogno di parlare con il proprio beniamino, a costi piuttosto modici ( 1 euro ), e, magari, fare anche del bene, come nel caso di Gattuso, che ha deciso di devolvere tutto il suo ricavato alla Fondazione Forza Ragazzi, nata per costruire strutture sportive e centri ricreativi nella sua Calabria. A proposito di persone semplici, umili e disponibili e sperando che anche altri ne seguano l'esempio.
Fonte: www.goal.com

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IO CHE SONO IMPARATO: il libro della settimana

sabato 26 novembre 2005


Come ogni sabato vi proponiamo la rubrica culturale di canateam.blogspot.com.
Il libro scelto per questa settimana è "Cucinare col Chivas in 10 minuti" di Andrea G. e Michele B.
Un libro "alcolico" scritto da due menti astemie !

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Sul campo 7, nella vita 4 !

venerdì 25 novembre 2005

Alla fine George Best ha finito di soffrire. La lunga agonia del campione devastato dall'alcool e a una macchina per respirare è terminata questa mattina al Cromwell Hospital di Londra, dove era ricoverato dall'inizio di Ottobre in terapia intensiva. Le sue condizioni erano preoccupanti da diversi giorni a causa di una grave infezione ai polmoni.
Best era nato il 22 maggio 1946 in un quartiere povero di Belfast, Irlanda del Nord. Riconosciuto da tutti come uno dei più forti giocatori di ogni tempo, Best ha giocato 12 stagioni con la maglia del Manchester United, con cui ha vinto due scudetti e una Coppa dei campioni. Grazie a memorabili giocate e a strabilianti dribbling, Best ha unito la forza in campo alla popolarità . Nel 1968 vinse il Pallone d'oro e nel 2004 venne premiato come miglior sportivo britannico di tutti i tempi. Con la maglia dell'Irlanda del Nord ha disputato 37 partite segnando 9 reti. L'alcool ha però condizionato fortemente la sua vita, causandogli guai con la giustizia e, soprattutto, molti problemi di salute.
Di George Best tutti ricordano la famosa frase: «Ho speso molti soldi in donne, alcol e auto sportive, il resto l'ho sperperato». Ma forse ce n'è un'altra che vale qualcosa in più: «Se non fossi stato così bello, di Pelè non avreste neanche sentito parlare». Giusto per contraccambiare a modo suo quello che lo stesso Pelè aveva detto di lui e cioè che era il miglior calciatore del mondo. Ma Best era questo, tutto tranne che un diplomatico. Recentemente dell'eroe nazionale, che ricopre lo stesso ruolo che fu suo, David Beckham, disse: «Non calcia di destro, non calcia di sinistro, non segna molto, non colpisce di testa, non va in tackle. A parte questo, è a posto».
Domenica scorsa il suo agente Phil Hugues aveva fatto pubblicare, su richiesta dello stesso Best, una foto in cui l'ex campione dello United appariva pallido e morente; l'ultimo messaggio di Best: «Ragazzi, non morite come me».

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Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno...

Tratto dalla Home Page dei Modena City Ramblers

Con immenso dispiacere ma grande serenità ...

Dopo 14 anni di canzoni, palchi, viaggi ed esperienze condivise, per scelte di vita ed esigenze personali, Stefano "Cisco" Bellotti ha deciso di prendere un'altra strada rispetto a quella dei Modena City Ramblers. Dopo un lungo periodo di riflessioni e confronto, in completo accordo, rendiamo pubblica questa decisione. Nulla di ciò che è stato fatto assieme andrà perduto e rappresenta un patrimonio comune.
I nostri percorsi futuri rimarranno comunque figli degli stessi ideali, propri di una grande famiglia.

Cisco, Robby, Kaba, Franco, Fry, Massimo

È un momento molto triste per la storia della musica italiana ed il Caña Team partecipa alla decisione dei Modena City Ramblers !

