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Ora basta !

lunedì 12 novembre 2007

A poco più di ventiquattro ore dalla morte di Gabriele Sandri, 28 anni, supporter laziale, avvenuta all'autogrill di Badia al Pino, lungo l'autostrada A1, c'è una sorta di oggettiva difficoltà a prendere posizione, a dare un giudizio, a commentare l'ennesima domenica infernale che il calcio italiano e tutto il Paese, da Bergamo a Taranto, ha vissuto ieri.

In Italia si sta registrando un'impennata di criminalità e di violenza che forse non ha precendenti; omicidi ( dovuti alla più diverse cause ) e altri reati riempono quotidianamente giornali e telegiornali. È mai possibile che anche l'Italia si trasformi in un far west senza limiti ? Non è forse preoccupante che un italiano su dieci si procuri un arma per garantirsi la sicurezza ? E non è altrettanto grave che un giovane, in una situazione tornata ad una apparente normalità, sia ucciso per un "tragico errore" da un poliziotto che spara da una parte all'altra della carreggiata di un'autostrada ?

Una morte ( e nel caso di una tragica fatalità, a maggior ragione ) merita silenzio e condivisione del dolore; risultano perciò ingiustificate le devastazioni che da questo fatto hanno probabilmente avuto origine e che le immagini televisive hanno mostrato.

Chi, come noi, ritiene però che il calcio, come tutti gli altri sport, sia e debba ancora essere un'occasione di divertimento e non di paura, fatica a trovare i legami sportivi con i gravissimi fatti che hanno costellato la domenica.

Perchè non possono essere due sciarpe al collo di tifosi che in un autogrill si azzuffano ( e non se ne capisce ancora il motivo ) a trasformare una rissa finita tragicamente in qualcosa che ha in qualche modo a che fare con lo sport.

Perchè è ora di finirla di sospendere partite e campionati per comportamenti che strumentalizzano il calcio per essere attuati ma che con il calcio non hanno nessun legame.

Perchè è ora di finire di chiamare tifosi bande di teppisti foraggiate dalle società per "incutere timore" ad avversari e arbitri; che si iniziasse veramente a ridurre i legami tra società e facinorosi e chei biglietti omaggio venissero regalati ai bambini piuttosto che alle tifoserie organizzate.

Ci sono cose che dopo un giorno non riusciamo ancora a capire... Ci sentiamo un po' come Clarence Seedorf ( che si è rifiutato di mettere il lutto al braccio prima della partita Atalanta - Milan, poi sospesa per intemperanze dei tifosi ) e non comprendiamo, ad esempio, perchè sia stato osservato il minuto di raccoglimento prima di Junior Fastweb - Vanoli Soresina.

Qualcuno sa spiegarci perchè, saputo della morte di Sandri, gli ultras si siano alleati contro le forze dell'ordine, se la siano presi con i giornalisti, abbiano devastato il Palazzo del CONI a Roma ? E soprattutto perchè circolano ancora slogan come "10-100-1000 Raciti" ?

Siccome ( forse ingenuamente ! ) pensiamo che la violenza non sia compatibile con alcuna manifestazione sportiva propendiamo per una sospensione prolungata del campionato oppure per la disputa di tutte le partite a porte chiuse fino a quando i problemi non saranno risolti per davvero, sia per il calcio di Serie A come per quello delle giovanili.
Non ci stancheremo mai di dirlo, ma la soluzione esiste già: il metodo inglese. In Inghilterra ha funzionato, ci riesce davvero difficile capire perchè non si adotti questo sistema ( per approfondire meglio l'argomento vi invitiamo a guardare questo servizio televisivo ).

Ora basta per davvero !

Etichette:

Spillato dal Caña Team alle 15:46 -

6 boccali pieni:

Il "metodo inglese" è un bello slogan buono per tutte le stagioni, purtroppo non ha funzionato per una cippa.
Le Firms le hanno sloggiate dagli stadi, vero, peccato che si massacrino fuori. Esattamente come succede da noi.
Ma nel calcio ipermiliardario degli Abramovich, Manchester, Arsenal ecc. non si può dire, basta leggere un pò di quel bel sano giornalismo d'inchiesta, che nella nazione della spazzatura tipo Sun si va perdendo, ed ecco smontata la fuffa....

