L'ultima messa di Crozza XVI
lunedì 20 novembre 2006
In Italia ci sono molti ( bravi ) comici. Ci sono anche molte trasmissioni comiche ( anche se sarebbe più opportuno chiamarle "grottesche", e in tutti i modi i bravi comici italiani non vi partecipano ). Abbiamo dei comici "monologhisti" ( Grillo, Luttazzi, Bisio, per fare qualche nome ) e comici "imitatori" ( Crozza, Teocoli, Guzzanti... ).Una delle poche trasmissioni comiche condotta da un comico è "Crozza Italia". Dire che Maurizio Crozza sia, in questo momento il migliore di questa categoria ( sappiamo bene che le "etichette" non devono essere appiccicate a nessuno, ma vogliamo farci capire ), non è affatto un'eresia: Teocoli preferisce fare "se stesso" alla Domenica Sportiva e Corrado Guzzanti si è preso due anni di "pausa" per lavorare al suo primo film "Fascisti su Marte".
Il suo programma vive di alti e bassi: relegato nel "limbo" de La7, con la presenza di grandi ospiti e grandi opinionisti, troppo lungo, imitazioni sempre riuscite, ma monologhi quasi sempre deludenti...
Non smetteremo mai di dire che Elio è un’artista a 360° e che anche con Crozza mostra tutta la sua genialità e che i TG di Rocco Tanica sono formidabili. Le parti musicali sono di ottimo livello.
Una delle novità dello scorso anno ( quella che va in onda è la seconda edizione di "Crozza Italia" ) era l’imitazione del Papa Benedetto XVI: molto ben riuscita. Quest'anno l'ha voluta riproporre, ma ci sembra meno bella rispetto a quella dell'anno scorso.
Poi, dopo aver detto che la chiesa cattolica lasciava più liberta dell'Islam alla satira e dopo aver fatto passare tutta la scorsa stagione senza la più minima critica, ecco che l'imitazione che Maurizio Crozza fa di Benedetto XVI non va più bene. Nelle parole prima del quotidiano Avvenire e poi del segretario del Papa, padre Georg, la stampa italiana ha ricavato un attacco alla satira che parte da Fiorello e finisce con la Litizzetto.
Ora ci sorgono alcune domande: siamo sicuri che chi ha criticato abbia visto la trasmissione ? A chi fa male Crozza-Benedetto XVI ? Siamo sicuri che la "censura" non possa diventare un’arma a doppio taglio ? Non sarebbe meglio che, nel caso si voglia “chiudere” qualche trasmissione, si parta da altro ?
Abbiamo sentito molte parole fuori luogo che difendono la "censura" fatta a Crozza. Tutte parole fuori luogo. Fatto sta che l’imitazione del Papa sarà proposta ( per ora ) per l'ultima volta questa sera: noi non ne capiamo il motivo e ne "siamo rammaricati". Ma aspettiamo fin d’ora il momento in cui sarà riproposta.
Etichette: Personaggi
6 boccali pieni:
    detto da
Anonimo - lunedì 20 novembre 2006 alle ore 21:22:00 CET
Anonimo - lunedì 20 novembre 2006 alle ore 21:22:00 CET
Bravo Anonimo!
    detto da - martedì 21 novembre 2006 alle ore 11:35:00 CET
Il Papa dovrebbe mettere all'indice il tuo italiano!
Noi il programma l'abbiamo visto (sai, esistono anche i registratori con i quali registriamo anche i programmi che ci chiedi...), ma tu, a parte youtube, qualche volta l'hai visto?
I tuoi mi sembrano più "scuse" che volontà ad affrontare il problema...
Comunque aspettiamo altri commenti in merito...
Noi il programma l'abbiamo visto (sai, esistono anche i registratori con i quali registriamo anche i programmi che ci chiedi...), ma tu, a parte youtube, qualche volta l'hai visto?
I tuoi mi sembrano più "scuse" che volontà ad affrontare il problema...
Comunque aspettiamo altri commenti in merito...
    detto da - martedì 21 novembre 2006 alle ore 15:50:00 CET
Io ho già detto la mia sul mio blog. Non posso che essere d'accordo con chi rimane basito di fronte a certe reazioni.