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Realitisciò

mercoledì 23 novembre 2005

Ieri sera ( grazie a Dio ) è terminata la trasmissione televisiva "La Talpa".
Naturalmente, oggi, tutti a commentare l'epilogo della "simpatica" trasmissione... stando ben attenti a iniziare la frase con un bel "io non l'ho mai visto, pero...".
Non abbiamo visto "La Talpa", non abbiamo visto "L'Isola dei Famosi", non abbiamo votato Berlusconi, non siamo andati sulla Luna... quanto tempo deve ancora passare per autoconvincerci che ciò che ci fa vedere la televisione ( o che votiamo ) è solo lo specchio della società , quello che vogliamo vedere.
Se queste trasmissioni sono viste dal 50% dei telespettatori, vuole dire che ( statisticamente ) se non le ho guardate io, sei stato tu...
Il problema non è che ci sono i reality-show, ma che qualcuno li guarda.
La soluzione ? Spegnere la tv e ascoltare un po' di musica, leggere un libro o "studiare".
Oppure non frequentare le mense aziendali...

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L'influenza dei potenti

martedì 22 novembre 2005

La notizia che ci arriva dalla Nuova Zelanda è a dir poco disarmante: il pappagallo di Roman Abramovic è stato messo in quarantena per paura dell'influenza aviaria. Invece di Crespo, non poteva comprare un vaccino per il suo volatile ?

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Parigi in fiamme

lunedì 21 novembre 2005

Situazione "incandescente" in Francia, dopo lo scoppio delle violenze nelle periferie di Parigi - abitate in maggioranza da cittadi­ni di origine straniera - e in trecento comuni francesi.
In un discorso alla nazione, il presidente Jacques Chirac ha parlato di "malessere profon­do" della società. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio così commenta la situazione francese:
«Parigi brucia. Non ci vuole molto per capire che l'immigrazione senza inte­grazione, le periferie lasciate a se stesse e lo sfruttamento di una manodope­ra a basso costo possono diventare, prima o poi, un problema incandescente. In Italia chi racconta la vita degli immigrati rischia di finire sotto inchiesta. È accaduto nel campo di Lampedusa dove gli immigrati - irrisi come clandestini e considerati colpevoli di non essere annegati nel Mediterraneo - sono costretti a sopportare piccole e grandi umiliazioni. Il libro verde della Commissione europea sullo sviluppo demografico definisce gli immigrati una risorsa economica contro lo spopolamento dell'Europa. Ma chi pensa che la soluzione sia il modello nordest ­lavorate e poi sparite, non ha capito nien­te. L'integrazione anche sociale è l'unica speranza per l'Europa».

Il bilancio di venti notti di violenze è di un morto, decine di poliziotti feri­ti - alcuni da colpi di arma da fuoco - e quasi diecimila automobili incendiate ( una piccola quota di quelle a cui è stato dato fuoco dall'inizio dell'anno in Francia ). La polizia ha fermato circa tremila giova­ni. Le violenze sono scoppiate dopo la morte accidentale di due giovani d'origine maghre­bina che credevano di essere inseguiti dalla polizia.

Ma la fotografia più realistica della situazione parigina è della disegnatrice Marjane Satrapi:
«In due settimane di rivoluzione in Francia ho visto, letto e ascoltato di tutto. Secondo la stampa mondiale, soprattutto quella americana che non perde occasione di puntare il dito contro la Francia, Parigi stava bruciando all'inferno. In effetti la situazione non era, e non è, molto tranquilla. Ma se chi vive a Parigi voleva credere che non stesse succedendo niente, beh poteva farlo, perchè a Parigi non stava succedendo niente. Ma la cosa più incredibile l'ho sentita alla radio: qualche sera fa, verso le otto e un quarto, improvvisamente la rivoluzione si è fermata. Nessuno per strada, niente incendi, niente scontri. Centodieci minuti dopo, cioè verso le dieci e mezza, la rivolta ha ripreso alla grande. Auto in fiamme, vetrine spaccate. Ebbene sì, tra le otto e un quarto e le dieci e mezza si giocava Paris Saint-Germain a Monaco. Il che la dice lunga su questa rivolta. E significa anche che la calma tornerà al più tardi l'estate prossima, con i mondiali del 2006».

