<body><script type="text/javascript"> function setAttributeOnload(object, attribute, val) { if(window.addEventListener) { window.addEventListener('load', function(){ object[attribute] = val; }, false); } else { window.attachEvent('onload', function(){ object[attribute] = val; }); } } </script> <div id="navbar-iframe-container"></div> <script type="text/javascript" src="https://apis.google.com/js/plusone.js"></script> <script type="text/javascript"> gapi.load("gapi.iframes:gapi.iframes.style.bubble", function() { if (gapi.iframes && gapi.iframes.getContext) { gapi.iframes.getContext().openChild({ url: 'https://www.blogger.com/navbar.g?targetBlogID\x3d18776345\x26blogName\x3dCa%C3%B1a+Team+-+Il+Blog+Ufficiale\x26publishMode\x3dPUBLISH_MODE_BLOGSPOT\x26navbarType\x3dBLUE\x26layoutType\x3dCLASSIC\x26searchRoot\x3dhttp://canateam.blogspot.com/search\x26blogLocale\x3dit_IT\x26v\x3d2\x26homepageUrl\x3dhttp://canateam.blogspot.com/\x26vt\x3d2497752311118286381', where: document.getElementById("navbar-iframe-container"), id: "navbar-iframe" }); } }); </script>

Siamo anche noi casalesi (camorristi)?

martedì 14 aprile 2009

Premetto che quanto leggerete è una opinione personale: mi prendo tutte le responsabilità e mi piacerebbe sentire l'opinione dei nostri lettori (se ce ne sono ancora...).
Mi scuso con gli amici del "Caña" se prima di pubblicare questa riflessione non ne ho parlato prima con loro, ma è da ieri sera che c'è l'ho in testa e mi sembrava giusto condividerla.

Sarà che per me il Grande Fratello inizia sempre dopo la mezzanotte (con la Gialappa's), sarà che rivedere Genoa-Juventus era da masochisti, sarà che iniziare a guardare un film da metà non mi piace, sta di fatto che ieri sera facendo zapping sui canali satellitari, mi sono fermato su Current (la tv di Al Gore) che in questi giorni sta proponendo una serie di documentari sui “molti modi di combattere la Mafia e di sopravvivere ad essa”.
Il primo documentario “Le terre della Mafia” parlava di “giovani e coraggiosi siciliani che stanno portando avanti molti progetti per rendere fruttuose le terre confiscate alle organizzazioni criminali” (info su Libera Terra).
Il secondo aveva come titolo “I martiri della Camorra” e parlava di don Peppe Diana ucciso sulle scale della sagrestia di San Nicola di Casal di Principe alle 7.30 del mattino del 19 marzo 1994 mentre si accingeva a celebrare la Santa Messa.
Il suo impegno civile e religioso contro la camorra ha lasciato un profondo segno nella società campana. Il suo scritto più noto è la lettera Per amore del mio popolo non tacerò, un documento diffuso a Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana insieme ai parroci della foranìa di Casal di Principe è un manifesto dell'impegno contro il sistema criminale.
Don Peppe stava combattendo contro i clan camorristi parlando ad “alta voce”. Per questo venne ucciso.
Quello che mi ha colpito nel documentario su don Peppe, è la voglia da parte dei cittadini di Casal di Principe di riprendersi il nome di “casalesi”, che secondo il gergo giornalistico ora è legato soltanto al clan camorristico.
Sentendomi anche io “casalese”, ma di Casale Monferrato, questa richiesta mi sembra più che legittima. Non accetterei mai che il termine che definisce gli abitanti di un territorio venga utilizzato per etichettare un cartello mafioso o criminale.
Poi ho pensato: e se fossimo tutti “casalesi”, nel senso di camorristi? O peggio, se lo fossimo già e non ce ne rendiamo conto? Nel nostro piccolo, nella vita quotidiana, al lavoro...non serve abitate in Campania o in Sicilia.
È una domanda che mi porto dietro da ieri: la mafia non vince solo uccidendo le persone o aumentando i propri traffici. La mafia vince se noi “Casalesi” (abitanti di Casal di Principe, di Casale Monferrato e di tutte le altre località della nostra penisola) non facciamo nulla per combatterla, per fermarla e per sconfiggerla.

 Pablo

Etichette:

Spillato dal Caña Team alle 12:25 -

1 boccali pieni:

premesso che io sono odalengo grandese, per chi vuole ho a disposizione il testo della lettera di don pino (e ancora mi mangio le mani per non essere andato sulla sua tomba l'estate scorsa quando ero stato a castelvolturno...). per combattere tutte le mafie, lodevole l'iniziativa dei modena city ramblers (sempre loro...) di fare il tour nei posti dove sono stati donati a libera i beni dei malavitosi (segnalo anche il loro cd in uscita...)

Riempi un boccale !