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Montorso esaurito in ogni ordine di posto

lunedì 3 settembre 2007

La conca di MontorsoLa folla di giovani



Il Papa abbraccia padre Giancarlo Bossi
Cala la notte su Montorso











INVASIONE - Come al solito le cifre si rincorrono, ma chi all'Agorà dei giovani a Loreto c'era e chi l'ha vista in tv può certamente dire che di gente ce n'era: 500.000 dicono le stime finali. Un successo indubbio, desiderato con ansia dagli organizzatori, che nel fine settimana si è materializzato nella conca di Montorso fin dalle primissime ore di sabato e che ha rappresentato per tutti un "colpo d’occhio" davvero straordinario. Le previsioni come al solito erano al ribasso, frutto di un appuntamento che nei mesi scorsi non era ancora diventato un "evento" e neppure negli ultimi giorni. Poi l'impennata evidente dell'ultimora che ha portato a Loreto ragazzi e ragazze e che ha reso necessario attrezzare interi settori che si pensava di mantenere chiusi.

DOMANDE - Alcune novità hanno modificato quello che ormai è diventato il programma standard di questi incontri. Per la Veglia di preghiera, nell’insolito orario del tardo pomeriggio, si è adottata una formula nuova: domande proposte da giovani alle quali il Papa risponde a braccio intercalate da testimonianze, a tratti drammatiche e commoventi, come quella di padre Giancarlo Bossi o come quella di Ilaria, giovane romana, che racconta delle violenze subite in famiglia, della sua personale "resurrezione", della gioia di mettere al mondo un figlio.

FONTANE - Dopo la cena, sul palco si danno il cambio numerosi artisti in uno show attraverso le cui parole, musiche e danze richiamano tutti alla riflessione: da Lucio Dalla a Le Vibrazioni, da Alessandro Preziosi a Eleonora Abbagnato, da Giancarlo Giannini fino a "Strada facendo" cantata all'unisono da Claudio Baglioni e dalla folla dei giovani. Poi i fuochi d'artificio come segnale dell’inizio della notte di sonno, di meditazione, di preghiera. Ed è qui che entra in gioco l'altra novità. Le otto "fontane di luce", cioè i percorsi notturni di approfondimento e condivisione che costituiscono un tassello capace di riportare l'incontro collettivo ad una dimensione personale, e perfino solitaria, pur nel bel mezzo di centinaia di migliaia di coetanei: momenti che sono riusciti a lasciare il segno, e perciò vanno incoraggiati e rafforzati.

ATTESA - La notte di Montorso è tutto un caricare di dinamo per le torce elettriche a manovella, il gadget più accattivante presente nella sacca del pellegrino. Qualcuno, esausto, crolla dal sonno e dalla fatica dopo i chilometri percorsi per arrivare all'incontro, altri fanno tappa nella zona delle fontane, altri ancora ne approfittano per raggiungere l'area del palco. L’invito ad evitare i rumori notturni è rispettato da quasi tutti. C'è giusto il tempo di chiudere gli occhi che è già l'alba e allora comincia l'attesa davanti ai bagni, affollati come non mai. Da lì a poco arriverà anche il Papa, per la Messa conclusiva. Dalla collina si intravede la papamobile sulla quale Benedetto XVI attraversa la folla festante di Montorso, a caccia di un saluto e di una foto-ricordo.

MANDATO - Scende il silenzio quando il Papa sale sul palco. Nell'omelia si sofferma sul tema dell'umiltà come segreto della "giovinezza interiore". L'invito, dunque, è quello di non seguire «la via dell’orgoglio», ma di andare «controcorrente», rinunciando a «modelli di vita improntati all'arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all'apparire e all'avere, a scapito dell'essere». Le vie "alternative" sono «uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l'interesse profondo per il bene comune». Senza paura «di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda», ma decisi ad osare. Questo richiamo si traduce nel mandato che lo stesso Benedetto XVI affida in conclusione a 72 giovani rappresentanti la moltitudine di quelli presenti a Loreto.

TUTTI A CASA - Da mezzogiorno inizia l'esodo: il deflusso è caotico, ma abbastanza regolare. C'è in tutti la convinzione di aver partecipato a qualcosa, per diversi motivi, di indimenticabile. L'impressione complessiva è quella che a questi grandi incontri nazionali e internazionali il mondo dei giovani cattolici rimanga fortemente legato: nel passato, qualcuno sosteneva che questi appuntamenti erano ritagliati apposta sulla figura di chi li aveva voluti, Giovanni Paolo II, e che quindi il loro successo era frutto esclusivamente della sua capacità attrattiva e comunicativa. Ormai queste occasioni di riscoperta e di condivisione della fede fanno parte del DNA di una generazione, e quella successiva, che cresce e si fa sempre più numerosa ( sono i tanti adolescenti, 14enni o 16enni, presenti in gran numero a Loreto ), non ha intenzione di farne a meno: per tutti, l'appuntamento e l’arrivederci è per il prossimo anno, a luglio, a Sidney per la XXIII Giornata Mondiale della Gioventù.

Etichette:

Spillato dal Caña Team alle 18:29 -

4 boccali pieni:

certo che le vibrazioni potevano risparmiarsela...

infatti ne l mio personale tabellino
Baglioni 8
Dalla 7
Vibrazioni 4

il prete tra noi, sopra o sotto le vibrazioni?

sotto Valentino Rossi

Riempi un boccale !