Onorevole, ma non troppo
mercoledì 25 gennaio 2006
Ad Aprile ci saranno le elezioni. E nelle ore successive ci sarà gran fermento nelle segreterie di partito in attesa dei risultati. C'è chi, però, aspetta ancora quelli delle elezioni del 2001. Succede che dopo cinque anni di battaglie legali per vedere riconosciuti quegli 89 voti di vantaggio nel collegio pugliese n°33, la magistratura prima e la giunta per le elezioni della Camera adesso si sono accorti che effettivamente, il diessino pugliese Faggiano aveva ragione, c'è stato davvero un errore. Alle ultime politiche il candidato ulivista di voti ne aveva raggranellati 34.974 mentre il polista Sardelli 34.934. Il verbale definitivo invece aveva assegnato 35.023 preferenze a Sardelli e 34.885 a Faggiano.
Cos'era successo ? Semplice, un errore di trascrizione.
Risultato: Sardelli onorevole a Roma e Faggiano, per altro parlamentare uscente, rispedito alla società farmaceutica della quale è dipendente.
C'è voluta un'inchiesta, aperta d'ufficio dalla Procura di Brindisi e conclusa il 22 dicembre scorso, per costringere la Camera a rifare i conti. Il GIP ha rinviato a giudizio tutti i componenti della distratta sezione 7 di Latiano. E a Montecitorio la svolta è arrivata la settimana scorsa: l'ufficio di presidenza della giunta ha deciso di riaprire il fascicolo, proprio alla luce delle conclusioni dell'inchiesta giudiziaria. L'esito, dato che quei conti li ha già fatti la magistratura, è piuttosto scontato.
Un incidente ? Una casualià ? Non proprio, a sentire il presidente della giunta Soro: «Il 7 febbraio, ci pronunceremo su un caso quasi identico, verificatosi nel collegio di Vibo Valentia, dove l'ulivista Domenico Carrapelli sembra aver avuto 5 voti in più del deputato UDC insediato nel 2001, Michele Aneli». Pure per Carpelli si potrebbero dunque aprire le porte di Montecitorio.
Sarebbe una storia a lieto fine; peccato però che, la prossima settimana, nell'ultima seduta della Camera il presidente Casini scampanellerà la chiusura della legislatura.
C'è voluta un'inchiesta, aperta d'ufficio dalla Procura di Brindisi e conclusa il 22 dicembre scorso, per costringere la Camera a rifare i conti. Il GIP ha rinviato a giudizio tutti i componenti della distratta sezione 7 di Latiano. E a Montecitorio la svolta è arrivata la settimana scorsa: l'ufficio di presidenza della giunta ha deciso di riaprire il fascicolo, proprio alla luce delle conclusioni dell'inchiesta giudiziaria. L'esito, dato che quei conti li ha già fatti la magistratura, è piuttosto scontato.
Un incidente ? Una casualià ? Non proprio, a sentire il presidente della giunta Soro: «Il 7 febbraio, ci pronunceremo su un caso quasi identico, verificatosi nel collegio di Vibo Valentia, dove l'ulivista Domenico Carrapelli sembra aver avuto 5 voti in più del deputato UDC insediato nel 2001, Michele Aneli». Pure per Carpelli si potrebbero dunque aprire le porte di Montecitorio.
Sarebbe una storia a lieto fine; peccato però che, la prossima settimana, nell'ultima seduta della Camera il presidente Casini scampanellerà la chiusura della legislatura.
Etichette: Curiosità