Secondo me l'imitazione di Crozza è molto "disturbante" (non ho detto nè bella nè brutta, ho detto "disturbante") perchè erano decenni che non ci si permetteva di dare un volto satirico al Papa: ricordiamoci poi che negli ultimi anni di malattia di Giovanni Paolo II, nessuno si era osato, giustamente, imitare il capo della Chiesa.
La polemica è venuta fuori perchè
1. Le notizie vanno a ondate (Uranio impoverito, Sars, Bullismo, Ecstasy, Stragi del sabato sera, malasanità, camorra a napoli...e satira)
2. L'imitazione che faceva Crozza nella passata stagione del programma (marzo-giugno 2006) è molto diversa da quella attuale. Quella di quest'anno è indubbiamente più forte: il Papa è descritto come un cantante nervoso prima di un concerto, per la prima volta si osa entrare "dentro" il Vaticano, descritto come uno studio televisivo o qualcosa di simile.
Insomma, si battono strade alternative, si vedono idee nuove.
La Chiesa può (deve!) dire cosa è moralmente giusto e cosa è sbagliato. Ma non può spegnermi la televisione. Non può togliermi la possibilità di scegliere cosa è giusto e cosa non lo è. Almeno, io per questa cosa la penso così.
Secondo me l'imitazione di Crozza è molto "disturbante" (non ho detto nè bella nè brutta, ho detto "disturbante") perchè erano decenni che non ci si permetteva di dare un volto satirico al Papa: ricordiamoci poi che negli ultimi anni di malattia di Giovanni Paolo II, nessuno si era osato, giustamente, imitare il capo della Chiesa.
La polemica è venuta fuori perchè
1. Le notizie vanno a ondate (Uranio impoverito, Sars, Bullismo, Ecstasy, Stragi del sabato sera, malasanità, camorra a napoli...e satira)
2. L'imitazione che faceva Crozza nella passata stagione del programma (marzo-giugno 2006) è molto diversa da quella attuale. Quella di quest'anno è indubbiamente più forte: il Papa è descritto come un cantante nervoso prima di un concerto, per la prima volta si osa entrare "dentro" il Vaticano, descritto come uno studio televisivo o qualcosa di simile.
Insomma, si battono strade alternative, si vedono idee nuove.
La Chiesa può (deve!) dire cosa è moralmente giusto e cosa è sbagliato. Ma non può spegnermi la televisione. Non può togliermi la possibilità di scegliere cosa è giusto e cosa non lo è. Almeno, io per questa cosa la penso così.
    detto da - mercoledì 22 novembre 2006 alle ore 09:01:00 CET
una bella riflessione del sito cattolico www.korazym.org (è un po' lungo, ma ne vale la pena...). il ricciolo
Satira, il naufragio di una polemica
Una settimana e mezzo dopo, ritorno al futuro. Il don Georg con il gel in testa gioca a tennis e dice la sua in radio, il papa nel backstage dell’Angelus fa la sua comparsa in tv (seppur per l’occasione silenziosamente muto) e la “peppona” di turno – sebbene non fosse stata chiamata direttamente in causa – ne approfitta per ribadire l’indiscussa simpatia per il “suo” don Camillo, alias “Eminence”. Dieci giorni dopo, dunque, tutto come prima, meglio di prima, peggio di prima: si è discusso di satira e di religione, di rispetto e di regole televisive. Con il verosimile risultato che nessuno ha cambiato opinione.
Occorre sempre grande cautela, nel lanciarsi in polemiche e dure prese di posizione. Occorre non solo essere certi delle proprie opinioni personali, ma anche saperle porgere al pubblico, spiegarle, farle comprendere con linguaggio semplice e immediato. E senza mai andare sopra le righe. Cose non facili, certo, ma necessarie, perché nel mondo della comunicazione le regole sono queste. E se non si sanno usare, meglio non usarle.
