A lezione di elezioni
lunedì 20 novembre 2006
Non è un gioco di parole e neppure un nuovo scioglilingua. È quello che sta accadendo in Bhutan, minuscolo e immobile regno nel cuore dell'Himalaya, schiacciato dalla Cina a nord e dall'India a sud.Qui da cent'anni governa un re e dunque nemmeno i cittadini più vecchi hanno mai visto una scheda elettorale o un’urna. Ma è alle porte una grossa "rivoluzione". Jigma Singye Wangchuck, l'attuale re, ha deciso che nel 2008 si voterà per eleggere un Parlamento e ha stabilito che saranno elezioni in due puntate: al primo turno si potranno presentare tutti i partiti e i candidati che ne sentissero il desiderio. Per il secondo, resteranno in gara solo i due partiti con più voti.
Vuole però che si arrivi preparati all’appuntamento con schede e candidati: così migliaia di funzionari statali sono tornati a scuola per imparare come si dividono le città in Collegi elettorali, dove si mettono le «X» per le preferenze, come funzionano gli scrutini... E non basta. Malati di perfezionismo, i bhutanesi vogliono anche fare una prova generale. Tra circa un anno ci saranno elezioni simulate ( e se i cittadini si dimostreranno preparati, poi si farà sul serio nel 2008 ) e tutti, finti scrutatori e finti votanti, finti candidati e finti partiti, dovranno partecipare.
Chissà se i bhutanesi ( ndr: dai non ridete... è il loro nome ) si inventeranno anche un finto Bruno Vespa per conoscere i finti exit-poll ?
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