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"Sudafrica nel pallone": il Mondiale ci ha rotto... i timpani

domenica 20 giugno 2010


A poche ore dalla seconda partita dell'Italia in Sudafrica, ecco altre notizie e curiosità sui Mondiali.

LA FRANCIA SEMPRE AL CENTRO DELLE POLEMICHE - È quasi certo che il Mondiale della Nazionale Francese si concluderà anzitempo, al termine del primo turno. Della disfatta della squadra allenata da Domenech, in patria, probabilmente ne avevano sentore fin dall'inizio della spedizione sudafricana: alcune catene commerciali hanno abbinato alle sconfitte dei francesi promozioni per l’acquisto di televisori. Per pubblicizzare il rimborso totale del costo dei televisori se la Francia diventerà Campione del Mondo la società Saturn ha ideato una battuta su Domenech: “Se la Francia vince, Saturn vi rimborsa la tv. Raymond te ne comprerai una?”. Non molto diversa la proposta di Carrefour, sponsor della Nazionale: rimborso del 50% sui televisori nel caso di Francia in finale, il 25% in caso di semifinale. Poiché nessuno lancia campagne promozionali per perdere soldi, è lecito sospettare che i francesi abbiano davvero riposto poca fiducia in Ribery e compagni.
Iniziative analoghe erano state promosse anche nel nostro Paese durante il Mondiale del 2006 ma in quell'occasione portarono bene e così la vittoria degli Azzurri in finale regalò a molti italiani una grande gioia e un televisore nuovo.

RICHIESTE DA CAMPIONI - Vi abbiamo già segnalato le pretese della Nazionale Argentina e del suo ct per il ritiro in Sudafrica. Non da meno sono i brasiliani, che esigono una piscina riscaldata esattamente a 32 gradi, i messicani, che si sono fatti accompagnare dal loro prete, e i ragazzi di Lippi, che non rinunciano alla pasta italiana, ai propri attrezzi da palestra e alla connessione via cavo per vedere la tv nostrana.
La modesta Slovenia si accontenta di due tavoli da ping-pong e una macchinetta elettrica per giocare a freccette.

SOTTOFONDO ASSORDANTE - Seguendo in tv o in radio le partite del Mondiale sembra di rivivere le finali di Coppa Intercontinentale giocate negli anni '80 e '90 a Tokyo. Per tutta la durata dell'incontro i tifosi dagli spalti continuano a sostenere le squadre in campo, ma non solo con cori, grida o boati. A Tokyo era il suono delle trombette ad aria compressa, in Sudafrica è quello delle vuvuzelas, trombette a fiato della lunghezza approssimativa di un metro che sono diventate una sorta di simbolo del calcio sudafricano.
L'origine del suo nome è controversa: potrebbe infatti derivare da un termine zulu che significa "fare rumore", ma anche dal suono "vuvu" emesso dallo strumento che ricorda il ronzio di un intero sciame d'api.
L'uso della vuvuzela è stato a volte impedito all'interno degli stadi. Dato che però questo strumento è un elemento caratteristico della cultura e delle tradizioni sudafricane, la FIFA ha deciso di permettere l'ingresso della vuvuzela all'interno degli stadi dal 2008, consentendone l'utilizzo anche durante le partite del Mondiale dopo alcune lamentele sorte durante lo svolgimento della FIFA Confederations Cup 2009.
Mentre in questi giorni, in Sudafrica, si registrano vendite boom di tappi per le orecchie, considerati il miglior antidoto contro le ormai famose vuvuzelas (pare che nelle farmacie di diverse città siano ormai quasi introvabili), i tecnici di molte emittenti di tutto il mondo, bersagliate da centinaia di proteste da parte dei telespettatori, si sono messi al lavoro per ridurre al minimo il volume delle vuvuzelas nelle dirette delle partite.

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Spillato dal Caña Team alle 08:00 -

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