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Una carriera da Oscar

sabato 14 luglio 2007

Ieri sera, allo stadio Olimpico di Roma per la tappa italiana del Golden Gala dell'atletica, tanti occhi erano puntanti su Oscar Pistorius. Non solo quelli di fan e appassionati, ma soprattutto quelli, attentissimi, dei giudici sportivi della IAAF ( la Federazione Internazionale di Atletica ).
Pistorius, 21 anni a novembre, quando aveva undici mesi di vita subì l'amputazione di entrambi gli arti inferiori, perchè era nato senza peroni. Eppure, a lui che è figlio di un wrestler e nipote di un rugbista, questo non ha impedito di fare sport impegnativi come il rugby e il polo. All'atletica si è avvicinato nove anni fa, dopo un brutto incidente proprio durante una partita di rugby: oggi Pistorius è un campione delle Paralimpiadi, i Giochi Olimpici dedicati agli atleti disabili. Nove mesi fa, all'ultima edizione di Atene, non solo ha vinto i 200 metri, ma ha anche stabilito tre record nelle competizioni dei 100, 200 e 400 metri: quest'ultima distanza, l'ha percorsa in soli 46'' 56'.
Dopo aver vinto medaglie in tutto il mondo, ora il giovane corridore potrebbe veder realizzarsi il suo più grande desiderio: partecipare alle Olimpiadi "vere" di Pechino nel 2008. Intanto, quella di ieri è stata la prima gara internazionale fuori dalla categoria dei disabili ( si è piazzato secondo con 46'' 90' sfidando tutti atleti normodotati, dopo una strepitosa rimonta negli ultimi 100 metri ) e un'importante occasione per convincere i giudici che le sue gambe artificiali non costituiscono un vantaggio.
Sì, avete capito bene. Paradossalmente, alla IAAF sostengono che quelle gambe di lega di carbonio sono capaci di far correre il giovane atleta sudafricano più veloce dei suoi colleghi che le gambe le hanno di carne e ossa, per cui il sogno Olimpiadi sembra allontanarsi: i dubbi riguardano proprio le protesi di Pistorius ( fatte di 50-80 strati curvi di fibra di carbonio, pesanti circa 1,8 kg e da lui ribattezzate "Cita" ) perchè garantirebbero all'atleta una forza elastica superiore alla norma e una falcata più ampia, oltre a permettergli di risparmiare energia. Pistorius, sostenuto dal suo coach Ampie Louw, afferma proprio il contrario: per lui correre sulle "Cita" sarebbe molto più faticoso, per non parlare degli ostacoli derivanti da una pista bagnata di pioggia o da una giornata ventosa.
Vedremo come finirà questa storia. Di certo, come ha suggerito il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, «se qualcuno della IAAF ha il coraggio di amputarsi le gambe e di correre con delle protesi lo faccia: così si renderà conto di quanto possa essere "avvantaggiato"».

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Spillato dal Caña Team alle 14:09 -

4 boccali pieni:

Credo che dovreste informarvi meglio....

Michael johnson faceva circa 205-210 passi per fare 400m, circa due metri a passo.
Pistorius ne fa 180 di cui circa 70 per far gli ultimi 200 metri ovvero circa 3 metri a balzo...ovvero rimbalza sulla pista...

ergo è avvantaggiato e non poco...
più di quanto non sia svantaggiato in Partenza...

Michele Berra
    detto da Anonymous Anonimo - martedì 17 luglio 2007 18:59:00 CEST  

La parola "avvantaggiato" era ovviamente retorica. Dire che un atleta disabile possa essere avvantaggiato rispetto ad un atleta normodotato ha del comico, senza per questo voler fare del pietismo.
Siamo consapevoli che ci siano degli aspetti tecnici che possono essere oggetto di discussione; ed è in questo senso che la Federazione dovrebbe muoversi e non vietando, come ha chiesto di fare, la diretta della gara a cui partecipava Pistorius. Si discuta dell'elasticità delle protesi, della loro lunghezza, della loro forma e si trovino soluzioni concrete; ma non lo si escluda a priori dalle competizioni. Sarebbe un bel balzo all'indietro rispetto al percorso fatto in questi anni nei confronti della disabilità.

il fatto è:

Con quelle determinate gambe artificiali Pistorius è avvantaggiato.

Si tratta di fisica:

Impulso: forza/tempo
il piede umano per quanto possa essere rigido si deforma e aumenta il tempo di contatto con il terreno.

Un'asta in Carbonio non si piega e aumenta l'impulso ergo l'accelerazione ergo la velocità...

é come se si decidesse di far correre Zanardi in una gara di Gp2 con una ferrari....

Non credop che pistorius, giustamente, si disposto ad usare protesi meno perfofrmanti, e comunque ad oggi non ha il minimo per fare le olimpiadi o i mondiali quindi il problema ora non si pone.

Terza cosa...secondo voi cosa vedono gli altri disabili nel gesto di Pistorius?
un declassamento della paraolimpiade a una faccenda di serie B, cosa altamente falsa e dannosa....


Mik
    detto da Anonymous Anonimo - mercoledì 18 luglio 2007 21:44:00 CEST  

Pensa invece se Pistorius dovesse continuare a correre con quelle protesi insieme agli atleti disabili...vincerebbe sempre a mani basse...nn sembra giusto neanche questo...

Luca
    detto da Anonymous Anonimo - venerdì 27 luglio 2007 11:48:00 CEST  

Riempi un boccale !