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«Allegria !»

sabato 19 novembre 2005

Nella settimana in cui una delegazione di amici invade Cologno Monzese per partecipare alle registrazioni di Passaparola condotta da Gerry Scotti, la televisione italiana festeggia il 55esimo compleanno del quiz televisivo.
Il 19 novembre del 1955 Mike Bongiorno presentò ai telespettatori la primissima puntata del suo quiz ( ancora senza concorrenti, quelli arrivarono una settimana dopo ); la Rai aveva iniziato le trasmissioni da meno di un anno, i televisori nel nostro Paese erano ancora pochi e molti si domandavano se valeva davvero la pena di acquistare quell'ingombrante elettrodomestico.
«Lascia o raddoppia ?» divenne presto l'appuntamento fisso del giovedì sera; il meccanismo era semplice: un elenco di domande e un montepremi che si moltiplica per due ogni volta che la risposta risulta corretta, fino ad un massimo di cinque milioni e 120 mila lire.
Un format a metà tra l'americano «The $ 64,000 Question» ed il francese «Quitte ou double?» ( «Lascia o raddoppia ?», alla lettera ).
Per l'Italia degli anni Cinquanta fu una vera e propria rivoluzione e il suo successo fu così grande da provocare le proteste dei proprietari di cinema. All'inizio, infatti, il programma andava in onda al sabato, proprio la sera in cui si usciva più volentieri di casa per vedere un film. Lo spostamento al giovedì fu deciso per placare le polemiche, ma non bastò
a far passare la "febbre da quiz". E così anche nelle sale cinematografiche, a metà spettacolo, si accendeva il televisore per vedere come sarebbe andata a finire la puntata.
Davvero altri tempi quelli; ma oggi come allora la voglia di giocare di noi italiani e più che mai travolgente. «È la tua risposta definitiva ?». «Accendiamola».

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IO CHE SONO IMPARATO: il libro della settimana



Inauguriamo oggi la rubrica culturale di canateam.blogspot.com: IO CHE SONO IMPARATO.
Il libro scelto per questa settimana è "Dichiaro guerra all'equipe..." di Simone "Viançen".

Un libro da leggere tutto d'un fiato... cercando di non ridere prima della terza pagina !

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Mai più senza !

venerdì 18 novembre 2005

Rilassati con la MassageBall USB !!
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Benedetta Germania

Per la seconda volta nella storia, i canguri accedono alla fase finale di un Mondiale: proprio come 32 anni fa, quando la manifestazione iridata fu ospitata in terra tedesca. Ci sono voluti i calci di rigore per determinare chi tra Australia e Uruguay avesse il diritto di partecipare ai Mondiali del 2006; decisivo l'errore dal dischetto di Zalayeta, al pari del penalty decisivo trasformato dall'ex giocatore della Cremonese John Aloisi.
Davanti agli 83mila spettatori accorsi allo Stadio Olimpico di Sidney, la squadra di Hiddink ribalta con Bresciano lo 0-1 dell'andata, ma solo alla lotteria dei rigori riesce a trovare il colpo da ko per festeggiare una qualificazione che manca dal 1974.
Strano feeling quello tra Germania e Australia; e noi, in attesa di poterli incontrare a Sidney nel 2008, per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, ci complimentiamo con gli amici australiani, che guarda caso abbiamo conosciuto nell'agosto scorso a Colonia, in Germania.

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Una fontana di Euro !

mercoledì 16 novembre 2005

Non c'è turista che possa resistere: quando si passa davanti alla fontana di Trevi il lancio della monetina è d'obbligo. Si calcola che nelle acque del famoso monumento barocco vadano a finire circa 500.000 Euro all'anno. Ogni lunedì le monete vengono raccolte dal personale di un'impresa di pulizie e donati alla Caritas. È stata proprio quest'ultima a notare il progressivo calo dei soldi che venivano raccolti e a denunciare il fatto alla polizia.
A breve distanza di tempo, quattro uomini delle pulizie sono stati arrestati per furto. Se lo avessero saputo il Gatto e la Volpe, avrebbero portato Pinocchio alla fontana di Trevi e non al Campo dei Miracoli...

