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lunedì 27 febbraio 2006

I torinesi ne erano certi. Gli altri italiani se ne sono convinti durante il lungo viaggio della Fiamma Olimpica e soprattutto nel corso della Cerimonia d'apertura allo Stadio Olimpico. In effetti fino a quel momento televisioni e giornali nostrani avevano fatto di tutto per nascondere ai più lo straordinario evento in programma sotto la Mole.
Oggi che le gare sono finite e le medaglie sono state tutte assegnate, il Caña Team rilegge a suo modo l'evento olimpico regalandovi cinque cartoline, cinque istantanee che in qualche modo hanno fatto la storia di Torino 2006.

La prima è dedicata allo statunitense Shani Davis, primo oro nero sul ghiaccio nella gara dei 1000 metri del pattinaggio veloce. Alla fine della gara nessuno lo ha festeggiato: dopo il litigio con la federghiaccio americana vive in Canada dove gli sponsor lo pagano di più e ha smesso da tempo di allenarsi con il resto della squadra.

La seconda immagine incornicia due vecchietti dello sci alpino, l'austriaca Michaela Dorfmeister ( 33 anni ) e il norvegese Kjetil Andre Aamodt ( 34 anni ) che erano già in pista quando tutta Italia tifava ancora per Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. Al termine di una carriera strepitosa per entrambi, hanno avuto forza ed esperienza per salire sul gradino più alto del podio: lei ha vinto la discesa libera e il superG femminili, lui il superG maschile. Chapeau.

La terza se la merita di diritto il supergigantista francese Pierre-Emanuel Dalcin che si è fatto multare di 3200 Euro per aver "mostrato il dito medio" al termine della discesa del superG maschile. Come noto, la gara è stata fatta ripetere dopo le prime 17 discese perchè le condizioni climatiche erano proibitive; in quel momento Dalcin era al comando e non ha gradito la decisione dei giudici. Nella seconda discesa il francese è uscito di pista e appena tagliato il traguardo ha accompagnato il suo gesto gridando: «Sono stato derubato».

Quarta istantanea dedicata allo sguardo lungo, interminabile, che si sono scambiati Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio. Un errore a 3 secondi dalla fine dell'esercizio del programma originale di pattinaggio di figura è costato alla coppia italiana una medaglia quasi sicura. La caduta li ha fatti piombare dal primo al settimo posto, poi grazie ad un terzo esercizio impeccabile hanno chiuso al sesto posto in classifica. Spiace, perchè grazie all'orgoglio e alla voglia di vincere erano riusciti a lasciarsi alle spalle un'altra caduta, quella a Salt Lake City nel 2002. Chissà se troveranno la forza per rialzarsi di nuovo ?

La quinta ritrae il tricolore, l'Italia sul podio; alcune medaglie erano attese, altre del tutto inaspettate. In rigoroso ordine di comparsa, un grazie a: Enrico Fabris, Armin Zöggeler, Pietro Piller Cottrer, Gerhard Plankensteiner, Oswald Haselrieder, Matteo Anesi, Ippolito Sanfratello, Stefano Donagrandi, Arianna Follis, Gabriella Paruzzi, Antonella Confortola, Sabina Valbusa, Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Cristian Zorzi, Gerda Weissensteiner, Jennifer Isacco, Marta Capurso, Arianna Fontana, Katia Zini, Mara Zini. Grazie a loro l'Italia ha raggiunto quota 101 medaglie vinte nelle edizioni dei Giochi Olimpici Invernali fin qui disputate.

Alla fine di questa carrellata, qualunque sia il vostro giudizio su queste Olimpiadi, lasciateci ricordare il messaggio sempre attuale di
Pierre de Coubertin, fondatore delle Olimpiadi Moderne: «L'importante non è vincere, è partecipare».

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Spillato dal Caña Team alle 16:36 -

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