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Pausa di riflessione

sabato 3 febbraio 2007

Domani sarà una domenica senza calcio: dopo la tragedia di Catania, nella quale ha perso la vita l'ispettore capo della Polizia Filippo Raciti ( 38 anni ), il commissario straordinario della Federcalcio Luca Pancalli ha preso una decisione drastica. Fermi tutti i campionati ( compresi quelli giovanili ) e stop anche alle partite delle nazionali azzurre: sia l'amichevole di mercoledì a Siena contro la Romania, che quella dell'under 21 martedì a Chieti con il Belgio. Qualcuno pensarà che, come al solito, si è arrivati troppo tardi. Ed effettivamente in passato, segnali di avvisaglie, anche gravi, si sono già avuti. Già dodici anni fa proprio in questo periodo, domenica 5 febbraio 1995, tutto lo sport italiano si fermò dopo la morte di Vincenzo Spagnolo, tifoso rossoblù accoltellato in occasione di un Genoa - Milan.
In quella domenica in alcuni stadi ( per esempio a Como e a Cosenza ) si celebrarono Messe invece che giocare partite. Una domenica senza sport per 24 ore di riflessione profonda. Poi però, già un mese e mezzo dopo, tutto tornò come prima, con incidenti in occasione di Ancona - Como e Cosenza - Salernitana. Nel 2003, durante la partita Avellino - Napoli perse la vita Sergio Ercolano, un giovane di 19 anni.
Il calcio, questa volta, si ferma a tempo indeterminato. E la decisione, per una volta seppur nella drammaticità del momento, sembra mettere tutti d'accordo. "Ci vuole un momento di riflessione - ha detto Pancalli - perché quel che è successo negli ultimi tempi è inaccettabile. Quando si parla di morti per una partita di calcio, non si può andare avanti facendo finta di nulla. Il poliziotto di Catania è solo l'ultimo caso. Già in passato c'erano stati episodi delittuosi e nessuno aveva mosso un dito". "Gli impianti sono diventati zona franca, dove il delitto viene spesso 'derubricato' dall'impossibilità di catturare e punire i colpevoli.
E se a questo aggiungiamo gli imbrogli, gli episodi di corruzione e l'immoralità che dilaga a tutti i livelli nel nostro calcio, è facile concludere che questo mondo deve fare delle scelte e cacciare i mercanti dal tempio".

Ed è proprio questo il punto, sul quale difficilmente invece ci sarà l'accordo: il calcio è uno sport o è uno spettacolo ? Perchè le regole da rispettatare cambiano. E se non sono le stesse società sportive a prendere le distanze da certi comportamenti che, sia nelle sedi sia sul campo sia fuori dagli stadi, non hanno nulla di sportivo, beh, allora sarà difficile poter cambiare qualcosa.

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Spillato dal Caña Team alle 13:35 -

2 boccali pieni:

vi invito a firmare l'appello di gianni mura dopo i fatti di catania

per sottoscivere l'appello
http://www.repubblica.it/speciale/
2007/appelli/calcio/index.html

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