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"Sudafrica nel pallone": dubbi, lacrime, speranze

sabato 3 luglio 2010


TROPPI INVIATI E POCHE PARTITE - Se si trattasse di sicurezza si potrebbe parlare di un massiccio spiegamento di forze. In effetti la RAI ha inviato in Sudafrica per seguire il Mondiale più di 100 collaboratori, il doppio di quelli schierati da Sky. E ovviamente le polemiche non si sono sprecate. Il Comitato di redazione di RaiSport ha voluto puntualizzare che «le "missioni" delle due reti nazionali tedesche Ard e Zdf sono costiutite da quasi 1000 unità. La Bbc ne schiera 150, la tv francese TF1 200, contro i 60 di Rai Sport tra impiegati, giornalisti, telecineoperatori e circa 70 unità operative della produzione tv».
Non vogliamo entrare nella polemica sui numeri, però in merito a quella sul rapporto qualità/prezzo vorremmo dire alcune cose: la Rai trasmetterà in totale 25 delle 64 partite giocate in Sudafrica, con copertura integrale delle sole semifinali e finali, perchè ha ceduto i diritti di metà Mondiale a Sky in un accordo che comprende anche l'edizione del 2014 e le Olimpiadi del 2012.
Liberatasi della diretta delle partite non ci è chiaro il perchè la Rai abbia dovuto occupare diverse ore di programmazione con ben quattro rubriche quotidiane infarcite di ospiti e situazioni francamente evitabili: a Mondiali Rai Sprint si cerca un fidanzato per Linda Santaguida, a Notti Mondiali l’ex arbitro Daniele Tombolini si è inventato un fantastico gioco sul vero mestiere degli arbitri e Giampiero Galeazzi suona la vuvuzela in compagnia di Maurizio Costanzo...
Da tempo ormai nel nostro Paese va di moda il calcio parlato; ci accontenteremmo di quello... anche se quello giocato è francamente molto più appassionante.

BELLE STATUINE - Non stiamo parlando della difesa della Nazionale italiana, anche se era da 40 anni (21 giugno 1970 a Città del Messico, Brasile-Italia 4-1) che l'Italia non subiva tre reti in una partita dei Mondiali come è invece successo nel 2-3 con la Slovacchia. Natale è ancora lontano ma si sa che i napoletani son sempre pronti a sfottere: così l’artigiano Genny Di Virgilio ha realizzato la statuetta di Marcello Lippi che piangendo impugna la valigia simbolo della disfatta in Sudafrica. Ecco il Lippi della sconfitta, la più umiliante nella storia della Nazionale.
Nei giorni scorsi il maestro pastoraio di San Gregorio Armeno ha dedicato una statuina anche a Diego Armando Maradona, ct della nazionale argentina.

RALLENTA L'INTIFADA - Leggendaria fu la vittoria di Gino Bartali al Giro di Francia il 15 luglio 1948 che, secondo molti, avrebbe addirittura risparmiato all'Italia una sanguinosa guerra civile dopo l'attentato a Palmiro Togliatti. Ma a riprova che i grandi eventi sportivi riescono a distrarre gli animi dalla politica, ecco arrivare dalla Cisgiordania una conferma: durante i Mondiali sudafricani, gli attacchi a colpi di pietre dei palestinesi contro i soldati israeliani, la cosiddetta «Intifada», si sono ridotti del 50 per cento.
Nell'area occupata dal 1967 dall'esercito israeliano vivono circa 2.163.000 persone, in maggioranza palestinesi. La convivenza è ovviamente difficoltosa visti i continui incidenti che scoppiano pressoché quotidianamente tra palestinesi e truppe d'occupazione. Il copione prevede rapide incursioni di gruppi di giovanissimi armati di sole pietre, una strategia conosciuta appunto come "Intifada" che in arabo significa "rivolta", "sollevazione".
Da quando sono iniziati i Mondiali sudafricani le partite hanno subito catalizzato l'attenzione generale. Gli arabi infatti, anziché scendere in strada a tirar pietre contro i militari con la stella di Davide, hanno preferito rimanere in casa a seguire le vicende del calcio. Secondo il quotidiano Maariv le autorità militari israeliane hanno constatato con sorpresa e soddisfazione come nelle ultime settimane la casistica delle violenze abbia rilevato solo una ventina di sassaiole, il numero più basso da un decennio a questa parte.

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Spillato dal Caña Team alle 08:00 -

1 boccali pieni:

Continua lo sport nazionale. Tutti contro gli sconfitti, soprattutto contro il CT. Errori ci sono stati: si poteva convocare un paio di piedi buoni in più, portare in Sud Africa uno juventino in meno, far giocare di più Di Natale e Quagliarella, ma poi...? Non vedo fenomeni che ci avrebbero fatto superare gli ottavi, ammesso che ci avessere tirato fuori dal girone eliminatorio. Con quale grande campione sostituire Cannavaro? Chiellini non era ritenuto uno dei migliori difensori (perchè lo cercano allestero?) Pirlo era infortunato e Gattuso non è sembrato quello di Berlino. La vera questione è che in Italia, tutte le squadre, mancano di un gioco capace di imporsi o di contenere con intelligenza e ripartire. Giochiamo (non illudiamoci dell'illusionista Mourinho, il merito è al 50% di Mancini!) un calcio da squadrette. E anche Lippi non poteva fare di meglio. Diamogli la sua parte di colpa, ma ricordiamo sempre che Lippi è legato alla vittoria del 2006: la dobbiamo anche a lui, ai cambi giusti, alla capacità di fare spogliatoio. E' uno dei pochi CT che ci ha dato un mondiale, un europeo o un posto sul podio. Nonostante tutto GRAZIE Lippi!
Calciofilus
    detto da Anonymous Anonimo - lunedì 5 luglio 2010 18:19:00 CEST  

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