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Farsi guidare dalla "panza"

Dare retta al proprio istinto è una di quelle cose più pericolose, ma che alla fine portano il maggior risultato. Enzo G. Baldoni ( copy e giornalista, rapito nell'agosto del 2004 in Iraq mentre guidava un convoglio della Croce rossa italiana e successivamente ucciso ) lo chiamava farsi guidare dalla "panza".

La sua "panza" lo ha guidato ( e, forse, anche salvato ) la prima volta che è stato in Colombia, nell'estate del 2001. In sette settimane di «casi e coincidenze», incontra cantanti d'opera, femminielli e tossicodipendenti a Bogotà . Abbandona la capitale per un accampamento della Farc nella selva colombiana. Conosce guerrigliere e comandanti, contadini e tassisti, descrive, appunta, fotografa, senza mai abbandonare quello sguardo divertito, curioso e partecipe che rendeva così speciali i suoi reportage. Questo è un brano tratto dal libro "Piombo e tenerezza" ripubblicato da "Diario" nella primavera del 2005.

Piove. Giornata così così, nulla di nuovo. Avevo un invito a cena fuori, ma ho declinato. Sono tornato presto in albergo, mi sono sdraiato sul letto, mi sono visto un po' di televisione, grato al Dio che ha inventato la pigrizia, e la libertà di scegliere.
Poi, verso le otto, sono salito al piano superiore, al Mirador, il piccolo ristorante che domina i tetti e le chiese della Candelaria.
Il Mirador ( al contrario della Scala, il ristorante nel patio, che è specializzato in cucina mediterranea ) prepara piatti tipici sudamericani, e colombiani in particolare.
Scelgo a caso: ordino il puchero, ha un nome che mi piace.
Arriva il sogno della mia vita: riso bianco, una montagna di verdure bollite di cui, a parte la patata, non so nemmeno lontanamente il nome e, nascosti sotto le verdure, una coscia di pollo lesso e due bei pezzi di manzo. A parte, una scodella di caldo: il brodo.
Ordino un bicchiere di vino tinto, ci sta troppo dentro. Mangio lentamente, con grande goduria. Finisco con una coppa di guayaba, guarnito di pezzettini di formaggio fresco.
Dopo cena, di ottimo umore, vado nella sala de la chimenea, il salone con camino al primo piano da cui si vedono tutti e due i patio dell'albergo ( sono due vecchissime case coloniali unite insieme ) e mi siedo con un buon libro ( La vergine dei sicari, un libro di un cinismo assoluto sui giovanissimi sicari di Medellín ). Arriva la premurosa ama de llaves, la governante, chiama Horacio, gli chiede di accendere «un fuego por el señor Baldoni».
Horacio è il Maggiordomo Che Tutti Vorremmo Avere, ha il giusto equilibrio tra confidenza e discrezione, è un discreto sommelier e, siccome mi vede sempre solo, tende a coccolarmi. Quando ha finito di accendere il fuoco mi fa:
«Señor Baldoni, si usted me permite...».
«Si, Horacio ?»
«Hay casi todo: el fuego, el libro, una situación muy agradable... falta solo un traguito ( manca solo un bicchierino )...»
«E vada per il traguito.»
«Si, señor. ¿ Ron ?»
«Ron, Horacio.»
Fuori piove, l'eterno autunno bogotano. Mi godo il fuoco acceso, il ron, il pasto, il libro, la musica classica che filtra tenue dalla pareti pannellate di quercia. Il libro è bello, avvincente, affilato.
Su, riconosciamolo. Potrebbe andar peggio.

Oh capitano mio capitano...