Lo spassoso duetto andato in onda domenica sera su RaiUno, presenti di fronte al video dieci milioni di italiani, è sintomatico di come un certo genere di posizioni possano essere liquidate e spazzate via con la sola forza del sorriso e dell’ironia. Di fronte ad un Fiorello che con Marco Baldini scherza bonariamente su “Avvenire” (preferito perfino alla “Gazzetta”, quale onore!), prima di “pentirsi” per non aver imitato don Mazzi (o don Backy…) invece del segretario del papa, di fronte a tutto ciò - dicevamo - l’unica reazione possibile e umana è proprio il sorriso. Un sorriso sincero, se non una bella risata, capace di portare un po’ di sana spensieratezza e di ricondurre tutti alla reale portata degli eventi.
Non cambia il nostro pensiero complessivo su tutta (l’effimera) vicenda: la buona dose di rispetto e buon gusto richiesta da un lato andrebbe accompagnata da un’altrettanto massiccia dose di sorriso e auto-ironia dall’altro, per disegnare così una “terza via” capace di superare contrapposizioni inutili. Ora, se è verosimile che talvolta (ma solo talvolta, e non da parte di tutti!) rispetto e buon gusto nel fare satira sono mancati (e farlo notare è giusto e doveroso), è altrettanto vero che di capacità di sorriso e di auto-ironia non se ne è vista – da quest’altra parte - neppure l’ombra. Il che dispiace, perché non si sentiva davvero il bisogno di perpetuare il rozzo luogo comune del cattolico incapace perfino di sorridere e intento ventiquattro ore al dì a lanciare accuse e scomuniche. Eppure così è stato, e non per colpa della solita “grande stampa anti-cattolica”, ma per l’evidente altisonanza della posizione di partenza, che parlava di “pesante volgarità”, “fallimentari pretese di ironia che sorprendentemente mirano al basso anziché all’alto” e di “continuo tentativo di ridicolizzare”, con la voluta e decisa denuncia dunque di “espressioni altamente offensive” nei confronti delle quali si sarebbe potuta invocare perfino “la legge penale”. Decisamente troppo, non trovate?
Due ultime considerazioni, en passant. Non sarebbe male se gli uomini (e le donne) di satira tenessero comunque conto delle opinioni espresse a loro carico, senza cadere in una orgogliosa voglia di contrapposizione: dimostrerebbero saggezza e lungimiranza, e segnerebbero un punto a loro favore. Secondo: è proprio quello che probabilmente faranno, anche perché sanno molto bene che non esiste al riguardo una “posizione dei cattolici”. E non esiste per il semplice fatto che i credenti non sono fatti con lo stampino, e che in assenza di dogmi di fede che determinino i confini del buon gusto e della satira, ognuno può legittimamente (e fortunatamente) avere opinioni differenti. Che guarda caso possono anche non coincidere con ciò che scrive la “grande stampa cattolica”
Satira, il naufragio di una polemica
Una settimana e mezzo dopo, ritorno al futuro. Il don Georg con il gel in testa gioca a tennis e dice la sua in radio, il papa nel backstage dell’Angelus fa la sua comparsa in tv (seppur per l’occasione silenziosamente muto) e la “peppona” di turno – sebbene non fosse stata chiamata direttamente in causa – ne approfitta per ribadire l’indiscussa simpatia per il “suo” don Camillo, alias “Eminence”. Dieci giorni dopo, dunque, tutto come prima, meglio di prima, peggio di prima: si è discusso di satira e di religione, di rispetto e di regole televisive. Con il verosimile risultato che nessuno ha cambiato opinione.
Occorre sempre grande cautela, nel lanciarsi in polemiche e dure prese di posizione. Occorre non solo essere certi delle proprie opinioni personali, ma anche saperle porgere al pubblico, spiegarle, farle comprendere con linguaggio semplice e immediato. E senza mai andare sopra le righe. Cose non facili, certo, ma necessarie, perché nel mondo della comunicazione le regole sono queste. E se non si sanno usare, meglio non usarle.
