Tu chiamale se vuoi emozioni... mondiali
domenica 9 luglio 2006

Al termine della vittoriosa partita Italia ed Ucraina, tra lo stupore generale dei presenti, Claudio "Ciuchino" disse: «Quest'anno il Mondiale lo vinciamo noi !». E tutti a fare gli scongiuri.
Sconvolta dall'ennesimo scandalo calcistico, l'Italia è finita nel pallone curiosa delle intercettazioni, divisa nelle condanne processuali, letteralmente travolta da un entusiasmo contagioso.
Con tante speranze e poche certezze la Nazionale di Lippi si è affacciata alla competizione mondiale con l'intento di non sfigurare e soprattutto la voglia di ridare un'immagine al nostro calcio. Ogni partita ha avuto i suoi eroi, è questa è stata forse la vera forza degli azzurri. Non uno solo, ma il gruppo.
Per chi, come noi, nell'82 era troppo piccolo per festeggiare è finalmente arrivata l'occasione; nel '94 furono i rigori sbagliati da Baresi, Massaro e Baggio a condannarci contro il Brasile di un giovanissimo Ronaldo; nel 2000 furono il gol di Wiltord allo scadere e il golden gol di Trezeguet a far rimare strozzato in gola il grido d'esultanza per un Europeo ormai vinto.
Questa volta no. Grazie al pareggio di Materazzi, grazie agli operai Cannavaro, Gattuso e Zambrotta, ma anche al lavoro di tutta la squadra, la quarta stellina è arrivata.
A Marco Civoli è riuscito alla prima occasione quello che mai Bruno Pizzul è riuscito fare; gridare al microfono: «Campioni, campioni, campioni, campioni !».
Come ventiquattro anni fa il pallone si è rialzato dalla polvere e un paese intero ha potuto esultare mostrando orgoglioso il tricolore. Abbracci, urla, lacrime, caroselli, bagni nelle fontane, fuochi d'artificio; ognuno festeggia a suo modo.
Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni...