Allora che si continuino ad ammazzare dentro gli stadi e che per far questo ricevano non solo il placet ma anche i soldi dalle società... Se in Inghilterra si continuano a massacrare fuori dagli stadi evidentemente gli stadi e il tifo non c'entrano un granchè ! Esattamente come succede da noi.
    detto da Anonymous Anonimo - martedì 13 novembre 2007 09:38:00 CET  

però in Inghilterra da tempo immemore non succedono casini così caro Luca.....sono un pò stufo da ex frequentaore di stadi di vedere poliziotti che sparano per errore e di tifosi che devastano tutto quello che trovano,anche perchè fosse capitato fuori da una discoteca o da altre parti nessuno sarebbe andato a devastare tutte le discoteche d'Italia.Poi come al solito il governo ha tirato fuori la sospensione delle partite per domenica prossima come misura straordinaria.....comunaque non ho trovato giusto sospendere il campionato che domenica offriva scontri molto importanti.....

La sospensione dei campionati l'ha decisa la FIGC, non il Governo!

tratto dal blog:
http://www.angelaesiste.blogspot.com/

La bella gioventù

Una pallottola può fare molte vittime: uscire dalla canna di una pistola frettolosa e arrogante e spezzare la vita di un uomo qualunque; lasciare a terra senza più vita i cuori delle madri, del carnefice e della vittima, delle donne, dei padri, degli amici, del carnefice e della vittima; rimbalzare nei circoli del maschio -squadrista e nei ghetti dell'odio e diventare oggetto di prevaricazione e forza bestiale per nutrire la violenza, nascosta come un cecchino nell'oscurità delle anime, in adorante attesa della sua incarnazione.
Una pallottola può penetrare nel tessuto sociale e squarciare il velo sottile che ci separa dall'inciviltà e dall'eversione e dare spazio alla ferocia, al gusto dello sfascio, al desiderio quasi erotico di vandalizzare l'altro. Le armi non hanno mai generato niente di buono ma ai creativi della specie può bastare una spranga per riportare gli ominidi in vantaggio.
Una pallottola ci ricorda come abbiamo bisogno di riempire l'abisso del nulla, in cui navighiamo, di divinità e mitologie così dal calcio che non è più uno sport, ormai da secoli, diamo i natali a un luogo mitico per agglomerare sognatori del Terzo Reich, gladiatori della nuova dittatura barbarica, combattenti contro non specificati imperialismi. Quella fame di umano, mai raggiunto, si trasforma in allucinazione: non resta che sbranare!
Il mito calcistico, che riesce a chiamare fratello un purosangue della stessa squadra e sentire nemico da eliminare il resto degli uomini, ha vecchie radici nell'anima bellica nostrana e potrebbe fare un aggancio quanto mai futuristico con i partiti della nuova destra, con la giunonica Santanchè acclamata dalla folla come la nuova dea della guerra storaciana, il partito che si definisce degli incazzati con la bava alla bocca...una comunanza di visione, un'estasi ricercata nell' urlo da stadio e nel raduno di piazza di maschi senza mollezze uterine...un quadro agghiacciante di una gioventù bruciata sulle are del nuovo-vecchio potere.

Caro Viancen, proprio perchè hai frequentato certi ambienti (in anni purtroppo per noi ormai lontani) conoscerai certe dinamiche.
Io è da domenica che insisto sul fatto che Italia dopo Scajola, Pisanu e Amato il Ministro dell' Interno mi sa che riuscirei a farlo pure io: ma ci voleva un genio a prevedere tutto ciò che è accaduto, soprattutto dopo i fatti di febbraio a Catania? Questo non giustifica macelli tipo domenica sera a Roma (che nulla ha a che fare col calcio, fidati) ma lo poteva prevenire.
Tutti gli Ultras sono uguali? A Totino gli Ultras hanno contestato civilmente lasciando la Maratona vuota mentre a Bergamo si sono comportati in maniera diversa, risultato: tutte e due le tifoserie non potranno seguire la squadra in trasferta nel prossimo turno, perchè? Che logica c'è?
Trovo indegno che mentre tutti si fermano in segno di lutto (la Giuve ha pure annullato l'amichevole col Monaco)la serie D non ritiene di farlo, gli Ultras saranno dei cattivoni, certa gente non riesce a fermarsi neanche per un ragazzo assassinato mentre dormiva....

Riempi un boccale !