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Monumenti illuminati contro la pena di morte

mercoledì 30 novembre 2005

Il 30 novembre del 1786 il Granducato di Toscana fu il primo stato europeo ad abolire dal proprio ordinamento la pena di morte. Per questo motivo, da quattro anni il 30 novembre è la gior­nata internazionale Città per la vita - Città contro la pena di morte. In questo giorno i monumenti simbolo di centinaia di città in tutto il mon­do ( dal Colosseo di Roma al palazzo della Moneda di Santiago del Cile ) sono illumina­ti per chiedere la sospensione delle esecu­zioni capitali. Roma, Bruxelles, Madrid, Ottawa, Città del Messico, Berlino, Barcello­na, Firenze, Venezia, Buenos Aires, Austin, Dallas, Antwerpen, Vienna, Napoli, Parigi, Copenaghen, Stoccolma, Los Angeles, Bogota, Santiago, Tokyo e circa quattrocen­to altre città piccole e grandi hanno aderito all'iniziativa.
Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, nel 2004 sono state registrate 3.797 esecuzioni in 25 paesi e almeno 7.395 persone sono state condannate a morte in 64 paesi. Oltre il 90 per cento delle esecuzioni è compiuto in un numero ristretto di paesi: Cina, Iran, Iraq, Vietnam e Stati Uniti ( che stanno raggiungendo quota mille esecuzioni, nel solo Texas ne sono state eseguite 354 - dal 1976, quando è stata ripristi­nata la pena capitale ). Ma i dati relativi alla Cina sono molto incerti: secondo alcune fonti le esecu­zioni sono quasi diecimila all'anno. Le buone notizie arrivano dall'Africa dove la pena capitale è applicata sempre più raramente: nel 2004 è sta­ta eseguita solo in tre paesi, Egitto, Sudan e Somalia ­dove sono state registrate nove esecuzioni contro le 56 accer­tate nel 2003 e le 63 del 2002. Nel giro di un anno, due gover­ni africani ( Senegal e Liberia ) hanno abolito la pena di mor­te. In Kenya, il presidente Mwai Kibaki ha commutato in ergastolo 195 condanne a morte.
In Marocco, Mohammed VI, re del Maroc­co, in occasione del cinquantesimo anniversario dell'indipendenza del paese, ha concesso la grazia a die­cimila prigionieri. Tra questi ci sono anche 25 condannati a morte la cui pena è stata commutata in ergastolo. Da quando è salito al trono Mohammed VI non ha mai firmato una condanna capitale.
In questi giorni saranno a Roma i mini­stri della giustizia di dieci paesi africani per una conferenza internazionale su Africa, diritti umani e pena di morte. Il progetto, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, è sostenuto dalle principali associazioni inter­nazionali per i diritti umani raccolte all'inter­no della World coalition against the death penalty.
Sul sito http://www.santegidio.org/ si possono trovare le notizie sulla giornata e l'appello contro la pena di morte da firmare online.

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