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Nairobi, Mondo

martedì 23 gennaio 2007

Si era partiti da Porto Alegre e dopo sette anni si arriva a Nairobi. Quasi a significare che, se si vogliono risolvere i problemi del pianeta terra, bisogna andare lì, nella parte più dimenticata e più povera del mondo. «Un altro mondo è possibile» è molto più di uno slogan che unisce il Brasile con il Kenia per la settima edizione del World Social Forum ( che quest'anno si intitola «Diamo voce all'Africa e alla sua sete di giustizia» ), per la prima volta in Africa.
La novità di questa maratona di incontri, dibattiti, seminari, iniziative di ogni genere, sembra essere quella di aver perso lungo la strada per l’Africa buona parte di antagonisti, disobbedienti, anti-imperialisti vari e di aver offerto il microfono e i riflettori ai baraccati, alla marginalità, a quel "popolo sotto la soglia del dollaro al giorno" di cui tanto hanno parlato gli appuntamenti precedenti facendoli però poco parlare ( sorprendenti i 5.000 abitanti delle baraccopoli che portano al collo il pass di partecipante al Forum ).
Il summit di Nairobi rappresenta in qualche modo un passo importante anche per l'Italia che ha partecipato in maniera attiva alla sua realizzazione fornendo un quarto dei fondi complessivi che ne hanno permesso la realizzazione. vero». La scommessa di questo Forum è la ricerca di partecipazione dal basso degli africani ( delle donne, delle fasce più povere della popolazione ), e i temi portanti del meeting saranno la lotta all'Aids ( in Africa ogni giorno muoiono almeno 6mila persone e vivono circa 90 milioni di sieropositivi ), il peso del debito, la sovranità alimentare, gli accordi di commercio imposti dall'Europa e dai paesi più ricchi, i diritti delle donne.

Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, ha scritto da Nairobi una lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi: «Cosa dobbiamo dire ai ragazzi e alle ragazzi che oggi, forse per la prima volta, sono usciti dalle loro baracche per marciare al nostro fianco chiedendo giustizia, diritti umani, pace ? (...) Si dice che gli impegni internazionali si debbono mantenere. Ma allora... perché l'Italia mantiene sempre gli impegni militari con il governo degli Stati Uniti e non rispetta gli impegni contro la povertà che il governo si è assunto con l'Onu e tutti gli altri governi del mondo, come gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ?»
Una risposta che oltre che da lui attendiamo da tutti i cosiddetti "potenti della terra".

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Spillato dal Caña Team alle 14:35 -

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