lunedì 14 novembre 2005

Per anni è stato titolare indiscusso del centrocampo della Roma, tanto da conquistarsi la Nazionale. Damiano Tommasi, veronese, dopo quasi un anno e mezzo di assenza per un infortunio che gli ha sbriciolato i legamenti del ginocchio, costringendolo a una operazione delica­tissima e a una riabilitazione lunga e dolorosa, è tornato in campo il 30 ottobre; vista l'assenza di Totti, il suo compagno Christian Panucci gli ha ridato sportivamen­te i gradi di capitano: 26 minuti giocati senza paura davanti alla difesa. Sono passati sedici mesi e l'Olimpico gli tributa così un lunghissimo applauso. Ma il fatto di cronaca è un altro. Damiano Tommasi si è fatto ridurre lo stipendio: 1.500 euro al mese. Cifre che, per il calcio odierno andato nel pallone, fanno girare la testa. D'altra parte il carattere di Damiano non lo scopriamo di certo oggi; il centrocampista giallorosso è da sempre impegnato in iniziative di solidarietà . Però questo fatto fa comunque riflettere. Su questa sua decisione non sono ancora giunti i commenti del milionario Recoba, nè dello spento Adriano, nè tantomeno del capriccioso Cassano, suo compagno nella Roma. Bentornato Damiano.

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Tecnologie

sabato 12 novembre 2005

Dopo un mese passato a montare il video di Colonia ( tralasciando lo "studio"...! ), solo qualche ora per aprire un blog !
Volevamo trovare un modo per stressare l'anima alle persone come fa quotidianamente Michele, ma senza l'assillo degli SMS... Insomma chi ha voglia (o è masochista) può, comodamente, venirci a trovare...
Volevamo l'erba voglio, ma l'erba voglio nasce soltanto nel giardino dei Re. Volevamo che il Caña Team diventasse immortale come gli "Amici dell'amaro Montenegro"... E, soprattutto, quella sera ci mancava un quarto per "studiare" come Dio comanda... Le nuove tecnologie sono davvero strane: tanto tempo per un DVD ( il primo di una lunga serie ? ) e così poco per un blog ? E, soprattutto, non si staranno mica montando la testa ?
NO ! Non ce la stiamo montando, anche perchè non avendola, è difficile montarla...

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Like a Berlusconi

Se non il favorito almeno per noi italiani era certamente il candidato più conosciuto per le elezioni presidenziali in Liberia, le prime dopo 14 anni di guerra civile. In tanti erano pronti a scommettere sulla vittoria di Gorge Weah come futuro capo di Stato della Liberia, ma nello scontro al ballottaggio l'ha spuntata la sua avversaria, la signora Ellen Johnson-Sirleaf, 66 anni, economista laureata ad Harvard e consulente dell'Onu e della Banca Mondiale.
Alcuni mesi fa, quando aveva presentato la sua candidatura e il suo programma, Weah aveva ricordato il suo ex presidente quand'era giocatore nel Milan: «Io voglio bene a Berlusconi e gli sono riconoscente. Mi ha dato dei suggerimenti, ma non è stato il solo. Ho parlato anche con Nelson Mandela che mi ha incoraggiato e consigliato».

Oggi, quando i risultati delle elezioni sono praticamente definitivi, l'ex attaccante liberiano, vincitore al primo turno, ha presentato un ricorso sostenendo di avere "sostanziose prove" di brogli nel ballottaggio e ha mostrato alcune schede che sarebbero state contraffatte.
Non sappiamo quali consigli abbia ricevuto da Berlusconi e quali da Mandela, certamente non abbiamo dubbi su chi abbia suggerito a Weah di parlare di brogli ad elezioni perse.

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The Wall

mercoledì 9 novembre 2005

9 novembre 1989, data che è già sui libri di storia. Per chi si sta ancora chiedendo cosa sia successo in quel giorno, la spiegazione è semplice: la sera di 16 anni fa cadeva dopo 27 lunghissimi anni il Muro di Berlino. La storia del mondo da quel momento è cambiata. E forse è cambiata anche un po' la nostra storia: riuscite ad immaginarvi Renzo senza la polacca, Viancio senza serbi, l'Addolorata senza don Taddeo ?
Beh, se quella sera non fosse mai esistita, sarebbe proprio un altro mondo !

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Eccoci in tutta la nostra virilità


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Minessi... ci senti ?

martedì 8 novembre 2005

Fino ad oggi ci eravamo promessi di non fare mai un blog. Passi che ce l'abbia un giornalisata freelance, ma il Cervo no !!

Così da una sua costina nasce il Blog ufficiale del Caña Team.

Oggi è un grande giorno, stappiamo una bottiglia di vino buono e facciamoci polenta e Cervo.... no, meglio una bottiglia di birra.

Hasta Luego !