Lo spassoso duetto andato in onda domenica sera su RaiUno, presenti di fronte al video dieci milioni di italiani, è sintomatico di come un certo genere di posizioni possano essere liquidate e spazzate via con la sola forza del sorriso e dell’ironia. Di fronte ad un Fiorello che con Marco Baldini scherza bonariamente su “Avvenire” (preferito perfino alla “Gazzetta”, quale onore!), prima di “pentirsi” per non aver imitato don Mazzi (o don Backy…) invece del segretario del papa, di fronte a tutto ciò - dicevamo - l’unica reazione possibile e umana è proprio il sorriso. Un sorriso sincero, se non una bella risata, capace di portare un po’ di sana spensieratezza e di ricondurre tutti alla reale portata degli eventi.
Non cambia il nostro pensiero complessivo su tutta (l’effimera) vicenda: la buona dose di rispetto e buon gusto richiesta da un lato andrebbe accompagnata da un’altrettanto massiccia dose di sorriso e auto-ironia dall’altro, per disegnare così una “terza via” capace di superare contrapposizioni inutili. Ora, se è verosimile che talvolta (ma solo talvolta, e non da parte di tutti!) rispetto e buon gusto nel fare satira sono mancati (e farlo notare è giusto e doveroso), è altrettanto vero che di capacità di sorriso e di auto-ironia non se ne è vista – da quest’altra parte - neppure l’ombra. Il che dispiace, perché non si sentiva davvero il bisogno di perpetuare il rozzo luogo comune del cattolico incapace perfino di sorridere e intento ventiquattro ore al dì a lanciare accuse e scomuniche. Eppure così è stato, e non per colpa della solita “grande stampa anti-cattolica”, ma per l’evidente altisonanza della posizione di partenza, che parlava di “pesante volgarità”, “fallimentari pretese di ironia che sorprendentemente mirano al basso anziché all’alto” e di “continuo tentativo di ridicolizzare”, con la voluta e decisa denuncia dunque di “espressioni altamente offensive” nei confronti delle quali si sarebbe potuta invocare perfino “la legge penale”. Decisamente troppo, non trovate?
Due ultime considerazioni, en passant. Non sarebbe male se gli uomini (e le donne) di satira tenessero comunque conto delle opinioni espresse a loro carico, senza cadere in una orgogliosa voglia di contrapposizione: dimostrerebbero saggezza e lungimiranza, e segnerebbero un punto a loro favore. Secondo: è proprio quello che probabilmente faranno, anche perché sanno molto bene che non esiste al riguardo una “posizione dei cattolici”. E non esiste per il semplice fatto che i credenti non sono fatti con lo stampino, e che in assenza di dogmi di fede che determinino i confini del buon gusto e della satira, ognuno può legittimamente (e fortunatamente) avere opinioni differenti. Che guarda caso possono anche non coincidere con ciò che scrive la “grande stampa cattolica”
    detto da - mercoledì 22 novembre 2006 alle ore 14:39:00 CET
Rezzo...ci devono essere dei problemi al blog...i comenti di Viancio vengono sempre scritti male, io non li capisco...puoi fare qulacosa...???
(Non commento il commento di Viancio...ma resto della mia idea, che è contraria alla tua...)
La registrazione è venuta come detto: con le righe...
(Non commento il commento di Viancio...ma resto della mia idea, che è contraria alla tua...)
La registrazione è venuta come detto: con le righe...
    detto da - giovedì 23 novembre 2006 alle ore 18:00:00 CET

"A proposito della polemica per la satira sul papa, c'è da chiedersi se Joseph Ratzinger e i suoi collaboratori non abbiano di meglio da fare che occuparsi delle imitazioni di Crozza e Fiorello. C'è da chiedersi perché si debba fare una polemica su due imitazioni, più o meno riuscite, quando la tv ci vomita addosso a ogni ora ben di peggio. C'è da chiedersi perché ci debbano obbligare a discutere con ossessiva ripetitività dei limiti della satira e del ruolo della satira e di cos'è la satira. La satira può essere anche questo, una pernacchia che arriva quando meno te l'aspetti. Ma soprattutto preoccupa la tendenza sempre più diffusa a voler imporre il proprio punto di vista agli altri, senza neanche contemplare la libertà di
scelta, di pacifica convivenza. Non ti piace l'imitazione di Crozza? Cambia canale, oppure spegni la tv e leggiti un buon libro. Ma perché impedirne la visione a tutti"? Giovanni De Mauro